Embriogènesi. Significato del termine medico 'Embriogènesi' presente nel dizionario medico online gratuito.   
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Significato termine medico Embriogènesi

Formazione e sviluppo dell’embrione, tipica degli organismi viventi che, allo stato adulto, presentano complessità di organizzazione.

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  • Embriotòssici
  • Sostanze o agenti patogeni che [...]
  • èscara
  • Placca di tessuto alterato che si forma quando un processo necrotizzante (flogosi, ustione, causticazione) colpisce la cute o le mucose. Si presenta di colorito nerastro, di consistenza friabile o dura, circondata a volte da un alone eritematoso, profondamente incassata [...]
  • Eritrone
  • Termine con cui viene indicato l’insieme costituito dalla massa degli [...]
  • Epidemìa
  • Insorgenza improvvisa e simultanea di molti casi della stessa malattia infettiva (per esempio, tifo, colera, meningite ecc.), per un periodo di tempo limitato, con diffusione su larga scala e susseguente più o meno rapido esaurimento della forma morbosa. Lo studio delle epidemìe ha il compito di analizzare le modalità di insorgenza delle malattie infettive, come si manifestano, si propagano o permangono in una collettività e le condizioni che favoriscono tale insorgenza e propagazione. L’indagine si vale della microbiologia e della statistica che forniscono alcuni indici indispensabili quali la mortalità, la morbosità, la morbilità, la letalità [...]
  • Emofilia C
  • Nome con cui si definisce impropriamente la malattia caratterizzata dal deficit di fattore XI. Ha trasmissione ereditaria di tipo autosomico e colpisce quindi entrambi i sessi. La sindrome emorragica non è correlata ai livelli plasmatici di fattore XI, è di [...]
  • Eritema infettivo acuto
  • Malattia infettiva acuta di origine virale - detta anche megaloeritema epidemico o quinta malattia - che colpisce, in forma epidemica, bambini di età compresa fra i 2 e i 10 anni. L’infezione viene trasmessa per contatto interumano. È caratterizzata dalla presenza di papule [...]
  • Encefaliti
  • Processi infiammatori dell’encefalo, molto spesso associati a quelli del midollo (encefalomieliti) e delle meningi (meningoencefaliti e meningoencefalomieliti). A seconda che siano colpite solo la sostanza grigia, solo quella bianca oppure entrambe, si parla rispettivamente di polioencefaliti, leucoencefaliti, meningoencefaliti. Le cause di encefalite sono le più disparate, anche se quelle infettive e immunologiche paiono prevalere sulle altre. Nella fattispecie, si riconoscono due grandi gruppi: encefaliti primitive, di natura virale, ed encefaliti secondarie, virali e non virali. Nel primo gruppo, distinguiamo encefaliti: 1) acute: da arbovirus, virus della rabbia, enterovirus; 2) subacute: da virus del morbillo (panencefalite sclerosante subacuta o PESS), Papova virus (leucoencefalopatia multifocale progressiva o LMP), malattia di Creutzfeldt-Jakob, Kuru; 3) presumibilmente virali: encefalite letargica, encefalite nella malattia di Behcet. Nel secondo gruppo, distinguiamo encefaliti: a) infettive con localizzazione degli agenti patogeni nel sistema nervoso centrale (SNC): virus herpes simplex tipo 1, rickettsie, batteri, miceti, protozoi; b) non infettive e infettive senza mai localizzazione degli agenti patogeni a livello del SNC: encefalite perivenosa demielinizzante, encefaliti post-vaccinali, post-esantematiche, post-infettive, post-sieroterapiche, spontanee, leucoencefalite acuta emorragica di Hurst, encefalopatia nella sindrome di Reye. L’encefalite purulenta circoscritta (ascesso cerebrale) o metastatica è caratterizzata dalla presenza di microascessi in tutto l’encefalo, provocati da germi piogeni, provenienti per via ematica da un qualsiasi focolaio dell’organismo. Le encefaliti virali, che sono la maggioranza, presentano un primo periodo con sintomi di tipo influenzale, seguito da un breve periodo di regressione dei sintomi e da una seconda fase con segni neurologici, dovuta alla localizzazione del virus nel sistema nervoso centrale. Tra queste l’encefalite letargica, che ebbe carattere epidemico dopo la prima guerra mondiale e successivamente andamento endemico, in caso di incompleta guarigione può provocare parkinsonismo postencefalitico. Le encefaliti da virus lenti sono caratterizzate da [...]
  • Eritrocitosi
  • Aumento dei globuli rossi nel sangue sopra i valori normali. Si distinguono una eritrocitosi relativa, dovuta a una perdita di volume plasmatico (grave disidratazione, ustioni), che non rappresenta un reale aumento della massa eritrocitaria, e una eritrocitosi assoluta, nella quale è presente un aumento assoluto della massa eritrocitaria. Le cause principali di quest'ultima forma sono la [...]
  • Emoblasto
  • (o emocitoblasto, dal greco: emo = sangue; cito = cellula; blastein = formare), cellula progenitrice comune delle differenti cellule del sangue, [...]
  • Eczema
  • Indice:L’eczema da contattoL’eczema atopicoAltre forme eczematosedermatite pruriginosa localizzata o con tendenza a diffondersi. Esistono diverse varietà cliniche di eczemaL’eczema da contattoLa forma più comune è l’eczema, o dermatite, da contatto, affezione infiammatoria cutanea superficiale, acuta, subacuta o recidivante, che insorge per esposizione a sostanze esogene di natura chimica, chimico-fisica o biologica, in ambiente professionale o extraprofessionale. Gli eczemi da contatto possono insorgere con due meccanismi: per irritazione cutanea diretta e danno cellulare, quando una sostanza venga applicata sulla cute per un tempo e con una concentrazione sufficienti (eczema non allergico, o dermatite da contatto irritante, o DCI); per un meccanismo di sensibilizzazione allergica, mediata da cellule, verso particolari sostanze (eczema allergico, o topico, o dermatite da contatto allergica, o DAC). La dermatite da contatto è caratterizzata da manifestazioni cutanee di tipo eritemato-edemato-vescicolare, seguite da formazione di croste e infine da desquamazione. Inizialmente le lesioni, molto pruriginose, sono localizzate nella sede di esposizione agli agenti sensibilizzanti, ma se tale esposizione persiste è possibile l’estensione ad altre aree cutanee. Le sostanze sensibilizzanti sono moltissime: per esempio, i metalli (cromo, nichel, cobalto); farmaci per uso locale (antibiotici, antistaminici); cosmetici (tinture per capelli, smalto per unghie, deodoranti); fibre tessili (capi di abbigliamento); sostanze usate in ambiente domestico (detersivi, saponi) ecc. Per la diagnosi di eczema allergico sono di uso comune i test allergologici epicutanei con gli allergeni sospetti. La terapia degli eczemi da contatto è sistemica e locale, volta a limitare la sintomatologia pruriginosa e a ridurre il decorso della malattia. Fondamentali, specie negli ambienti di lavoro, sono le misure preventive, volte a evitare nuovi contatti con l’agente o gli agenti ritenuti responsabili dell’allergia: uso di indumenti protettivi (guanti, tute), di creme-barriera ecc.L’eczema atopicoL’eczema atopico, o costituzionale, è una malattia infiammatoria cutanea a decorso cronico-recidivante, pruriginosa, che si associa spesso a una storia personale e familiare di malattie allergiche come la rinocongiuntivite allergica o l’asma allergico. Nella genesi di [...]
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