Eutròfico. Significato del termine medico 'Eutròfico' presente nel dizionario medico online gratuito.   
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Significato termine medico Eutròfico

Farmaco o sostanza che serve a migliorare lo stato di salute dell’organismo; in cosmesi, prodotto tendente a favorire il nutrimento della pelle.

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  • Empiema
  • Raccolta di pus all’interno di una cavità dell’organismo (pleura, seno mascellare, cistifellea ecc.). Abitualmente si indica con questo termine la presenza di un versamento infetto o francamente purulento nel cavo pleurico. In genere è secondario alla difusione di una infezione dagli organi circostanti. È comune la presenza di dolore toracico, febbre, sudorazione notturna, tosse e perdita di peso. Va attuata adeguata terapia antibiotica mirata (dopo coltura batteriologica di un campione di liquido prelevato in corso di toracentesi). Se il [...]
  • Epilessìa
  • Indice:Le cause dell’epilessiaTipi e sindromi dell’epilessiaLa terapiasindrome neurologica caratterizzata da alterazione dell’attività biolettrica del cervello, che si manifesta con 'crisi' di aspetto clinico diverso - sensitive, psichiche, neurovegetative, motorie - e insorgenza improvvisa, con spiccata tendenza a ripetersi (una sola crisi, quindi, non significa automaticamente epilessia). Tali crisi dipendono da una improvvisa e incontrollata iperattività elettrica delle cellule cerebrali, dalla quale origina una 'scarica' elettrica. La scarica può restare confinata a un gruppo di cellule del cervello, oppure interessare inizialmente solo un gruppo e successivamente diffondere all'insieme delle altre cellule, oppure interessare fin dall'inizio e nello stesso tempo tutte le cellule del cervello. Nel primo caso (crisi focale o parziale) le manifestazioni cliniche sono diverse a seconda della zona cerebrale interessata dalla scarica abnorme (irrigidimento, scosse, allucinazioni, amaurosi transitoria, sensazioni di gusto e odori strani ecc.). Nel secondo caso, vi sono inizialmente manifestazioni come quelle ora descritte, cui seguono manifestazioni generali motorie e perdita di coscienza (crisi parziale secondariamente generalizzata). Nel terzo caso, infine, si ha fin dal principio una sintomatologia generalizzata con manifestazioni motorie e completa perdita di coscienza (crisi tonico-clonica o convulsiva o crisi di Grande male), o senza manifestazioni motorie e con compromissione della coscienza (assenze, Piccolo male), o - ancora - con scosse localizzate prevalentemente agli arti superiori senza compromissione della coscienza (Piccolo male mioclonico). Al termine della crisi (se questa è durata meno di 30 minuti - 1 ora) le cellule riprendono il loro normale funzionamento e non residua alcun deficit. Va ricordato che in più occasioni possono verificarsi crisi cosiddette 'occasionali' a seguito di danni cerebrali acuti tossici, dismetabolici, ipertensivi, traumatici, infettivi o vascolari che possono ripetersi anche a distanza ravvicinata di tempo: in questi casi - possibili sia nell'infanzia che nell'età adulta - non si può tuttavia parlare propriamente di epilessia, ma solo di crisi epilettiformi.Le cause dell’epilessiaLe crisi epilettiche possono conseguire a una predisposizione genetica o a una lesione cerebrale. Le prime esordiscono spesso nell'infanzia, sono l'unico sintomo presente e tendono alla guarigione prima o nell'età adulta. Le seconde possono essere ascritte a una sofferenza cerebrale avvenuta prima, durante o dopo la nascita (malformazioni, 'cicatrici', tumori cerebrali ecc.) e possono essere accompagnate da altri sintomi neurologici; la tendenza alla guarigione spontanea è funzione del danno cerebrale. Per quanto riguarda l’epilessìa cosiddetta temporale, molto frequente, oltre alla particolare vulnerabilità delle strutture temporo-rinencefaliche, bisogna considerare che anche durante il parto normale la compressione della testa del feto provoca ischemia a livello dell’ippocampo. Pure nei traumi cranici importanti è frequente la compromissione di questa zona. Al di là di queste cause, occorre in ogni caso una predisposizione all’abbassamento periodico della soglia convulsiva. Per quanto riguarda il problema dell’ereditarietà, solo per le famiglie in cui vi sono membri con epilessìa essenziale si può parlare di un lieve aumento del rischio di epilessia. Le epilessìe essenziali (Piccolo male puro, Piccolo male mioclonico, Grande male) hanno verosimilmente la stessa sede di scarica iniziale, cioè la formazione reticolare, il cosiddetto centrencefalo, che proietta in modo diffuso simmetrico sulla corteccia cerebrale. L’epilessìa parziale è sempre causata da una lesione (la cicatrice o il tumore sono elettricamente inattivi, mentre la ipereccitabilità è propria dei neuroni adiacenti). Esistono, poi, fattori che favoriscono l'insorgenza delle crisi epilettiche: l'abuso di bevande alcoliche, l'irregolarità del ritmo sonno-veglia, le intense stimolazioni sensoriali o quelle a ricco contenuto emozionale, stress emotivi, l'interruzione della terapia antiepilettica e via discorrendo.Tipi e sindromi dell’epilessiaPer le crisi grande male, vedi grande male. Per le crisi piccolo male, vedi assenza. Queste ultime sono oggi comprese nella epilessìa generalizzata primaria, con predisposizione ereditaria, assenza di lesioni anatomiche dimostrabili, centrencefalica, con prognosi buona. A essa si contrappone l’epilessìa generalizzata secondaria, caratterizzata da crisi generalizzate dall’inizio, ma dovute a una cerebropatia con lesione anatomica (la sindrome di West, gravissima forma che colpisce nei primi mesi di vita, con il caratteristico spasmo in flessione, per [...]
