Intelligenza. Significato del termine medico 'Intelligenza' presente nel dizionario medico online gratuito.   
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Significato termine medico Intelligenza

L'insieme delle facoltà che permettono all’uomo di risolvere problemi e di adattarsi all’ambiente.

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Altri termini medici nel dizionario medico che iniziano con la 'I'

  • Impotèntia coeundi
  • Impossibilità di avere un valido coito; tanto nell'uomo quanto nella donna si considerano, in medicina legale, una impotenza a coire strumentale (per anomalie anatomiche dei genitali) e una funzionale (in cui c'è normalità anatomica dei genitali ma difetto dei meccanismi che ne rendono possibile l'impiego ai fini della copula): 1) l'impotenza a coire strumentale maschile può essere dovuta ad alterazioni anatomiche dei genitali, sia congenite (pseudoermafroditismo, ipospadia, fimosi.) che acquisite (traumi, interventi chirurgici, induratio penis plastica, tumori.); 2) anche l'impotenza a coire strumentale femminile [...]
  • Iponutrizione
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  • Isòptera
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  • Ictus cerebrale
  • Sinonimo di [...]
  • Ipertensione arteriosa
  • Indice:Ipertensione diastolica e ipertensione sistolicaCause dell’ipertensioneTerapiaaumento della pressione arteriosa a livelli costantemente superiori ai valori medi presenti nella popolazione.Ipertensione diastolica e ipertensione sistolicaÈ difficile stabilire quali sono i valori normali della pressione arteriosa, che per di più variano da individuo a individuo e, nello stesso individuo, con l’età, l’ora del giorno (ritmo circadiano), la stagione, lo stato nervoso. Nel complesso l’ambito dei valori considerati normali per la pressione arteriosa in un individuo adulto sano arriva fino a 90 mmHg per la minima (pressione diastolica) e i 130-140 mmHg per la massima (pressione sistolica). Nell’anziano sono considerati accettabili valori di pressione sistolica di 150-160 mmHg. L’aumento della pressione arteriosa può riguardare sia la sistolica da sola (ipertensione arteriosa sistolica isolata), sia la sistolica e la diastolica.Cause dell’ipertensioneL’ipertensione arteriosa sistolica isolata costituisce un'entità clinica abbastanza precisa: essa è soprattutto legata a arteriosclerosi dell’arco aortico (tipicamente nell'anziano), ma può essere determinata anche da altre patologie quali: insufficienza della valvola aortica, anemia, tireotossicosi, febbre, persistente pervietà del dotto arterioso, fistole arterovenose. L’ipertensione arteriosa sistodiastolica, invece, non ha una causa specifica in circa il 95% dei casi: si parla, a questo proposito, di ipertensione arteriosa essenziale.Sulle cause dell’ipertensione arteriosa essenziale possono essere fatte solo ipotesi. Certamente hanno importanza un aumentato tono del sistema nervoso simpatico, una diminuita capacità del rene a eliminare sodio, fattori genetici e razziali (i neri vanno più soggetti a ipertensione arteriosa rispetto ai bianchi), alimentari (diete ricche di sodio in soggetti sensibili, l’alcol, la liquirizia), condizioni di stress sociale; è stato recentemente suggerito che anche l'emoglobina possa controllare i livelli di pressione arteriosa, attraverso la cessione di ossido d'azoto ad azione vasodilatante ai tessuti periferici, ma necessitano ulteriori conferme al riguardo. Per il restante 5%, invece, è possibile individuare la causa: si parla, in questi casi, di ipertensione arteriosa secondaria. In tal senso, sono spesso coinvolte le ghiandole surrenali, che a vari livelli aumentano la loro attività (è il caso del feocromocitoma, dell’iperaldosteronismo primitivo, della sindrome di Cushing), e l’ipofisi, nel cui ambito si può sviluppare un tumore secernente, che determina una sindrome chiamata acromegalia. Oltre che endocrina, la causa può essere renale, con interessamento di tutte le componenti anatomo-funzionali del rene: l’interstizio, il glomerulo e le arterie. Così malattie come la pielonefrite cronica o la glomerulonefrite possono essere responsabili di ipertensione arteriosa. Anche farmaci (soprattutto certi analgesici) o il diabete possono contribuire a danneggiare il rene e a instaurare un’ipertensione arteriosa. Il rene può essere responsabile anche di un particolare tipo di ipertensione arteriosa chiamata nefrovascolare, in cui, per modificazioni del flusso a livello dell’arteriola che porta il sangue al glomerulo, si ha la secrezione di una sostanza detta renina, innescando un meccanismo che - attraverso l'angiotensina II- porta infine alla produzione di aldosterone, ormone a elevato potere ipertensivo. Quando sono coinvolte le arterie renali, è possibile intervenire chirurgicamente per rimuovere una stenosi, o per dilatarle. In tal caso si può arrivare alla guarigione o a un notevole miglioramento dell’ipertensione arteriosa. Lo stesso vale per i casi in cui l’ipertensione arteriosa è provocata da tumori benigni delle ghiandole endocrine sopra elencate: con la rimozione del tumore si può avere la risoluzione della malattia ipertensiva. Infine, può causare ipertensione arteriosa sistodiastolica una stenosi congenita dell’aorta (coartazione aortica). In questa condizione patologica, non rarissima, il sangue non può affluire liberamente alla parte inferiore del corpo, per una stenosi dell’aorta che ha luogo subito al di sotto del suo arco: ciò provoca un’ipertensione arteriosa nelle parti superiori del corpo, con ipotensione delle parti inferiori. Anche in questo caso un intervento chirurgico può essere risolutore. Tra le cause di ipertensione sembra esserci anche la personalità. Infatti la presenza di alcuni tratti di personalità sembra condizionare il successivo rischio di sviluppare ipertensione. Il dato è emerso all'interno dello studio CARDIA, condotto su 3300 soggetti, reclutati tra il 1985 e il 1986 e di età compresa tra i 18 e i 30 anni. Il 15% dei soggetti esaminati che hanno sviluppato [...]
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