Indapamide. Significato del termine medico 'Indapamide' presente nel dizionario medico online gratuito.   
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Significato termine medico Indapamide

Farmaco diuretico e vasodilatatore arterioso impiegato nell’ipertensione. Può determinare cefalea, crampi muscolari, ipopotassiemia, ansia, capogiri, diminuzione della libido, reazioni cutanee che si presentano nei pazienti ipersensibili ai sulfamidici. Meno potente della furosemide, è oggi un farmaco un pò 'vecchio', essendo stato superato dai diuretici risparmiatori di potassio.ai sulfamidici. Meno potente della furosemide, è oggi un farmaco un pò 'vecchio', essendo stato superato dai diuretici risparmiatori di potassio.

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  • Intercostale
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  • Infarto miocàrdico
  • Indice:Quadro clinicoDiagnosi e terapianecrosi del tessuto muscolare cardiaco, conseguente a ostruzione prolungata di una o più delle arterie (arterie coronarie) che portano il sangue al cuore, con riduzione critica della perfusione dell'organo in toto o di una sua parte. La riduzione è acuta ma il processo patologico a cui si accompagna può datare da tempo: la causa principale dell'infarto miocàrdico è, infatti, una trombosi; meno frequentemente, uno spasmo coronarico; entrambi gli eventi, tuttavia, si verificano preferenzialmente a livello di preesistenti lesioni di natura aterosclerotica della parete vasale. Trombosi e spasmo possono, peraltro, coesistere e influenzarsi a vicenda.Quadro clinicoIl principale fattore di rischio è rappresentato da una preesistente cardiopatia ischemica da coronaropatia aterosclerotica, ma va detto che nel 50% circa dei casi l'infarto può essere la prima manifestazione in assoluto di una coronaropatia. Altri fattori che in generale comportano un aumento del rischio di infarto miocàrdico sono: le dislipidemie, e in particolare l'ipercolesterolemia; l'ipertensione arteriosa; il fumo di sigaretta (il fumatore ha rischio doppio rispetto al non fumatore, che diventa triplo se consuma più di 20 sigarette al giorno e aumenta ulteriormente se è associato ad altri dei fattori di rischio elencati); il diabete mellito; il sesso maschile e un'età compresa tra i 50 e i 60 anni. A questi si aggiungono aspetti tipologici quali: familiarità, obesità, inattività fisica; e fattori precipitanti: sforzo fisico violento, emozione intensa, emorragia grave, shock, stress continuo, iperlavoro fisico o mentale, decorso postoperatorio (soprattutto negli anziani). L'infarto miocàrdico colpisce prevalentemente il ventricolo sinistro, ma anche quello destro non ne è esente. La sintomatologia classica è caratterizzata da dolore intenso, in sede retrosternale - descritto solitamente come una morsa, un senso di oppressione o costrizione, un peso - che si irradia al collo, alla mandibola e al braccio sinistro, e che dura da alcune ore (in ogni caso più di 20-30 minuti). Tipicamente, il dolore non scompare del tutto con il riposo, nè con l'assunzione di farmaci coronarodilatatori (isosorbide dinitrato, trinitrina ecc.). Questa è tuttavia solo una delle mille facce con cui può presentarsi un infarto miocardico. In percentuali variabili di casi, per esempio, il dolore può presentarsi con caratteristiche descrittive diverse, oppure essere localizzato all'epigastrio o, ancora, irradiarsi al braccio destro anziché al sinistro o, infine, mancare del tutto (pazienti anziani e diabetici). Qualche volta, il paziente riferisce dolore solo alla mascella, come se si trattasse di un mal di denti, oppure l'esordio simula un comune mal di gola accompagnato da dolore bilaterale ai polsi. Il dolore può inoltre essere variamente accompagnato da astenia intensa, sudorazione fredda, nausea e vomito. In altri casi, poi, specialmente negli anziani, può presentarsi solo come una dispnea improvvisa che a volte si aggrava fino a un quadro di edema polmonare acuto. Il paziente è generalmente ansioso e agitato, alla ricerca di diverse posizioni che allevino il dolore. Spesso appare [...]
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