Termine medico: Desensibilizzazione, terapìe di

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Desensibilizzazione, terapìe di

Tecniche di decondizionamento utilizzate nella terapia comportamentale (vedi psicoterapia). La desensibilizzazione si basa sul principio, elaborato da Wolpe, dell’inibizione reciproca, secondo cui in presenza di stimoli ansiogeni una risposta antagonista, tale da ridurre la risposta ansiogena, induce un indebolimento del legame tra gli stimoli stessi e la risposta ansiogena. Per esempio, la risposta antagonista più impiegata per l’annullamento dell’ansia è il rilassamento. Il paziente viene esposto a stimoli ansiogeni d’intensità crescente, ai quali risponderà con il metodo del rilassamento, appreso in precedenza, e con il contemporaneo controllo dell’ansia. Dopo un certo numero di esposizioni al medesimo stimolo, quando il paziente è in grado di mantenere il rilassamento, si passerà a uno stimolo d’intensità superiore. Impiegate nel trattamento di forme ossessive, ansiose, disturbi sessuali e forme psicosomatiche, le terapìe di desensibilizzazione risultano particolarmente efficaci nelle fobie.
Termine medico precedente:
Desensibilizzanti
Termine medico successivo:
Daunomicina
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