Condiloidei, fori. Significato del termine medico 'Condiloidei, fori' presente nel dizionario medico online gratuito.   
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Significato termine medico Condiloidei, fori

Piccoli orifizi posti anteriormente e posteriormente ai due condili del cranio; in quelli anteriori passano i nervi ipoglossi, in quelli posteriori passa una venula.

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  • Cardite
  • Termine generico con cui si definisce l’infiammazione del cuore, estesa ai tre tessuti che lo compongono (endocardio, miocardio, pericardio). La cardite reumatica (o cardiopatia reumatica) è un’affezione in cui il cuore è coinvolto da reumatismo articolare acuto. Nelle fasi più precoci della malattia, la cardite reumatica si manifesta prevalentemente come endocardite, spesso ad andamento fugace e mutevole, clinicamente caratterizzata dalla presenza di un soffio cardiaco: l’endocardite determina infatti la comparsa di un’insufficienza mitralica (più raramente aortica), che soltanto nei casi più gravi si complica con aritmie o con i segni propri dello [...]
  • Craniosinostosi
  • Suture tra le ossa craniche. Si perfezionano entro il primo [...]
  • Càlici gustativi
  • Recettori periferici situati nella mucosa linguale e faringea; registrano le diverse [...]
  • Convulsioni febbrili
  • (o iperpiretiche), crisi convulsive generalizzate, con durata massima di 10-15 minuti, che si verificano nel corso di un accesso febbrile (temperatura superiore a 38 °C), durante la fase d’aumento rapido della temperatura, indipendentemente da malattie neurologiche attuali o precedenti. Sono caratteristiche della prima-seconda infanzia (6 mesi-6 anni): il 3-5% dei bambini di questa età hanno convulsioni febbrili e il periodo di maggiore incidenza è intorno al secondo anno. Spesso nelle famiglie di questi bambini vi è un parente che ha avuto convulsioni febbrili durante l’infanzia. Durante la crisi il bambino presenta clonie (scosse), può diventare rigido oppure atonico (molle) e perdere conoscenza. La diagnosi viene formulata in base alla sintomatologia e all’elettroencefalogramma, che al difuori della crisi (fase intercritica) è normale. Le convulsioni febbrili possono ripetersi col ripetersi degli episodi febbrili, [...]
  • Comedone
  • Piccola cisti di colore giallastro, poco rilevata sulla cute, contenente sebo, cellule cornee, e nei soggetti con acne stafilococchi e acnebacilli. Si determina per ostruzione dell’orifizio del follicolo pilosebaceo e per l’aumentata secrezione di sebo. Può assumere due aspetti diversi: comedone bianco o chiuso, quando l’orifizio [...]
  • Còlica biliare
  • Accesso di dolore, a insorgenza brusca o graduale, ben localizzato al quadrante superiore destro dell’addome: spesso si associano dolore alla base dello sterno e dolore irradiato posteriormente fino all’angolo della scapola destra o fino alla spalla. Il dolore raggiunge una forte intensità, che si mantiene con lievi fluttuazioni. Frequentemente si accompagnano nausea, vomito e flatulenza, con modesto aumento della temperatura. Se è presente brivido, in genere coesiste una colangite; se si manifesta ittero, la causa [...]
  • Carenza nutritiva
  • Mancata o deficiente assunzione di principi nutritivi. La carenza nutritiva è detta primitiva quando risulta insufficiente la quota alimentare globale; è detta secondaria quando gli alimenti introdotti sono teoricamente sufficienti, ma si determinano talune condizioni (aumentata richiesta da parte dell’organismo di alcuni principi alimentari; aumentata eliminazione degli stessi attraverso le vie urinarie; turbe digestive; malattie del tratto gastrointestinale; vomito, diarrea, dispepsia; malattie endocrine) per cui risulta insufficiente l’apporto di qualche sostanza [...]
  • Colelitìasi
  • Indice:La formazione dei calcoli biliariSintomi e terapia(o calcolosi biliare, o litiasi biliare), affezione caratterizzata dalla presenza di concrezioni (calcoli) all’interno della colecisti. Queste concrezioni sono strutture cristalline formate da costituenti normali o anormali della bile. Possono essere di tre tipi: calcoli colesterinici, formati da colesterolo; calcoli misti, formati da colesterolo, sali di calcio, acidi e pigmenti biliari, proteine, acidi grassi e fosfolipidi; calcoli pigmentari, formati da pigmenti biliari. I primi due tipi comprendono l’80% dei calcoli biliari; gli ultimi, il 20%.La formazione dei calcoli biliariIl colesterolo è un grasso non idrosolubile, che viene normalmente solubilizzato in virtù della sua incorporazione in micelle, composte da acidi biliari e fosfolipidi. Raggiunti i limiti della solubilizzazione del colesterolo nella bile, si ha la sua precipitazione e la formazione di calcoli. I meccanismi più importanti nella produzione dei calcoli sembrano essere un’aumentata secrezione biliare del colesterolo (causata, per esempio, da obesità, diete ipercaloriche, fattori genetici), e una diminuita secrezione epatica di sali biliari (causata, per esempio, da malattie o resezioni ileali, fattori genetici). Condizioni predisponenti sono la familiarità (per fattori genetici e abitudini alimentari comuni), il sesso femminile, il numero delle gravidanze; importanti condizioni patologiche associate sono l’obesità, il diabete mellito, l’ipertrigliceridemia. La dieta può concorrere alla formazione di calcoli: soprattutto un’alimentazione ipercalorica, ricca di zuccheri raffinati e grassi, l’abuso di bevande alcoliche, le diete povere di scorie vegetali, le diete dimagranti drastiche e la riduzione del numero di pasti giornalieri. Alcuni farmaci, come quelli in grado [...]
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  • Coito nel quale l’uomo volontariamente non raggiunge l’orgasmo. È [...]
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