Iatropatìa. Significato del termine medico 'Iatropatìa' presente nel dizionario medico online gratuito.   
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Significato termine medico Iatropatìa

Sinonimo di malattia iatrogena (vedi iatrogena, malattia).

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  • Gruppo di patologie caratterizzate dalla proliferazione di cellule appartenenti al compartimento monocitico-macrofagico. Comprende forme reattive, secondarie a malattie infettive, forme neoplastiche [...]
  • Isopropiladrenalina
  • Sinonimo di [...]
  • Incubatrice
  • Apparecchiatura che assicura a neonati pretermine di peso inferiore a 2.000 mg le condizioni ambientali ideali per il completamento dello sviluppo (mantiene costanti la temperatura e l’umidità, modificando automaticamente la temperatura della culla in funzione diretta della temperatura [...]
  • Isoimmunizzazione
  • Comparsa nel sangue di anticorpi la cui produzione è stata indotta da antigeni assenti nell’organismo del soggetto, ma presenti in individui della stessa specie. L’esempio di gran lunga più frequente di isoimmunizzazione è rappresentato dalle trasfusioni di sangue non compatibili per il fattore Rh, o dalla malattia emolitica del neonato. In quest’ultimo caso i globuli rossi di un feto che portano sulla loro superficie una molecola detta fattore [...]
  • Ipocondrìa
  • In senso generico, stato di preoccupazione per la propria salute fisica e psichica, in assenza di dati patologici o comunque non proporzionata a essi. Può essere di varia entità. Un atteggiamento ipocondriaco più o meno marcato si può riscontrare in soggetti realmente portatori di malattie organiche (ipocondrìa cum materia). L’ipocondrìa minor si riferisce a preoccupazioni, dubbi, idee prevalenti che il soggetto riesce a criticare ma che spesso ricompaiono; si può osservare in forme nevrotiche o in [...]
  • Istinto sessuale
  • Istinto che garantisce la riproduzione della specie e costituisce la base del comportamento sessuale dell’individuo. È uno stimolo innato che spinge l’individuo alla ricerca del suo [...]
  • Ipovisus
  • Riduzione dell'acuità [...]
  • Interferone
  • (o interferon, abbreviato in IFN), glicoproteina solubile di origine naturale, appartenente alla famiglia delle citochine. Viene prodotta da vari tipi di cellule nel corso di infezioni virali, come risposta fisiologica dell'organismo. L’azione protettiva dell’interferone (ottenuta attraverso il blocco dell'RNA-messaggero virale) si estende anche alle cellule non infettate e la sua produzione è risultata essere specie-specifica, non virus-specifica (ciò significa che, una volta indotto, l’interferone è in grado di svolgere il suo effetto protettivo nei confronti di vari tipi di virus). In particolare, esso agirebbe non direttamente sui virus ma su un gene delle cellule, localizzato sul cromosoma 21, in grado di sintetizzare proteine antivirali che inibiscono la replicazione del virus all'interno della cellula. In relazione alle particolari condizioni in cui si trovano ad agire, queste molecole si trovano ad amplificare o sopprimere la risposta immunologica: possono regolare la produzione di anticorpi, la funzione di linfociti T, possono indurre modificazioni della superficie delle cellule ecc. Esistono in natura tipi diversi di interferone: (1) IFN-alfa, prodotto dai leucociti e dai linfoblasti; (2) IFN-beta, prodotto dai fibroblasti; (3) IFN-gamma, prodotto dai linfociti T. La tecnologia del DNA-ricombinante ha permesso la sintesi, in laboratorio, di numerose varietà altamente purificate di interferone alfa/beta/gamma, che sono utilizzate a scopo terapeutico. Gli IFN-alfa e beta hanno un recettore cellulare comune e sono classificati come IFN di tipo I; i loro effetti sono prevalentemente immunoregolatori e antiproliferativi e, per questo, sono stati utilizzati come antivirali e come antitumorali (più [...]
  • Irrigazione
  • Introduzione di liquidi medicamentosi a modesta pressione in cavità organiche (naso, retto, vagina) mediante [...]
  • Idrocèfalo
  • Indice:Manifestazioni cliniche e terapiaaumento patologico del volume del liquido cefalorachidiano (liquor), contenuto nei ventricoli cerebrali e negli spazi subaracnoidei. Normalmente il liquor è prodotto dai plessi coroidei dei due ventricoli laterali, passa quindi, attraverso il forame di Monro, nel terzo ventricolo e da qui, per l’acquedotto di Silvio, nel quarto, dal quale fuoriesce nello spazio subaracnoideo, passando attraverso i forami di Luschka e di Magendie. Dallo spazio subaracnoideo è riassorbito grazie ai villi aracnoidali, che lo immettono nei seni venosi cerebrali. Un’ostruzione a livello del sistema ventricolare, un’eccessiva produzione di liquor o uno scarso riassorbimento causano idrocefalo. Nel primo caso il liquor ristagna a monte dell’ostacolo con conseguente dilatazione dei ventricoli interessati e l’idrocèfalo viene definito ostruttivo o non comunicante. Negli altri casi il liquor può passare nello spazio subaracnoideo e l’idrocèfalo viene definito comunicante.Manifestazioni cliniche e terapiaLe manifestazioni cliniche dipendono soprattutto dall’età del soggetto. Nella prima infanzia, finché le suture craniche non sono saldate, l’idrocèfalo si manifesta con: aumento della circonferenza cranica; diastasi (allontanamento) delle suture; fontanelle beanti; bozze orbitali prominenti; occhi a sole calante, perché il globo oculare è spinto verso il basso (dell’occhio sono quindi visibili solo la sclera e metà dell’iride). Se non si interviene chirurgicamente al più presto, il soggetto va incontro a grave [...]
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