Degenerazione. Significato del termine medico 'Degenerazione' presente nel dizionario medico online gratuito.   
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Significato termine medico Degenerazione

Qualsiasi alterazione strutturale, funzionale o biochimica presente in cellule, tessuti od organi per l’azione di fattori dannosi vari (calore, sostanze chimiche ecc.).

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  • Disintossicazione
  • (o detossicazione), processo di inattivazione di sostanze pericolose nell’organismo (sia prodotte dall’organismo stesso, sia introdotte dall’esterno). I processi di disintossicazione fisiologici si fondano sull’intervento di speciali sistemi enzimatici localizzati soprattutto nel fegato, nel rene e nel polmone. La funzione disintossicante è una delle più importanti funzioni biologiche svolte dal fegato: si esplica attraverso complesse attività chimiche, che possono sia modificare le varie sostanze originali (mediante processi di ossidazione, riduzione, idrolisi), sia legarle ad altre sostanze che fungono da trasportatori (processi di coniugazione con acido glucuronico, glutatione, aminoacidi). Così trasformate, [...]
  • Dermatologìa
  • Disciplina che studia la struttura, le funzioni e le malattie della cute e dei suoi annessi.La pelle è l’organo con la superficie più estesa. Ha funzione protettiva, sensoriale, secretoria, termoregolatrice, di assorbimento, di permeabilità ed estetica. L’igiene della pelle e la sua cura nei confronti di cause potenzialmente lesive (raggi solari, agenti contaminanti, detergenti ecc.) rappresentano elementi essenziali di prevenzione. Tuttavia la pelle risente anche delle abitudini alimentari, voluttuarie, lavorative e dell’assunzione di farmaci. Inoltre molte malattie di tipo internistico presentano manifestazioni cutanee. Si può dunque affermare che la pelle è lo specchio della nostra salute.La comparsa di lesioni cutanee è sempre fonte di particolare allarme per il paziente. Ciò è dovuto al timore di malattie infettive, croniche o tumorali, oltre che a preoccupazioni di carattere estetico. Pertanto il paziente va rassicurato rispetto alla non infettività di certe patologie e alla prognosi che spesso è assolutamente favorevole. Nell'approccio al paziente è sempre importante raccogliere un’anamnesi dettagliata sia per la diagnosi [...]
  • Dotto
  • Canale con pareti proprie nel quale scorre in genere un liquido [...]
  • Dura madre
  • (o pachimeninge), la più esterna e la più spessa delle tre meningi che avvolgono il cervello e il midollo spinale. È una membrana di tessuto fibroso con fibre elastiche, rivestita sulla faccia interna da endotelio. La parte cranica ricopre interamente il tavolato interno del cranio, avvolge l’encefalo e si prolunga fra cervello e cervelletto (tentorio), tra i due emisferi cerebrali (grande falce), tra i due [...]
  • Dente
  • Indice:Anatomia del denteClassificazione e funzione dei dentiorgano duro interno alla bocca, impiantato nella mandibola o nella mascella con la funzione di tagliare, sminuzzare e triturare i cibi solidi; i denti hanno anche un ruolo importante nella fonazione. L’insieme dei denti è detto dentatura.Anatomia del denteI denti constano di una parte sporgente dalla gengiva, la corona, e di una infossata nella gengiva stessa, la radice; la linea di demarcazione tra le due parti è detta colletto. La corona, di forma differente secondo le diverse funzioni del dente, presenta una faccia linguale anteriore, una vestibolare posteriore, due facce di contatto laterali e una faccia masticatoria superiore. La corona è rivestita dallo smalto o sostanza adamantina, di colore bianco splendente, ricco di minerali (aspartite ecc.). All’interno si trova la dentina o avorio, particolare varietà di tessuto osseo che forma l’impalcatura del dente; la sostanza fondamentale, ricca di fibre collagene non calcificate, è attraversata da numerosi canalicoli (canalicoli della dentina) nei quali si trovano le fibre dentarie, prolungamenti delle cellule (dette odontoblasti) proprie del tessuto osseo della dentina. La radice del dente, anch’essa dura, ha colore giallastro e forma generalmente conica; può essere, secondo i casi, unica, doppia o multipla ed è saldamente infissa nell’alveolo dell’osso. Ogni radice presenta al suo apice un foro detto apicale, punto d’inizio di un canale che la percorre tutta e che poi si dilata nella corona a formare la cosiddetta cavità del dente, che contiene la polpa dentale, una sostanza rossa, molle, di tessuto connettivale fibrillare, innervato e vascolarizzato; vasi e nervi raggiungono la polpa penetrando anch’essi attraverso il foro apicale della radice. Colletto e radice sono ricoperti dal cemento, sottile crosta di sostanza ossea, per struttura e composizione chimica simile al normale tessuto osseo, che nell’osso mascellare e in quello mandibolare aderisce strettamente alla parte della dentina che si trova nella radice e che tiene inglobate le fibre collagene del parodonto. All’eruzione i denti presentano la superficie dello smalto ricoperta da una sottile membranella, la cuticola del dente, che si usura e scompare con la masticazione.Classificazione e [...]
