Idrossido di alluminio e magnesio. Significato del termine medico 'Idrossido di alluminio e magnesio' presente nel dizionario medico online gratuito.   
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Significato termine medico Idrossido di alluminio e magnesio

Associazione di sostanze alcaline (sciroppo o compresse masticabili) efficace contro l’acidità gastrica. Vengono impiegati nella cura dell’ulcera peptica e nella prevenzione della gastropatia da FANS.

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  • Irsutismo
  • Eccesso di peli nella donna, estesi in aree non abituali e con disposizione di tipo maschile; in particolare si ha crescita di peli al volto, al centro del petto e intorno all’areola del capezzolo; inoltre si ha disposizione romboide della peluria pubica. In gran parte dei casi l’irsutismo non è associato a patologie evidenziabili (irsutismo idiopatico), e si suppone che all’origine vi sia un’eccessiva sensibilità della cute agli androgeni; negli altri casi la causa può essere una malattia endocrina (irsutismo secondario), in particolare: ovaio policistico, morbo di Cushing, acromegalia, tumori [...]
  • Ipersensibilità
  • In immunologia, alterata reattività dell’organismo a un agente estraneo, che induce una risposta immunitaria esagerata provocando un danno dei tessuti. L’ipersensibilità è una caratteristica del soggetto, vale a dire che non può essere acquisita, e si manifesta al secondo contatto con una determinata sostanza (antigene). È importante sottolineare che le reazioni di ipersensibilità non sono altro che l’espressione di risposte immunologiche generalmente benefiche, ma che in questi casi agiscono in modo inappropriato. La ipersensibilità di tipo I (o ipersensibilità immediata) si verifica quando il soggetto viene in contatto con antigeni generalmente innocui (per esempio, il polline) che determinano la produzione di immunoglobuline di tipo E (IgE, o reagine). Tali anticorpi si legano alla superficie di cellule che liberano sostanze (quali l’istamina) che producono una reazione infiammatoria acuta con sintomi come asma, lacrimazione, sternuti ecc. (vedi allergia). La ipersensibilità di tipo II (o ipersensibilità citotossica anticorpo-dipendente) si verifica quando un anticorpo si [...]
  • Iperaldosteronismo
  • Condizione caratterizzata dalla eccessiva produzione di aldosterone. Nella forma primitiva, nota come sindrome di Conn, responsabile di tale iperproduzione è un adenoma surrenalico nella maggioranza dei casi, o una iperplasia bilaterale nodulare delle cellule della zona glomerulare della corticale del surrene. L'aldosterone, a livello del tubulo distale del rene, promuove il riassorbimento del sodio in cambio della eliminazione di potassio e ioni idrogeno. Ne consegue ipersodiemia e ipopotassiemia, che determinano aumento della volemia e maggior sensibiltà delle cellule muscolari lisce delle pareti arteriolari agli stimoli vasocostrittori. La manifestazione clinica è caratterizzata da: ipertensione arteriosa, cefalea, affaticabilità e astenia muscolare, poliuria e segni caratteristici dell'ipopotassiemia all'elettrocardiogramma (onda U, extrasistoli e tachiaritmie). La diagnosi differenziale è spesso basata sul dato anamnestico dell'assunzione o meno di farmaci diuretici: una potassiemia che non ritorna entro i limiti di norma nonostante la somministrazione di potassio in un paziente che non assume diuretici, è fortemente suggestiva di iperaldosteronismo. Per arrivare alla diagnosi di iperaldosteronismo primitivo è necessario effettuare il dosaggio della renina plasmatica, [...]
  • Idròlisi
  • Genericamente, scissione di un composto chimico per aggiunta di una molecola di acqua (la reazione inversa, vale a dire la formazione di un unico composto partendo da due composti diversi con eliminazione di una molecola di acqua, si chiama condensazione). Le più importanti reazioni di idròlisi all’interno dell’organismo sono quelle [...]