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  • Indice:Struttura chimicaFunzioni biologichepigmento, contenuto nei globuli rossi, che conferisce al sangue il caratteristico colore rosso.Struttura chimicaL’emoglobina è una cromoproteina, costituita da due paia di catene polipeptidiche (globine) uguali fra loro; a ciascuna di queste catene è attaccato un gruppo chimico, denominato eme, composto da un anello tetrapirrolico (protoporfirina IX) e da atomi di ferro in forma di ioni bivalenti. L’eme è situato in una sorta di nicchia (tasca dell’eme) che si viene a formare in ciascuna catena globinica. L’emoglobina è stata senza dubbio la proteina più studiata e, per questo, anche la meglio definita nella struttura. Sono note la struttura primaria, cioè la composizione della sequenza aminoacidica delle differenti catene globiniche; la secondaria, che riguarda la disposizione tridimensionale delle catene globiniche; la terziaria, riguardante le angolature e le ripiegature che le catene assumono nello spazio; e infine, la quaternaria relativa ai punti di contatto delle quattro catene globiniche fra di loro. Le quattro catene polipeptidiche, a due a due identiche, costituiscono la porzione proteica (globina). Nel soggetto adulto sono presenti, in differenti proporzioni, tre tipi di emoglobina: emoglobina A, formata da due catene alfa e da due catene beta, che costituisce il 97% dell’emoglobina presente nei globuli rossi; l’e. A2, costituita anch’essa da due catene alfa che però si combinano con due catene delta, e rappresenta il 2,5% del totale; infine l’emoglobina fetale (HbF), costituita da due catene alfa e da due catene gamma. Le catene globiniche si distinguono perché contengono diversi aminoacidi, e perciò possiedono una diversa attitudine a migrare verso i poli opposti di un campo elettrico (elettroforesi dell’emoglobina). In tal modo si possono evidenziare numerose varianti anomale di emoglobina, la cui presenza nei globuli rossi può alterarne l’integrità e la funzione (vedi emoglobinopatia).Funzioni biologicheL’emoglobina è sintetizzata da cellule precursori dei globuli rossi, in particolare la sintesi delle catene globiniche avviene all’interno dei ribosomi, la sintesi dell’eme nei mitocondri. L’emoglobina svolge nell’organismo funzioni vitali, la più importante delle quali consiste nel trasporto dell’ossigeno dai polmoni ai tessuti periferici. A livello polmonare, l’emoglobina [...]
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  • Emicrania
  • Cefalea primitiva (cioè non legata ad altre cause morbose), dovuta a una reazione vasomotoria delle arterie del capo. Caratteristica comune delle sindromi emicraniche è la comparsa di un dolore, di solito unilaterale, nelle regioni della tempia, della fronte o delle orbite, spesso pulsante, aumentato dagli sforzi e dai movimenti bruschi del capo, e attenuato dalla compressione delle carotidi o dei vasi temporali. Insorge ad attacchi intermittenti, tra i quali il soggetto non avverte alcuna sofferenza. L’emicrania è in genere ereditaria e colpisce prevalentemente il sesso femminile. La causa è riconducibile a una crisi vascolare, caratterizzata da una fase preliminare (aura) di vasocostrizione dei rami della carotide interna e ischemia della corteccia cerebrale, con conseguenti disturbi visivi, sensitivi e psichici. La seconda fase comporta invece la vasodilatazione e la distensione delle arterie epicraniche (rami della carotide esterna), distensione che irrita le terminazioni nervose e causa il dolore acuto pulsante, in genere accompagnato da nausea, vertigini e disturbi digestivi. Nella terza fase la vasodilatazione porta alla trasudazione del plasma dai vasi e all’edema, causando un dolore sordo e continuo. L’emicrania classica o oftalmica, che inizia nell’adolescenza e tende a ridursi con gli anni, è preceduta in genere da aure visive e, meno frequentemente, da afasia motoria, atassia, disartria, vertigini, alterazioni della coscienza; il dolore, fronto-temporale o parieto-occipitale, è accompagnato da nausea, vomito e fotofobia. L’emicrania comune inizia nell’adolescenza, ma tende a peggiorare con gli anni: il dolore inizia al mattino, diventa in genere bilaterale e diffuso, e può essere accompagnato da nausea, vomito, pallore o arrossamento del viso, lacrimazione, fotofobia. Non sono [...]
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