Escherìchia coli. Significato del termine medico 'Escherìchia coli' presente nel dizionario medico online gratuito.   
Dizionario medico online

Significato termine medico Escherìchia coli

(famiglia Enterobacteriaceae), bacillo gram-negativo, asporigeno, ospite abituale dell’intestino. Sono noti due ceppi di Escherìchia coli: uno produttore di enterotossine (ETEC) e uno enteroinvasivo (EIEC). Responsabile di: infezioni delle vie urinarie; infezioni peritoneali e biliari; meningite; batteriemia; ascessi. Tende a localizzarsi preferenzialmente: a livello del punto di inoculazione, nei pazienti in trattamento insulinico; in arti ischemici; in sede di ferite chirurgiche; a livello dei flemmoni perirettali, nei pazienti leucemici. La terapia è antibiotica: l'infezione non complicata si tratta solitamente con derivati della penicillina; le infezioni gravi o complicate possono richiedere la somministrazione di cefalosporine o aminoglicosidi.(famiglia Enterobacteriaceae), bacillo gram-negativo, asporigeno, ospite abituale dell’intestino. Sono noti due ceppi di Escherìchia coli: uno produttore di enterotossine (ETEC) e uno enteroinvasivo (EIEC). Responsabile di:



infezioni delle vie urinarie; infezioni peritoneali e biliari; meningite; batteriemia; ascessi. Tende a localizzarsi preferenzialmente: a livello del punto di inoculazione, nei pazienti in trattamento insulinico; in arti ischemici; in sede di ferite chirurgiche; a livello dei flemmoni perirettali, nei pazienti leucemici. La terapia è antibiotica: l'infezione non complicata si tratta solitamente con derivati della penicillina; le infezioni gravi o complicate possono richiedere la somministrazione di cefalosporine o aminoglicosidi.

Commenti

Altri termini medici nel dizionario medico che iniziano con la 'E'