  • Ipoglicemìa
  • Riduzione del tasso di glucosio nel sangue a valori inferiori a 45-50 mg per 100 ml. Può trattarsi, nella fattispecie di: (1) ipoglicemìa 'reattiva', verificarsi cioè nel periodo post-prandiale, in pazienti che hanno subito interventi chirurgici che comportano un rapido svuotamento gastrico e un rapido assorbimento in circolo di glucosio con conseguente iperincrezione di insulina; (2) ipoglicemìa a digiuno, derivante da uno squilibrio tra la produzione epatica e l'utilizzo periferico di glucosio: alcolismo, insufficienza surrenalica, epatopatie, iperinsulinismo da insulinoma o da tumori extrapancreatici; si può inoltre avere ipoglicemìa in seguito a errato dosaggio nell'assunzione di farmaci ipoglicemizzanti da parte di pazienti affetti da diabete mellito (sia insulina che antidiabetici orali); altre cause di ipoglicemìa comprendono: [...]
  • Intercinesi
  • Fase di riposo tra due divisioni cellulari, durante la quale vengono rinnovati gli elementi costitutivi [...]
  • Iodio
  • Elemento chimico, il cui fabbisogno organico giornaliero è di circa 0,1 mg. Esso viene in massima parte immagazzinato e utilizzato dalla tiroide per la sintesi degli ormoni tiroidei. Pertanto la biochimica dello iodio è strettamente collegata con la fisiologia della tiroide. L’importanza dello iodio nella funzione tiroidea è messa in luce dalla forte incidenza di ipotiroidismo in regioni relativamente povere di iodio; tali condizioni morbose scompaiono, o vengono fortemente attenuate, [...]
  • Iperazotemìa
  • Aumento patologico del contenuto di azoto ureico (urea) nel sangue; l'urea rappresenta il maggior prodotto finale del catabolismo delle proteine, escreto con le urine. La produzione di urea dipende dalla dieta e dalla capacità [...]
  • Influenza
  • Malattia infettiva acuta causata dal virus dell’influenza (famiglia Orthomyxovirus). In base alle caratteristiche antigeniche i virus influenzali si dividono in A, B, C. I virus del tipo A sono i più variabili e geneticamente instabili: danno origine ogni anno a ceppi leggermente diversi e circa ogni 10 anni a un virus notevolmente diverso che, trovando la popolazione non immunizzata, determina una epidemia o una pandemia. Sono note le pandemie del 1918 (spagnola) e del 1957, che causarono milioni di morti. La sorgente di infezione è l’individuo affetto che elimina il virus con le secrezioni nasali e orofaringee e contagia, per via aerea, altri soggetti. In caso di pandemia, poiché la quasi totalità della popolazione non è immune nei confronti del nuovo virus, il contagio può raggiungere il 50-60% della popolazione; nei periodi non epidemici, la malattia interessa durante l’inverno il 5-10% della popolazione. L’infezione si manifesta bruscamente con sintomi aspecifici: cefalea, febbre, malesseri, dolori muscolari e alle ossa, brividi, sensazione di freddo associati a infiammazione delle alte vie respiratorie (faringe, laringe, trachea) e tosse secca. Sono tuttavia possibili numerose varianti, sia per intensità sia per varietà di sintomi. Nel soggetto senza [...]
  • Insufficienza mitràlica
  • Difetto di chiusura della valvola mitralica in conseguenza del quale, durante la sistole, una quantità di sangue (variabile in funzione dell'entità del difetto) refluisce dal ventricolo sinistro all'atrio soprastante anziché entrare nell'aorta. Ciò avviene solitamente per lesioni che danneggiano direttamente la valvola o una delle sue parti di sostegno, con allontanamento dei lembi valvolari tra loro e conseguente chiusura imperfetta. L'insufficienza si può instaurare lentamente (insufficienza cronica), dando modo al ventricolo di dilatarsi e ipertrofizzarsi e all'atrio di dilatarsi, in un tentativo di compenso, oppure rapidamente (insufficienza acuta), con esiti anche pericolosi per la vita del paziente. Nel primo caso, la causa più frequente è l'endocardite reumatica (che colpisce e rovina direttamente la valvola), seguita da malformazioni congenite, sindrome di Marfan, cardiomiopatia ipertrofica e altre; nel secondo caso, più spesso sono coinvolte le endocarditi infettive e la rottura di un muscolo papillare in corso [...]
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