Ambidestrismo. Significato del termine medico 'Ambidestrismo' presente nel dizionario medico online gratuito.   
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Significato termine medico Ambidestrismo

Condizione di chi è in grado di adoperare, con uguale capacità ed efficienza, tanto la mano destra quanto la mano sinistra (o entrambi i piedi). Tale abilità può essere una disposizione innata nell’individuo o può essere acquisita attraverso un addestramento particolare.abilità può essere una disposizione innata nell’individuo o può essere acquisita attraverso un addestramento particolare.

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  • AST
  • (aspartatoaminotransferasi, o SGOT), enzima del gruppo delle transaminasi, presente nel fegato e in molti tessuti come il miocardio, il muscolo scheletrico, e nel sistema nervoso centrale: da questi tessuti si libera in seguito al danneggiamento [...]
  • Adenovirosi
  • Infezioni di modesta gravità, determinate da Adenovirus, che colpiscono le mucose delle vie respiratorie e gli occhi. Tali infezioni hanno generalmente decorso benigno con risoluzione nel giro di 4-7 giorni. Il contagio avviene per via diretta dal malato (o dal portatore) al sano tramite saliva e secrezioni nasali (goccioline di Pflugge), o più raramente per via indiretta mediante oggetti su cui si siano depositati i virus. Il virus [...]
  • Anestesìa
  • Indice:Anestesia periferica:Anestesia totaleperdita parziale o totale della sensibilità, per interruzione degli impulsi nervosi provenienti dai recettori periferici e diretti alle cellule corticali: può essere determinata da processi patologici a carico del sistema nervoso centrale e periferico (anestesìa organica), oppure ottenuta mediante l’impiego di farmaci anestetici allo scopo di eliminare la percezione del dolore durante l’esecuzione di interventi chirurgici (anestesìa artificiale). Si distingue in anestesìa periferica, in cui si ha eliminazione della sensibilità dolorifica senza compromissione della coscienza, e anestesìa totale (o anestesìa generale, o narcosi), che abolisce contemporaneamente qualsiasi forma di sensibilità e la coscienza.Anestesia periferica:L’anestesìa periferica è detta anche anestesìa locale perché è limitata a particolari distretti corporei. Può essere effettuata per infiltrazione, paralizzando, cioè, le terminazioni nervose mediante l’iniezione di soluzioni anestetiche in qualsiasi punto della via sensitiva relativa al territorio che interessa; serve per piccoli interventi. Altre forme di anestesìa locale sono: l’anestesìa per contatto, ottenibile spennellando una soluzione anestetica su un tessuto capace d’assorbirla (mucose); l’anestesìa per raffreddamento, di breve durata e superficiale, quale si può avere spruzzando una regione con un liquido estremamente volatile (cloruro di etile); l’anestesìa tronculare, in cui le soluzioni anestetiche vengono iniettate nello spessore di un tronco nervoso o nelle sue immediate vicinanze; l’anestesìa plessica, ottenuta iniettando la soluzione anestetica in prossimità di un plesso nervoso, cioè di una formazione costituita da più tronchi nervosi destinati all’innervazione di un’ampia regione del corpo. Altre metodiche particolarmente utili di anestesìa locale sono rappresentate dall’anestesìa spinale (detta anche anestesìa subaracnoidea) e dall’anestesìa peridurale (o epidurale). Nel primo caso, il blocco anestetico viene ottenuto introducendo piccole quantità di un anestetico locale direttamente nello spazio subaracnoideo, all’interno del liquor: in tal modo l’anestetico giunge a contatto diretto con le radici nervose (nervi spinali), bloccando la trasmissione degli impulsi dolorifici. Questo metodo assicura una buona anestesìa chirurgica nella regione del basso addome e negli arti inferiori, ed è quindi indicato per interventi ginecologici, urologici, ortopedici (arti inferiori). L’anestesìa peridurale prende nome dal fatto che la soluzione anestetica viene iniettata nello spazio peridurale, [...]
