Inbreeding. Significato del termine medico 'Inbreeding' presente nel dizionario medico online gratuito.   
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Significato termine medico Inbreeding

Allevamento di animali geneticamente identici ottenuta attraverso accoppiamento tra figli della stessa nidiata. Gli animali “inbred” tollerano i trapianti reciproci di tessuto e sono fondamentali per lo studio dell’immunologia dei trapianti.lo studio dell’immunologia dei trapianti.

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Altri termini medici nel dizionario medico che iniziano con la 'I'

  • Ipertensione arteriosa
  • Indice:Ipertensione diastolica e ipertensione sistolicaCause dell’ipertensioneTerapiaaumento della pressione arteriosa a livelli costantemente superiori ai valori medi presenti nella popolazione.Ipertensione diastolica e ipertensione sistolicaÈ difficile stabilire quali sono i valori normali della pressione arteriosa, che per di più variano da individuo a individuo e, nello stesso individuo, con l’età, l’ora del giorno (ritmo circadiano), la stagione, lo stato nervoso. Nel complesso l’ambito dei valori considerati normali per la pressione arteriosa in un individuo adulto sano arriva fino a 90 mmHg per la minima (pressione diastolica) e i 130-140 mmHg per la massima (pressione sistolica). Nell’anziano sono considerati accettabili valori di pressione sistolica di 150-160 mmHg. L’aumento della pressione arteriosa può riguardare sia la sistolica da sola (ipertensione arteriosa sistolica isolata), sia la sistolica e la diastolica.Cause dell’ipertensioneL’ipertensione arteriosa sistolica isolata costituisce un'entità clinica abbastanza precisa: essa è soprattutto legata a arteriosclerosi dell’arco aortico (tipicamente nell'anziano), ma può essere determinata anche da altre patologie quali: insufficienza della valvola aortica, anemia, tireotossicosi, febbre, persistente pervietà del dotto arterioso, fistole arterovenose. L’ipertensione arteriosa sistodiastolica, invece, non ha una causa specifica in circa il 95% dei casi: si parla, a questo proposito, di ipertensione arteriosa essenziale.Sulle cause dell’ipertensione arteriosa essenziale possono essere fatte solo ipotesi. Certamente hanno importanza un aumentato tono del sistema nervoso simpatico, una diminuita capacità del rene a eliminare sodio, fattori genetici e razziali (i neri vanno più soggetti a ipertensione arteriosa rispetto ai bianchi), alimentari (diete ricche di sodio in soggetti sensibili, l’alcol, la liquirizia), condizioni di stress sociale; è stato recentemente suggerito che anche l'emoglobina possa controllare i livelli di pressione arteriosa, attraverso la cessione di ossido d'azoto ad azione vasodilatante ai tessuti periferici, ma necessitano ulteriori conferme al riguardo. Per il restante 5%, invece, è possibile individuare la causa: si parla, in questi casi, di ipertensione arteriosa secondaria. In tal senso, sono spesso coinvolte le ghiandole surrenali, che a vari livelli aumentano la loro attività (è il caso del feocromocitoma, dell’iperaldosteronismo primitivo, della sindrome di Cushing), e l’ipofisi, nel cui ambito si può sviluppare un tumore secernente, che determina una sindrome chiamata acromegalia. Oltre che endocrina, la causa può essere renale, con interessamento di tutte le componenti anatomo-funzionali del rene: l’interstizio, il glomerulo e le arterie. Così malattie come la pielonefrite cronica o la glomerulonefrite possono essere responsabili di ipertensione arteriosa. Anche farmaci (soprattutto certi analgesici) o il diabete possono contribuire a danneggiare il rene e a instaurare un’ipertensione arteriosa. Il rene può essere responsabile anche di un particolare tipo di ipertensione arteriosa chiamata nefrovascolare, in cui, per modificazioni del flusso a livello dell’arteriola che porta il sangue al glomerulo, si ha la secrezione di una sostanza detta renina, innescando un meccanismo che - attraverso l'angiotensina II- porta infine alla produzione di aldosterone, ormone a elevato potere ipertensivo. Quando sono coinvolte le arterie renali, è possibile intervenire chirurgicamente per rimuovere una stenosi, o per dilatarle. In tal caso si può arrivare alla guarigione o a un notevole miglioramento dell’ipertensione arteriosa. Lo stesso vale per i casi in cui l’ipertensione arteriosa è provocata da tumori benigni delle ghiandole endocrine sopra elencate: con la rimozione del tumore si può avere la risoluzione della malattia ipertensiva. Infine, può causare ipertensione arteriosa sistodiastolica una stenosi congenita dell’aorta (coartazione