  • Discinesia tardiva
  • Sindrome extrapiramidale caratterizzata da movimenti involontari dei muscoli facciali e degli arti. [...]
  • Diuresi forzata
  • Forma di terapia disintossicante, che consiste nel provocare un elevatissimo flusso urinario allo scopo di accelerare e favorire l’eliminazione di sostanze tossiche presenti nel sangue. È necessario indurre un flusso urinario pari ad almeno 500 ml per ora. Per ottenere ciò, si somministrano al paziente adeguate quantità di liquidi direttamente per via endovenosa: in questo modo si aumenta moltissimo [...]
  • Dosaggi ormonali
  • Determinazione della quantità di ormoni nel sangue o nelle urine per la valutazione della funzionalità di una o più ghiandole. Il dosaggio ormonale può essere fatto in condizioni basali o dinamiche dopo test di [...]
  • Daltonismo
  • Anomalia congenita della vista, che non permette di percepire i colori rosso (protanopia) e verde (deuteranopia); l’incapacità di distinguere i colori in generale è [...]
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  • Indice:Forme di distrofia muscolaremalattie ereditarie dei muscoli striati, geneticamente determinate, conseguenza cioè di un errore localizzato in un frammento della molecola di DNA di un cromosoma. Sono dovute ad alterazioni di proteine del sarcolemma (distrofina, sarcoglicano e merosina), la membrana che ricopre la fibrocellula muscolare, che servono a stabilizzare le proteine contrattili (actina e miosina) Colpiscono quasi sempre giovani. Sono caratterizzate da atrofie, localizzate in genere ai cingoli scapolare e pelvico e al tronco. In alcune forme i muscoli si presentano invece ingrossati e di aspetto atletico, ma hanno ridotta funzionalità (pseudoipertrofia). Nelle fasi avanzate gran parte del tessuto muscolare è sostituito da tessuto fibroso e da grasso. Forme di distrofia muscolareLa più diffusa è la distrofìa muscolare di Duchenne, che si presenta in due forme, l’una trasmessa attraverso i cromosomi sessuali e l’altra attraverso gli autosomi. La prima è la più grave e la più frequente fra tutte le distrofìe muscolari progressive; si trasmette attraverso le madri unicamente ai figli maschi. Ha un'incidenza di 1:3.000 nati maschi. Inizia a 2-4 anni: il bimbo cade con facilità, si rialza a stento, quasi arrampicandosi; l’andatura è anserina; in seguito i muscoli dei polpacci si ingrossano; entro pochi anni la malattia si diffonde agli altri distretti corporei, per cui prima della pubertà questi soggetti sono immobilizzati sulla sedia a rotelle, obesi, con retrazioni e contratture che fanno loro assumere posizioni viziate, mentre la mente si mantiene lucida; la morte avviene in genere verso i 20 anni per broncopolmonite o scompenso cardiaco, poiché la distrofìa muscolare colpisce anche i muscoli respiratori e il tessuto muscolare cardiaco. In un numero limitato di casi di distrofìa muscolare di Duchenne (varietà di Becker-Kiener) [...]
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