  • Anemìa
  • Condizione patologica caratterizzata dalla diminuzione della massa dei globuli rossi al disotto dei valori considerati normali. Poiché la determinazione di tale massa comporta un’indagine piuttosto complessa, nella pratica medica l’anemìa è definita dalla riduzione della quantità di emoglobina, o del valore dell’ematocrito (percentuale di globuli rossi in un campione di sangue dopo centrifugazione), o di entrambi. Il numero di globuli rossi non è di per sé un indice attendibile nella valutazione di un’anemìa: esistono infatti situazioni (per esempio, la talassemia) in cui il loro numero è normale o aumentato, ma i valori di emoglobina sono ridotti. Sul piano clinico è necessario acquisire una serie di indici, sia direttamente misurabili (quantità di emoglobina, ematocrito, globuli rossi), sia ricavati attraverso procedimenti clinici (grandezza dei globuli rossi, quantità e concentrazione medie di emoglobina riferite al singolo globulo rosso). È possibile definire un’anemìa sulla base [...]
  • Aspartatoaminotransferasi
  • Vedi AST. [...]
  • Angiografìa
  • Radiografia dei vasi sanguigni e linfatici dopo iniezione di un mezzo di contrasto radiopaco. Principalmente viene utilizzata per la diagnosi delle affezioni a carico del cuore e dei grossi vasi (vedi angiocardiografia) e delle arterie periferiche. L’angiografìa cerebrale, dopo l’avvento della TAC e della RMN, ha perso importanza per valutare l’esatta posizione e il grado di vascolarizzazione di lesioni all’interno del cranio ma rimane di primaria importanza per la diagnosi di stenosi o di occlusioni delle arterie, di anomalie congenite o malformazioni dei vasi cerebrali, di trombosi dei seni venosi della dura madre. L’angiografìa è una tecnica assai efficace in altri distretti corporei: consente di localizzare con precisione i tumori del pancreas, di individuare emboli polmonari, lesioni dell’albero vascolare renale (integrando i dati della TAC), ischemie o emorragie nel tratto gastrointestinale, lesioni angiomatose o malformazioni del tessuto epatico. L’angiografìa viene effettuata incannulando, mediante speciali cateteri, le arterie tributarie dell’organo da esaminare, [...]
  • Antrite esteriorizzata
  • Processo infiammatorio a carico delle piccole cavità dell’antro mastoideo; è presente nei bambini di età [...]
  • Adenopatìa
  • Termine generico che indica qualsiasi affezione, primaria o secondaria, delle ghiandole linfatiche. L’adenopatìa tracheobronchiale o ilare è l’infiammazione, con aumento di volume, dei linfonodi posti intorno alla trachea e ai grossi bronchi, cioè all’ilo polmonare. Può verificarsi in molte malattie, ma la causa di gran lunga più frequente è la tubercolosi, di cui l’adenopatìa tracheobronchiale [...]
  • Acanthòsis nìgricans
  • Dermatosi molto rara, caratterizzata da cute secca, ruvida, che si solleva in piccoli rilievi e di colorito bruno scuro. Le sedi più colpite sono la cute delle pieghe (ascelle, inguine), i genitali, il collo, la nuca. Si riconoscono due [...]
  • Ateroma
  • Principale manifestazione dell’aterosclerosi. Consiste in una placca di materiale lipidico (colesterolo, fosfolipidi, grassi neutri), proteico e fibroso, dovuta a un processo progressivo di degenerazione dell’intima arteriosa. Quando predomina il contenuto in lipidi, l’ateroma si presenta di colore giallastro, non rilevato; in seguito alla proliferazione dell’intima, aumenta di consistenza, di grandezza e diventa di colore biancastro; in uno stadio più avanzato si hanno fenomeni di lipolisi e di necrosi centrale. In altri casi, alla superficie dell’ateroma si deposita fibrina, [...]
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