aortica). In questa condizione patologica, non rarissima, il sangue non può affluire liberamente alla parte inferiore del corpo, per una stenosi dell’aorta che ha luogo subito al di sotto del suo arco: ciò provoca un’ipertensione arteriosa nelle parti superiori del corpo, con ipotensione delle parti inferiori. Anche in questo caso un intervento chirurgico può essere risolutore. Tra le cause di ipertensione sembra esserci anche la personalità. Infatti la presenza di alcuni tratti di personalità sembra condizionare il successivo rischio di sviluppare ipertensione. Il dato è emerso all'interno dello studio CARDIA, condotto su 3300 soggetti, reclutati tra il 1985 e il 1986 e di età compresa tra i 18 e i 30 anni. Il 15% dei soggetti esaminati che hanno sviluppato [...]
  • Immunizzazione
  • Stimolazione del sistema immunitario con sostanze (antigeni) capaci di determinarne l’attivazione. Ogni volta che l’organismo viene in contatto con tali antigeni (che sono molecole presenti per esempio, sui batteri, sui virus ecc.), i linfociti B vengono attivati, si trasformano in plasmacellule e producono anticorpi che svolgono funzioni fondamentali nella risposta immune. Alcuni linfociti B si trasformano in cellule-memoria in grado di dare una risposta specifica [...]
  • Ippocampo
  • Strato della corteccia cerebrale in rapporto con il corno inferiore del ventricolo laterale. Appartenente al sistema limbico, è localizzato -con questo- sulla faccia mediale e inferiore degli emisferi telencefalici, in stretto rapporto con il diencefalo. La funzione del sistema limbico viene messa in rapporto con l'integrazione di stimoli [...]
  • Influenza
  • Malattia infettiva acuta causata dal virus dell’influenza (famiglia Orthomyxovirus). In base alle caratteristiche antigeniche i virus influenzali si dividono in A, B, C. I virus del tipo A sono i più variabili e geneticamente instabili: danno origine ogni anno a ceppi leggermente diversi e circa ogni 10 anni a un virus notevolmente diverso che, trovando la popolazione non immunizzata, determina una epidemia o una pandemia. Sono note le pandemie del 1918 (spagnola) e del 1957, che causarono milioni di morti. La sorgente di infezione è l’individuo affetto che elimina il virus con le secrezioni nasali e orofaringee e contagia, per via aerea, altri soggetti. In caso di pandemia, poiché la quasi totalità della popolazione non è immune nei confronti del nuovo virus, il contagio può raggiungere il 50-60% della popolazione; nei periodi non epidemici, la malattia interessa durante l’inverno il 5-10% della popolazione. L’infezione si manifesta bruscamente con sintomi aspecifici: cefalea, febbre, malesseri, dolori muscolari e alle ossa, brividi, sensazione di freddo associati a infiammazione delle alte vie respiratorie (faringe, laringe, trachea) e tosse secca. Sono tuttavia possibili numerose varianti, sia per intensità sia per varietà di sintomi. Nel soggetto senza [...]
  • Infarto intestinale
  • Brusca interruzione del circolo sanguigno a livello della rete mesenterica da ostruzione arteriosa o venosa, che evolve verso la necrosi di una parte più o meno estesa dell'intestino. Le cause di ostruzione circolatoria possono essere: la formazione di trombi su placche aterotiche; l’arrivo di emboli dalla circolazione generale (tipicamente nei portatori di fibrillazione atriale); cali pressori apparentemente senza spiegazioni. L’ischemia può interessare sia il distretto arterioso, sia quello venoso. I sintomi e la gravità del quadro dipendono dalla lunghezza del tratto non irrorato e dalla rapidità con cui si formano circoli collaterali [...]
  • Idropionefrosi
  • Infezione renale che rappresenta una complicazione dell’idronefrosi. Le sacche dilatate, che sostituiscono progressivamente il normale tessuto renale nelle idronefrosi, si riempiono di pus, che viene eliminato con le urine (si ha cioè piuria, [...]
  • Isostenuria
  • Emissione di urina poco concentrata, avente un valore di osmolalità simile a quella del plasma sanguigno liberato dalle proteine. Questo significa che il rene ha perso completamente la sua capacità di concentrare e diluire le urine in risposta ai diversi stati dell’organismo. Si [...]
  • Idiozia
  • Ritardo mentale grave facente parte delle oligofrenie. È determinata da cerebropatie della vita intrauterina e da processi encefalitici infantili (vedi encefaliti). Le cause, inoltre, possono essere alterazioni ormonali [...]
  • Immaturo
  • Si dice di neonato che presenta un incompleto grado di maturità dei diversi [...]
  • Ioscina
  • Sinonimo di [...]
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