Fibroblasto. Significato del termine medico 'Fibroblasto' presente nel dizionario medico online gratuito.   
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Significato termine medico Fibroblasto

Cellula del mesenchima embrionale che, durante lo sviluppo del tessuto connettivo, dà origine alle fibre della sostanza fondamentale; cessata tale funzione i fibroblasti diventano fibrociti.

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  • Fibrosi polmonare (idiopatica)
  • Patologia del polmone costituita da una fibrosi connettivale, che progressivamente sostituisce il tessuto interstiziale polmonare fino a determinare un quadro clinico e funzionale di tipo restrittivo, con dispnea ingravescente ed evoluzione verso l’insufficienza respiratoria. Può essere a eziologia sconosciuta (fibrosi polmonare idiopatica) oppure essere secondaria ad altre malattie polmonari diffuse interstiziali (pneumoconiosi, sarcoidosi). Altri tipi di fibrosi polmonari sono quelle da farmaci (amiodarone, agenti antineoplastici) e quelle conseguenti a infezioni polmonari a lenta risoluzione; [...]
  • Febbre ricorrente
  • Malattia causata da varie specie di batteri spirochetacei del genere Borrelia. È caratterizzata da diversi cicli (sino a 10, della durata di 5-7 giorni) alternati di febbre molto alta e assenza totale di febbre. È accompagnata da splenomegalia ed epatomegalia con papule cutanee e alle mucose. La terapia, data la gravità della compromissione generale [...]
  • Fluorescenza, test di
  • Detto anche FTA-BSA, è considerato il test più affidabile per la diagnosi di sifilide. Si basa sulla capacità degli [...]
  • Fertilizzazione
  • Lo stesso che [...]
  • Feed-back
  • In endocrinologia, meccanismo fisiologico di retroazione - inibitoria o favorente - con cui una ghiandola endocrina è in grado di influenzare, attraverso le variazioni del tasso ematico del/degli ormoni da essa prodotti, l’attività dei sistemi (endocrini o nervosi) che ne regolano il funzionamento. Per esempio: ogni qualvolta la secrezione surrenalica, ovarica o tiroidea è bassa, [...]
  • Follìcolo pilìfero
  • Formazione cilindrica che si impianta obliquamente nella cute con un angolo di 75°, raggiungendo in profondità l'ipoderma. A esso abbocca la ghiandola sebacea e si ancora il muscolo erettore del pelo. È diviso [...]
  • FANS
  • Acronimo per Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei, cioè non appartenenti al gruppo dei cortisonici. Tutti questi farmaci sono dotati, in misura maggiore o minore, di attività antiflogistica che, in alcuni casi, può accompagnarsi ad attività antalgica e antipiretica. Dal punto di vista della struttura molecolare possiamo considerare i FANS come: 1) derivati dell'anilina: si ottiene la fenacetina dalla quale, per idrolisi del gruppo dell'etere etilico, si ottiene il paracetamolo; 2) derivati isopirazolin-5-onici: fenazone, propifenazone (piramidone); 3) derivati pirazolidin-3-5-dionici: fenilbutazone; 4) derivati antranilici: acido mefenamico; 5) derivati indolici: indometacina, sulindac, tolmetin sodico; 6) derivati aril-propionici e aril-acetici: ibuprofene, ketoprofene, naproxene, flurbiprofene, fenoprofene, etodolac, ketorolac; 7) derivati dell'acido acetico: diclofenac; 8) derivati della 4-idrossibenzotiazina: piroxicam. 9) altri: difempiramina, orgoteina, benzidamina, bromelina, diacereina, nimesulide, nabumetone. Esistono poi oggi i cosiddetti FANS omochirali: il più importante tra questi è il dexketoprofene trometamolo, enantiomero del ketoprofene. Ultimi nati i cosiddetti 'coxib', FANS che inibiscono selettivamente la COX-2 (vedi celecoxib).La quadruplice attività dei FANS - antipiretica, analgesica, antinfiammatoria e antiaggregante - è fondamentalmente dovuta alla inibizione della cicloossigenasi, enzima che interviene nel processo di sintesi delle prostaglandine a partire dall'acido arachidonico. Le prostaglandine - molecole ubiquitarie abbondantemente presenti in circolo e nei tessuti nel corso dei fenomeni infiammatori, di quelli febbrili e di quelli algogeni - sono in grado di sensibilizzare i recettori nervosi periferici del dolore all'azione di sostanze algogene [...]
  • Febbre gialla
  • Malattia infettiva causata da un virus della famiglia degli Arbovirus, veicolato da zanzare del genere Aedes. La malattia è endemica in alcuni paesi dell’Africa e dell’America Meridionale, dove si verificano anche epidemie dovute alla trasmissione del virus da parte delle zanzare delle foreste. Si manifesta dopo 2-7 giorni dalla puntura dell’insetto, con grado variabile di intensità; i sintomi sono febbre, cefalea, epistassi, albuminuria. La forma grave è caratterizzata da tre fasi (insorgenza, remissione, intossicazione) e oltre ai sintomi citati sono presenti emorragie, interessamento renale, epatico con ittero e neurologico; può seguire coma e morte entro 4-5 [...]
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  • Fibre
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