Cieco, intestino. Significato del termine medico 'Cieco, intestino' presente nel dizionario medico online gratuito.   
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Significato termine medico Cieco, intestino

Tratto d’intestino che corrisponde alla prima porzione del crasso, tra l’ileo e il colon ascendente. Dal cieco prende origine l’appendice vermiforme.

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  • Indice:Gli effetti collateraliApplicazioni della chemioterapia oncologicaTecniche particolari di somministrazioneEfficacia e limiti(o antitumorale), complesso delle terapie farmacologiche, e delle tecniche impiegate nella loro somministrazione, utilizzate nella cura dei tumori. La terapia con farmaci antineoplastici ha lo scopo di arrestare la proliferazione delle cellule tumorali nell’intero organismo, ma soprattutto a livello delle localizzazioni secondarie, cioè delle metastasi. Gli effetti collateraliI farmaci antitumorali (o antiblastici) possono avere diversi punti d’attacco nella cellula: in genere si distinguono diverse classi di farmaci come gli antimetaboliti (5-fluoruracile), gli alchilanti (ciclofosfamide), antibiotici (adriamicina), sostanze varie (cisplatino), ma in ultima analisi il bersaglio dei farmaci è costituito dal DNA delle cellule tumorali. I farmaci attualmente in uso non consentono però di esercitare un’azione specificamente diretta contro le cellule tumorali: colpiscono genericamente tutte le popolazioni cellulari in fase di attiva replicazione, quindi anche le cellule sane (seppure in misura minore rispetto a quelle neoplastiche) e nella fattispecie quelle di tessuti ad alto ritmo proliferativo, come il midollo osseo, la mucosa orale e gastrointestinale, il bulbo pilifero, l’ovaio e il testicolo. La chemioterapìa oncològica sarà tanto più efficace quanto maggiore sarà il rischio di effetti collaterali, rappresentati da: diminuzione dei globuli bianchi, dei globuli rossi e delle piastrine (prodotti dal midollo osseo); irritazioni della mucosa della bocca e del palato; nausea, vomito, diarrea (per l’effetto sull’apparato digerente); irregolarità mestruali; caduta dei capelli per l’azione sui bulbi piliferi. Allo scopo di minimizzare per quanto è possibile questi inconvenienti, sono state messe a punto particolari strategie di somministrazione della terapia. In primo luogo la chemioterapìa oncològica viene effettuata in modo intermittente, secondo schemi che prevedono cicli curativi della durata di alcuni giorni, alternati a intervalli di riposo fino a 3-4 settimane: in tal modo si consente alle popolazioni cellulari normali, inevitabilmente colpite dal trattamento, di riprendersi tra un ciclo e l’altro a scapito delle cellule tumorali, generalmente più lente a recuperare il danno subito. Per ridurre ulteriormente gli effetti secondari della terapia si ricorre all’associazione di più farmaci antitumorali (polichemioterapia), aumentando l’azione globale grazie a differenti meccanismi d’azione, e diminuendo nel contempo la tossicità.Applicazioni della chemioterapia oncologicaCon schemi di questo tipo è possibile a tutt’oggi curare molti tumori, tra cui le leucemie dei bambini, i linfomi di Hodgkin e alcuni linfomi non-Hodgkin, il tumore renale di Wilms e i tumori del testicolo. Risultati inferiori ma degni di nota sono raggiungibili nel carcinoma della mammella, in quello dell’ovaio e nel tumore polmonare a piccole cellule (microcitoma). In alcuni casi la chemioterapìa oncològica viene utilizzata a scopo precauzionale (chemioterapìa oncològica adiuvante) dopo l’intervento chirurgico di asportazione del tumore, allo scopo di eradicare eventuali metastasi microscopiche già disseminate all’atto dell’operazione. Questo tipo di strategia ha fornito finora buoni risultati nel carcinoma della mammella, del testicolo e forse del colon-retto, quando le “spie” della diffusione a distanza, cioè i linfonodi regionali [...]
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