Epatologia. Significato del termine medico 'Epatologia' presente nel dizionario medico online gratuito.   
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Significato termine medico Epatologia

Branca della medicina che studia la fisiopatologia del fegato.

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  • Ebola, virus di
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  • Esami di laboratorio
  • Indagini chimiche o fisiche, eseguite su tessuti, su liquidi organici (sangue, urina, feci ecc.) o su prodotti patologici (pus), dirette a determinare alterazioni dei componenti normali, a individuare la presenza di sostanze abnormi o agenti patogeni nell’organismo, per fornire dati utili alla valutazione di funzioni organiche o alla diagnosi e alla terapia di condizioni morbose. L’importanza di un esame di laboratorio non va valutata come dato fine a sé stesso, ma come elemento informativo integrato nel complesso procedimento diagnostico, costituito dalla raccolta dell’anamnesi, dall’esame obiettivo e poi dalla ricerca mirata delle indagini necessarie a confermare il sospetto. L’informazione fornita dall’esame di laboratorio deve essere il più possibile sicura e la sicurezza dipende essenzialmente da tre fattori: la sensibilità, data dalla probabilità di un soggetto malato di essere positivo al test (una sensibilità del 100% consente di escludere la malattia in caso di [...]
  • Ectopìa
  • Condizione congenita per cui un organo o una sua parte vengono a [...]
  • Escherìchia coli
  • (famiglia Enterobacteriaceae), bacillo gram-negativo, asporigeno, ospite abituale dell’intestino. Sono noti due ceppi di Escherìchia coli: uno produttore di enterotossine (ETEC) e uno enteroinvasivo (EIEC). Responsabile di: infezioni delle vie urinarie; infezioni peritoneali e biliari; meningite; batteriemia; ascessi. Tende a localizzarsi preferenzialmente: a livello del punto di inoculazione, nei [...]
  • Emorràgiche, malattìe
  • Indice:Malattie emorragiche da difetto vascolarePiastrinopatie e piastrinopenieMalattie emorragiche da difetto dei fattori di coagulazionegruppo di patologie caratterizzate dalla presenza di manifestazioni emorragiche. Sono classificate in tre gruppi a seconda che siano coinvolti il sistema vascolare (nella fattispecie, la parete dei vasi), le piastrine oppure i fattori della coagulazione.Malattie emorragiche da difetto vascolareLe malattìe emorràgiche da difetto vascolare, congenite o acquisite, di regola non sono gravi e si manifestano con petecchie, ecchimosi, sanguinamenti cutanei o delle mucose che si arrestano spontaneamente entro 48 ore circa e non tendono a recidivare. Le forme congenite più frequenti sono le malattie ereditarie del connettivo (per esempio, sindrome di Marfan) e la teleangectasia emorragica ereditaria (o malattia di Rendu-Osler); tra quelle acquisite sono importanti la porpora senile, la porpora da avitaminosi C, da malattie infettive, da malattie autoimmuni (tra queste, la porpora di Schoenlein-Henoch), da farmaci (cortisonici in terapia cronica, penicilline, sulfonamidi).Piastrinopatie e piastrinopenieLe malattìe emorràgiche da difetto piastrinico possono essere causate da difetti qualitativi (piastrinopatie) o quantitativi (piastrinopenie), che determinano in ogni caso una diminuita capacità di formare il tappo piastrinico. Le cause principali di piastrinopenie includono: 1) ridotta produzione, per danno midollare (farmaci, radiazioni), insufficienza midollare (anemia aplastica), invasione midollare (carcinomi, leucemie, fibrosi); 2) sequestro splenico, in presenza di splenomegalia; 3) aumentata distruzione, da farmaci (chemioterapici, etanolo, estrogeni, sulfonamidi, chinidina, chinina, metildopa, eparina), da reazione autoimmunitaria (idiopatica o associata a LES, linfomi, AIDS). La forma idiopatica è conosciuta con il nome di porpora trombocitopenica idiopatica, o morbo di Werlhof, ed è caratterizzata dalla presenza di specifici autoanticorpi diretti contro le piastrine), in corso di coagulazione intravascolare disseminata, di porpora trombotica trombocitopenica e in seguito a emotrasfusioni massive. Le piastrinopatie, a differenza delle precedenti, danno un conteggio piastrinico normale, ma le [...]
  • Efèlide
  • Piccola macchia cutanea giallo-brunastra, rotondeggiante od ovalare, a superficie liscia; è dovuta a un aumento del pigmento melanico. Le efèlidi si localizzano diffusamente alle zone scoperte del corpo (viso, collo, arti superiori) e si rendono più evidenti nel [...]
  • Emofilìa A
  • La forma più nota di emofilia; risulta legata a un difetto di sintesi del fattore VIII (in particolare della sua subunità C, componente proteica ad attività pro-coagulante altrimenti conosciuta come globulina o fattore antiemofilico. La carenza dell'altra subunità, detta R o fattore Von Willebrand, è invece responsabile dell'omonima malattia) della coagulazione del sangue. Colpisce esclusivamente soggetti maschi, trasmettendosi come carattere ereditario legato al cromosoma del sesso X (che contiene il gene responsabile della sintesi del fattore VIII); la modalità di trasmissione tipica dell’emofilìa A sarà da madre portatrice a figlio maschio malato. Se un maschio affetto ha dei figli, nessun figlio maschio sarà affetto, mentre tutte le figlie femmine saranno portatrici. La comparsa di emofilìa A non è sempre prevedibile in base alle regole della trasmissione dei caratteri ereditari: nel 30% dei casi la malattia è frutto di una mutazione spontanea di un cromosoma X materno. L’emofilìa A è una malattia relativamente rara: un caso ogni 10 000 persone. Il quadro clinico è dominato da emorragie spesso spontanee. Caratteristico è il fatto che il sanguinamento può avvenire a distanza di tempo dal trauma che l’ha provocato. Il deficit di fattore VIII-C provoca, infatti, una alterazione dell'emostasi secondaria, con ridotta o assente formazione del coagulo fibrinico in corrispondenza del tappo emostatico. [...]
  • Emorragìa da ùlcera duodenale
  • Perdita di sangue che rappresenta una complicazione del 10-20% delle ulcere duodenali e costituisce circa il 20% delle emorragie del tubo digerente. Il sanguinamento può essere visibile macroscopicamente: in questo caso possono venire persi oltre 100 ml di sangue in breve tempo, con presenza di ematemesi (vomito ematico rosso vivo o nerastro coagulato), melena (sangue digerito nelle feci che assumono un colore carbone, un aspetto caratteristicamente untuoso e un odore intenso), spesso di dolore epigastrico e a volte di anemia acuta con lipotimia improvvisa; quando l'emorragia è particolarmente copiosa, il paziente può andare in stato di shock ipovolemico. La perdita di sangue può essere, al contrario, uno stillicidio persistente, che porta in tempi relativamente brevi a un’anemia da carenza di ferro. La terapia, nelle forme gravi, prevede il ripristino della volemia mediante infusione di soluzione fisiologica o plasma-expanders e la somministrazione di antistaminici anti-H2 o somatostatina [...]
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