Allucinògeni. Significato del termine medico 'Allucinògeni' presente nel dizionario medico online gratuito.   
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Significato termine medico Allucinògeni

Vedi psicodislettici.

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  • Aritmìa
  • Indice:Ritmo cardiacoTipi di artimiaCause delle aritmieEffetti delle aritmieI sintomi delle aritmieLe terapieogni condizione nella quale viene a essere alterato il regolare ritmo cardiaco. Nel cuore umano normale il ritmo è di circa 70 battiti al minuto in condizioni di riposo.Ritmo cardiacoOgni battito prende avvio da un punto preciso di un tessuto di conduzione specializzato, che ha la funzione di trasmettere lo stimolo alla contrazione (vedi sistole) a tutto il muscolo cardiaco. Questo punto è il nodo del seno, situato nell’atrio destro. La capacità di autoeccitarsi ritmicamente è comune a tutto il tessuto di conduzione, ma normalmente il nodo del seno innesca il processo poiché possiede una frequenza di scarica superiore agli altri elementi del sistema. Il ritmo normale del cuore viene pertanto definito sinusale, perché nasce da questa struttura considerata il fisiologico segnapassi (pace-maker) cardiaco. Lo stimolo contrattile si propaga poi radialmente agli atrii convergendo sul nodo atrioventricolare, situato alla base del setto interatriale (fra atri e ventricoli). Da qui, dopo una pausa di circa 0,1 secondi, l’impulso raggiunge il sistema di conduzione vero e proprio, il fascio di His, che, attraverso due branche, destra e sinistra, e una fitta rete di ramificazioni, lo distribuisce alle cellule muscolari dei due ventricoli. Gli atri si contraggono quando l’impulso elettrico è al livello del nodo atrioventricolare, mentre la sistole ventricolare si verifica quando già si è diffuso alla parete dei ventricoli. Qualsiasi alterazione della sequenza descritta può essere responsabile della comparsa di un’aritmia.Tipi di artimiaLe aritmìe vengono classificate in base alla sede d’insorgenza (sopraventricolari o ventricolari) o in base ai meccanismi elettrofisiologici che le determinano (vie anomale da cui lo stimolo può entrare in cortocircuito; comparsa di focolai anomali di scarica): da un punto di vista generale le aritmìe vengono attualmente distinte in ipercinetiche e ipocinetiche. Le prime sono caratterizzate da un aumento della frequenza rispetto al normale ritmo sinusale, spesso, ma non sempre, percepibile al polso come una tachicardia (cioè più di 100 battiti al minuto). Le aritmìe ipercinetiche possono avere inizio in qualsiasi punto del sistema di conduzione e tradursi in un evento sporadico (battiti prematuri o extrasistoli) o in aumento ordinato (tachicardia) o disordinato (tachiaritmia) della frequenza. Le extrasistoli sono battiti prematuri che episodicamente nascono in sedi diverse dal nodo del seno e si sovrappongono al ritmo di base interrompendo la normale frequenza. Le tachicardie sono distinte in sopraventricolari e ventricolari. Fra le prime sono comprese anche le sindromi da preeccitazione ventricolare, un gruppo di condizioni patologiche caratterizzate dalla presenza di “vie anomale” (dal punto di vista anatomico o funzionale) nell’ambito del tessuto di conduzione: in questo caso lo stimolo elettrico si propaga più rapidamente al miocardio ventricolare e per questa via può persino ritornare al punto di partenza automantenendosi in maniera circolare. Esempi di queste aritmìe sono dati dalla sindrome di Wolff-Parkinson-White e da alcune forme di tachicardia parossistica. Le tachiaritmie sono caratterizzate da un ritmo completamente disorganizzato e da frequenze solitamente superiori ai 200-300 battiti al minuto: le forme sopraventricolari (flutter e fibrillazione atriale) disorganizzano completamente l’attività contrattile degli atri senza coinvolgere completamente i ventricoli; la fibrillazione ventricolare è invece incompatibile con la funzione emodinamica del muscolo cardiaco e comporta pertanto l’arresto cardiocircolatorio. Si definisce aritmìa ipocinetica una condizione nella quale la frequenza atriale o ventricolare si riduce al disotto dei 60 battiti al minuto: anche questa condizione si può creare per anomalia alla formazione dell’impulso oppure come turba della sua propagazione. Nel primo caso rientrano le disfunzioni del nodo del seno, soprattutto la bradicardia sinusale e la malattia del nodo del seno; nel secondo gruppo rientrano i blocchi (senoatriale, atrioventricolare e delle due branche del fascio di His).Cause delle aritmieNel loro complesso le aritmìe possono essere provocate da una vasta gamma di agenti. Molte condizioni fisiologiche possono essere responsabili di aritmìe, definite in questo caso funzionali: sforzi fisici, processi digestivi, assunzione e abuso di sostanze eccitanti (caffè, tè, tabacco) aumentano, attraverso il sistema simpatico, l’eccitabilità delle cellule miocardiche, causando perlopiù tachicardie ed extrasistoli sopraventricolari. Più frequentemente le aritmìe si manifestano nel cuore malato, sia nel caso esista un malattia primitiva dell’organo sia che esso risulti coinvolto in conseguenza di altre affezioni. Le malattie primitive che più [...]
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  • Aptene
  • Sostanza in grado di reagire con gli anticorpi, ma capace di indurne la produzione [...]
  • Autoplàstica
  • Sinonimo di [...]
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  • Adiposogenitale, sìndrome
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