GICA. Significato del termine medico 'GICA' presente nel dizionario medico online gratuito.   
Dizionario medico online

Significato termine medico GICA

Detto anche antigene gastrointestinale CA 19.9; è un antigene tumore-associato, utilizzato in clinica come marker sierico (solitamente insieme al CEA) nella diagnosi e nel monitoraggio di pazienti affetti da carcinoma pancreatico, gastrico, del colon o delle vie biliari. Così come tutti gli altri marcatori tumorali, il GICA non riveste un significato diagnostico assoluto per la presenza di un determinato tipo di neoplasia: il suo migliore impiego è rappresentato dalla valutazione delle risposte alle terapie oncologiche e dalla ricerca precoce di recidive nel paziente trattato.Detto anche antigene gastrointestinale CA 19.9; è un antigene tumore-associato, utilizzato in clinica come marker sierico (solitamente insieme al CEA) nella diagnosi e nel monitoraggio di



pazienti affetti da carcinoma pancreatico, gastrico, del colon o delle vie biliari. Così come tutti gli altri marcatori tumorali, il GICA non riveste un significato diagnostico assoluto per la presenza di un determinato tipo di neoplasia: il suo migliore impiego è rappresentato dalla valutazione delle risposte alle terapie oncologiche e dalla ricerca precoce di recidive nel paziente trattato.

Commenti

Altri termini medici nel dizionario medico che iniziano con la 'G'

  • Gastrite
  • Processo infiammatorio, acuto o cronico, a carico dello stomaco. Le forme acute sono più di frequente causate da alcol, farmaci (antinfiammatori, antifebbrili, antidolorifici, cortisonici), stress, infezioni (batteriche o virali), assunzione di cibi o sostanze irritanti (tra queste, alcol e fumo). La sintomatologia delle gastriti acute è caratterizzata da nausea, spesso seguita da vomito, dolori epigastrici, diarrea e, nei casi più gravi, da ematemesi o melena. La diagnosi è di tipo endoscopico, la prognosi è per lo più buona, escludendo le forme da caustici, che possono portare a complicazioni stenosanti. Le varianti croniche, più frequenti dal quinto decennio in poi, sono spesso asintomatiche o al più causa di dispepsia; l’origine è poco chiara, anche se il reflusso biliare, fenomeni autoimmunitari e infettivi (legati all'ormai noto Helicobacter pylori) hanno un ruolo importante. Le gastriti croniche possono essere di tipo atrofico, cioè con riduzione dello spessore di mucosa e sottomucosa; oppure ipertrofico, con ispessimento (a volte gigantesco) degli strati superficiali delle pliche. Le complicazioni sono di tipo anemico (soprattutto anemia megaloblastica da carenza di vitamina B12, per l'assorbimento della quale è [...]
  • Glutatione
  • Altro nome della gamma-glutamilcisteinilglicina, attivatore naturale intracellulare enzimatico, dotato di potere antiossidante. La sua carenza congenita o acquisita nei globuli rossi ne provoca il precoce invecchiamento per via di [...]
  • Gastrostomìa
  • Intervento chirurgico volto a creare una comunicazione tra lo stomaco e l’esterno, con l’apertura di uno sbocco nella parte alta dell’addome, sotto lo sterno. Viene effettuata in caso di stenosi tumorali, esofagee [...]
  • Gentamicina
  • Farmaco antibiotico appartenente alla famiglia degli aminoglicosidi, attivo su bacilli gram-negativi e su alcuni gram-positivi. Ha indicazione elettiva per il trattamento di forme sostenute da Proteus, Piocianeo e [...]
  • Gigantismo
  • In senso generico, eccessivo accrescimento in altezza del corpo, con conservazione delle armoniche proporzioni tra le sue parti. Il termine non indica necessariamente una malattia, potendosi infatti trattare di una condizione di alta statura su base familiare, determinata geneticamente. In senso patologico, indica invece uno stato morboso dovuto a una cronica ipersecrezione dell'ormone somatotropo (GH) in soggetti in età prepubere. A differenza dell’acromegalia (la stessa situazione endocrina, ma nell'adulto), il gigantismo si manifesta durante l’accrescimento scheletrico dell’individuo, cioè in un periodo in cui le cartilagini e le ossa sono ancora in grado, sotto lo stimolo dell’ormone somatotropo, di svilupparsi in [...]
  • Giàrdia intestinalis
  • (o Lamblia intestinalis), protozoo flagellato intestinale, che provoca la giardiasi o lambliasi. Il serbatoio di infezione è l’individuo, malato o [...]
  • Gastrorragìa
  • Emorragia che proviene dallo stomaco. Può essere acuta o cronica, con piccole o grosse perdite di sangue. Le forme acute determinano di solito sanguinamenti massicci; prendono origine da ulcere peptiche, tumori, gastriti acute (specie nella forma erosiva emorragica) o da lacerazioni della mucosa gastroesofagea (sindrome di Mallory-Weiss). La sintomatologia è caratterizzata dalla comparsa di sangue nel vomito (il cui colore dipende dalla concentrazione di acido cloridrico presente nello stomaco e dalla sua commistione con il sangue: se il vomito insorge poco dopo l'inizio del sanguinamento, il vomito appare rosso; se trascorre più tempo, il vomito sarà rosso scuro, marrone o nero) e nelle feci (che assumono un caratteristico colore nero traslucido e un odore molto intenso), da caduta della pressione arteriosa fino allo shock, da pallore, tachicardia con polso piccolo e frequente, di rado dolori epigastrici. Nelle varianti croniche, causate più spesso da ulcere peptiche, tumori e gastriti croniche, i sintomi sono in genere assenti e la perdita ematica si riduce a uno stillicidio cronico o saltuario, mentre si ritrovano un’anemia da carenza di [...]
  • Gastrocnemio
  • Indice:muscolo del polpaccio (di cui forma la salienza), costituito da due capi (detti anche gemelli surali, o gastrocnemio mediale e gastrocnemio laterale) che originano dagli epicondili mediale e laterale del femore. A metà della gamba, i due gemelli si fondono con un terzo muscolo - il muscolo soleo, sito profondamente in essi - per [...]
  • Grande obliquo dell'addome, muscolo
  • Muscolo che origina con una serie di digitazioni dalla faccia esterna delle ultime 8 [...]
  • Gas
  • Fluidi aeriformi presenti nell’organismo disciolti nel sangue o liberi nell’intestino. Nel sangue arterioso si trovano: ossigeno legato al 97% dell’emoglobina, con una pressione parziale pari a 98 mmHg; anidride carbonica presente in totale per 47% volumi e nel solo plasma per 58% volumi, per una pressione parziale di 40 mmHg. Se l’ossigeno varia in difetto si parla di ipossia (variazioni in eccesso, iperossie, sono rarissime); [...]
Seguici
facebook twitter google+ rss
Ricerca termini medici
Seguici su facebook
Questi termini medici li conosci?
Altri dizionari medici
do you network?