Endocardio. Significato del termine medico 'Endocardio' presente nel dizionario medico online gratuito.   
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Significato termine medico Endocardio

Tunica sottile e trasparente che tappezza internamente la superficie del cuore e le altre formazioni presenti nella sua cavità (valvole cardiache, muscoli papillari, corde tendinee ecc.). La sua infiammazione dà luogo alla endocardite.La sua infiammazione dà luogo alla endocardite.

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  • Insorgenza improvvisa e simultanea di molti casi della stessa malattia infettiva (per esempio, tifo, colera, meningite ecc.), per un periodo di tempo limitato, con diffusione su larga scala e susseguente più o meno rapido esaurimento della forma morbosa. Lo studio delle epidemìe ha il compito di analizzare le modalità di insorgenza delle malattie infettive, come si manifestano, si propagano o permangono in una collettività e le condizioni che favoriscono tale insorgenza e propagazione. L’indagine si vale della microbiologia e della statistica che forniscono alcuni indici indispensabili quali la mortalità, la morbosità, la morbilità, la letalità [...]
  • Epatite
  • Processo infiammatorio del fegato, che può essere acuto o cronico. Le cause più importanti di epatite sono i virus (vedi epatite virale), l’alcol e i farmaci. L’epatite da farmaci può essere causata da numerosi principi attivi, come: paracetamolo, isoniazide, etambutolo, metilDOPA, inibitori delle monoaminossidasi, indometacina, fenitoina, alotano, amanitina (sostanza contenuta in un fungo velenosissimo: l'amanita phalloides), sulfamidici, fenilbutazone, clorpromazina, benzodiazepine, imipramina, solfaniluree, diuretici tiazidici, dicumarolo e suoi derivati, numerosi antiblastici, contraccettivi orali, tetracicline, cloramfenicolo e alcuni farmaci anti-tiroidei. Il meccanismo del danno indotto da farmaci è vario: alcune sostanze si comportano come tossici cellulari diretti, e in questo caso il danno è correlato alla dose; altre inducono invece una reazione da ipersensibilità, con danno non dose-dipendente; altre ancora provocano colestasi. Tra quelle del primo gruppo vi è il paracetamolo, che impoverisce il fegato di glutatione, sostanza che normalmente inattiva i farmaci legando i metaboliti intermedi potenzialmente tossici. Il danno si manifesta in seguito all'assunzione di alte dosi del farmaco (più di 10 g): benefica risulta la terapia con sostanze che ricostituiscono il patrimonio di glutatione, come la N-metionina e la N-acetilcisteina. Tra i farmaci che inducono ipersensibilità è compresa l’isoniazide, sostanza antitubercolare: in questo caso il danno può comparire anche un anno dopo la terapia, e spesso si accompagna a febbre ed eosinofilia. Tra i farmaci che possono dare colestasi, ricordiamo - per la loro larga diffusione - le benzodiazepine. L’epatite da [...]
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  • Emiparesi
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