  • Enterotossina
  • Termine che indica genericamente una tossina prodotta nell’intestino, più spesso una tossina prodotta [...]
  • Emilaringectomìa
  • Intervento chirurgico con asportazione della metà della laringe colpita da tumore maligno che interessa diffusamente la corda vocale [...]
  • Epilessìa
  • Indice:Le cause dell’epilessiaTipi e sindromi dell’epilessiaLa terapiasindrome neurologica caratterizzata da alterazione dell’attività biolettrica del cervello, che si manifesta con 'crisi' di aspetto clinico diverso - sensitive, psichiche, neurovegetative, motorie - e insorgenza improvvisa, con spiccata tendenza a ripetersi (una sola crisi, quindi, non significa automaticamente epilessia). Tali crisi dipendono da una improvvisa e incontrollata iperattività elettrica delle cellule cerebrali, dalla quale origina una 'scarica' elettrica. La scarica può restare confinata a un gruppo di cellule del cervello, oppure interessare inizialmente solo un gruppo e successivamente diffondere all'insieme delle altre cellule, oppure interessare fin dall'inizio e nello stesso tempo tutte le cellule del cervello. Nel primo caso (crisi focale o parziale) le manifestazioni cliniche sono diverse a seconda della zona cerebrale interessata dalla scarica abnorme (irrigidimento, scosse, allucinazioni, amaurosi transitoria, sensazioni di gusto e odori strani ecc.). Nel secondo caso, vi sono inizialmente manifestazioni come quelle ora descritte, cui seguono manifestazioni generali motorie e perdita di coscienza (crisi parziale secondariamente generalizzata). Nel terzo caso, infine, si ha fin dal principio una sintomatologia generalizzata con manifestazioni motorie e completa perdita di coscienza (crisi tonico-clonica o convulsiva o crisi di Grande male), o senza manifestazioni motorie e con compromissione della coscienza (assenze, Piccolo male), o - ancora - con scosse localizzate prevalentemente agli arti superiori senza compromissione della coscienza (Piccolo male mioclonico). Al termine della crisi (se questa è durata meno di 30 minuti - 1 ora) le cellule riprendono il loro normale funzionamento e non residua alcun deficit. Va ricordato che in più occasioni possono verificarsi crisi cosiddette 'occasionali' a seguito di danni cerebrali acuti tossici, dismetabolici, ipertensivi, traumatici, infettivi o vascolari che possono ripetersi anche a distanza ravvicinata di tempo: in questi casi - possibili sia nell'infanzia che nell'età adulta - non si può tuttavia parlare propriamente di epilessia, ma solo di crisi epilettiformi.Le cause dell’epilessiaLe crisi epilettiche possono conseguire a una predisposizione genetica o a una lesione cerebrale. Le prime esordiscono spesso nell'infanzia, sono l'unico sintomo presente e tendono alla guarigione prima o nell'età adulta. Le seconde possono essere ascritte a una sofferenza cerebrale avvenuta prima, durante o dopo la nascita (malformazioni, 'cicatrici', tumori cerebrali ecc.) e possono essere accompagnate da altri sintomi neurologici; la tendenza alla guarigione spontanea è funzione del danno cerebrale. Per quanto riguarda l’epilessìa cosiddetta temporale, molto frequente, oltre alla particolare vulnerabilità delle strutture temporo-rinencefaliche, bisogna considerare che anche durante il parto normale la compressione della testa del feto provoca ischemia a livello dell’ippocampo. Pure nei traumi cranici importanti è frequente la compromissione di questa zona. Al di là di queste cause, occorre in ogni caso una predisposizione all’abbassamento periodico della soglia convulsiva. Per quanto riguarda il problema dell’ereditarietà, solo per le famiglie in cui vi sono membri con epilessìa essenziale si può parlare di un lieve aumento del rischio di epilessia. Le epilessìe essenziali (Piccolo male puro, Piccolo male mioclonico, Grande male) hanno verosimilmente la stessa sede di scarica iniziale, cioè la formazione reticolare, il cosiddetto centrencefalo, che proietta in modo diffuso simmetrico sulla corteccia cerebrale. L’epilessìa parziale è sempre causata da una lesione (la cicatrice o il tumore sono elettricamente inattivi, mentre la ipereccitabilità è propria dei neuroni adiacenti). Esistono, poi, fattori che favoriscono l'insorgenza delle crisi epilettiche: l'abuso di bevande alcoliche, l'irregolarità del ritmo sonno-veglia, le intense stimolazioni sensoriali o quelle a ricco contenuto emozionale, stress emotivi, l'interruzione della terapia antiepilettica e via discorrendo.Tipi e sindromi dell’epilessiaPer le crisi grande male, vedi grande male. Per le crisi piccolo male, vedi assenza. Queste ultime sono oggi comprese nella epilessìa generalizzata primaria, con predisposizione ereditaria, assenza di lesioni anatomiche dimostrabili, centrencefalica, con prognosi buona. A essa si contrappone l’epilessìa generalizzata secondaria, caratterizzata da crisi generalizzate dall’inizio, ma dovute a una cerebropatia con lesione anatomica (la sindrome di West, gravissima forma che colpisce nei primi mesi di vita, con il caratteristico spasmo in flessione, per [...]
  • Effettore
  • Formazione periferica che, reagendo agli impulsi trasmessi da una fibra nervosa efferente, [...]
  • Ecografia prostatica transrettale
  • Esame ecografico della prostata che si effettuta studiando l’organo per mezzo di una sonda ecografica introdotta nel [...]
  • Emangioma
  • Sinonimo di [...]
  • Esòfago, tumori dell’
  • Tumori per la maggior parte costituiti da carcinomi di origine epiteliale (di tipo squamoso o spinocellulare) con una minima quota di origine ghiandolare (adenocarcinomi). Si sviluppano perlopiù in tarda età: condizioni predisponenti sono tutte le infiammazioni (esofagiti), i disturbi neuromuscolari (acalasia) e le condizioni che rappresentano stimoli irritativi cronici, specialmente se associati all’uso smodato di alcol o tabacco, di per sé irritanti. Una quota significativa di tumori dell’esòfago è associata alla presenza di una particolare forma di lesione precancerosa della mucosa esofagea, [...]
  • Etilismo
  • Sinonimo di [...]
  • Ectopìa renale
  • Posizione anomala del rene. È dovuta a un difetto di sviluppo durante la vita intrauterina (è quindi un’anomalia presente sin dalla nascita). Generalmente il rene interessato si trova [...]
  • Emocatèresi
  • Processo di distruzione fisiologica delle cellule del sangue, particolarmente evidente per i globuli rossi: quelli che hanno superato la durata della vita media, di circa 120 giorni, vengono distrutti all’80% in sede extravascolare (soprattutto nella milza) e in misura minore all'interno dei vasi. L'emoglobina che si libera dalla distruzione dei globuli rossi, viene immediatamente fagocitata e digerita dalle cellule del sistema reticoloendoteliale, mentre il ferro liberato [...]
Seguici
facebook twitter google+ rss
Ricerca termini medici
Seguici su facebook
Questi termini medici li conosci?
Altri dizionari medici
do you network?