Efferente. Significato del termine medico 'Efferente' presente nel dizionario medico online gratuito.   
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Significato termine medico Efferente

Si dice di fibra e nervo che servono a trasmettere all’organo effettore gli impulsi generati dai centri nervosi, oppure di condotto che porta un liquido fuori da un organo o distretto corporeo.da un organo o distretto corporeo.

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Ci riferiremo, in questo capitolo, essenzialmente alle forme di epatite sostenute dai virus epatotropi.L’epatite AL’epatite virale acuta A (alimentare o infettiva) è sostenuta da un virus RNA; presenta incubazione più breve (15-60 giorni) rispetto alla epatite virale B, contagiosità elevata e trasmissione fecale-orale. È più diffusa nelle popolazioni a basso livello igienico. La via di contagio è generalmente orale, attraverso cibi contaminati (acqua, latte, frutti di mare ecc.). La prevenzione si attua con il rispetto di norme igieniche elementari (per esempio, il virus viene inattivato dalla bollitura dell’acqua per 10 minuti). Il sintomo classico è rappresentato dall’ittero, che però compare in una piccola percentuale di casi, per cui molte forme passano inosservate: la malattia guarisce completamente nella stragrande maggioranza dei casi; in questo caso compaiono gli anticorpi anti-virus A (IgG), che conferiscono protezione per tutta la vita, e non ne conseguono forme croniche. La profilassi con gammaglobuline, indicata per le persone a stretto contatto con i malati di epatite virale acuta A, è invece generalmente superflua nel contatto occasionale (scolastico o lavorativo). La vaccinazione pre-esposizione è oggi disponibile ed è indicata prima di viaggi in zone ad alto rischio (aree tropicali e Paesi in via di sviluppo).L’epatite BL’epatite virale acuta B è sostenuta da un virus DNA; ha un tempo di incubazione di 30-180 giorni, minore contagiosità rispetto alla precedente e trasmissione quasi esclusivamente parenterale. È caratterizzata dalla presenza nel sangue dell’antigene Australia, o HBsAg, che è una componente della particella virale. Il contagio avviene con trasfusioni di sangue o emoderivati infetti (attualmente di frequenza molto ridotta per il controllo accurato del sangue dei donatori); con inoculazione accidentale di piccole quantità di sangue infetto mediante siringhe, aghi, strumenti e apparecchiature sanitarie non adeguatamente sterilizzate (per esempio, agopuntura, tatuaggi, cure dentarie, manicure ecc.) o con uso di spazzolini da denti, rasoi, forbici di soggetti infetti; per contatto sessuale, per trasmissione del virus contenuto nel liquido seminale e nel secreto vaginale; per passaggio da madre infetta al neonato al momento del parto. I sintomi della malattia sono aspecifici e somigliano a quelli delle epatiti di altra origine: anche l’ittero, che è il sintomo più caratteristico, è presente solo in una parte dei casi; l’infezione quindi può passare inosservata. La malattia guarisce nella maggioranza dei casi e compaiono nel siero gli anticorpi contro l’HBsAg (IgG anti-HBsAg): in una variabile percentuale di pazienti (a seconda della loro età, del modo di trasmissione del virus e della competenza immunitaria dell'ospite), la malattia tende a cronicizzare, presentando vari quadri che vanno dall’epatite cronica alla cirrosi, con persistenza del componente HBsAg della particella virale nel sangue. Alcuni soggetti invece, dopo il contatto con il virus, non lo eliminano dall’organismo e diventano portatori cronici e potenzialmente infettivi, pur non presentando alcuna epatopatia (portatori “sani” dell’HBsAg); in Italia questi soggetti corrispondono al 3% della popolazione totale, pari a due milioni di portatori del virus.Prevenzione e profilassi dell’epatite BLa prevenzione dell’epatite virale B si attua con il rispetto di opportune misure igieniche: è da sottolineare che la trasmissione ai conviventi è relativamente rara; in ogni caso, ai portatori di HBsAg si consiglia l’uso strettamente personale di spazzolini da denti, rasoi, pettini, forbici ecc., e l’uso di profilattici nei rapporti sessuali. È necessario che i portatori di HBsAg segnalino il loro stato in occasione di cure mediche o dentistiche in modo da consentire l’attuazione di opportune misure di sterilizzazione. Per quanto riguarda la profilassi con gammaglobuline, risultano efficaci solo quelle “iperimmuni” cioè specifiche per l’epatite virale B, da eseguirsi entro 48 ore dal contagio: sono indicate particolarmente in soggetti con esposizione accidentale a sangue positivo per l’HBsAg. È inoltre possibile effettuare la vaccinazione contro l’epatite virale B: essa è efficace, priva di effetti collaterali di rilievo, dura sufficientemente a lungo (fino a 8 anni, al termine dei quali un richiamo vaccinale prolunga l'immunità per altri 8 anni) ed è indicata nei soggetti ad alto rischio d’infezione, cioè medici e paramedici, neonati di madre positiva per l’HBsAg, partner di soggetti positivi per l’HBsAg e congiunti a stretto contatto, tossicodipendenti, persone che si prostituiscano, emodializzati, politrasfusi, residenti in istituti a regime di vita comunitario, viaggiatori in aree dove l’epatite virale B è più diffusa (Africa e Medio Oriente).L’epatite C. 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