Ipoprotidemìa. Significato del termine medico 'Ipoprotidemìa' presente nel dizionario medico online gratuito.   
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Significato termine medico Ipoprotidemìa

Indice:anormale diminuzione della concentrazione delle proteine nel sangue, imputabile perlopiù a diminuzione dell’albumina (ipoalbuminemia). Si può verificare per eccessiva diluizione del sangue, per perdita di proteine attraverso la via renale (nelle glomerulopatie) o cutanea (nelle ustioni estese), per inadeguato apporto alimentare, per difetti dell’assorbimento, nell’insufficienza epatica, nei tumori.attraverso la via renale (nelle glomerulopatie) o cutanea (nelle ustioni estese), per inadeguato apporto alimentare, per difetti dell’assorbimento, nell’insufficienza epatica, nei tumori.

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  • Infarto miocàrdico
  • Indice:Quadro clinicoDiagnosi e terapianecrosi del tessuto muscolare cardiaco, conseguente a ostruzione prolungata di una o più delle arterie (arterie coronarie) che portano il sangue al cuore, con riduzione critica della perfusione dell'organo in toto o di una sua parte. La riduzione è acuta ma il processo patologico a cui si accompagna può datare da tempo: la causa principale dell'infarto miocàrdico è, infatti, una trombosi; meno frequentemente, uno spasmo coronarico; entrambi gli eventi, tuttavia, si verificano preferenzialmente a livello di preesistenti lesioni di natura aterosclerotica della parete vasale. Trombosi e spasmo possono, peraltro, coesistere e influenzarsi a vicenda.Quadro clinicoIl principale fattore di rischio è rappresentato da una preesistente cardiopatia ischemica da coronaropatia aterosclerotica, ma va detto che nel 50% circa dei casi l'infarto può essere la prima manifestazione in assoluto di una coronaropatia. Altri fattori che in generale comportano un aumento del rischio di infarto miocàrdico sono: le dislipidemie, e in particolare l'ipercolesterolemia; l'ipertensione arteriosa; il fumo di sigaretta (il fumatore ha rischio doppio rispetto al non fumatore, che diventa triplo se consuma più di 20 sigarette al giorno e aumenta ulteriormente se è associato ad altri dei fattori di rischio elencati); il diabete mellito; il sesso maschile e un'età compresa tra i 50 e i 60 anni. A questi si aggiungono aspetti tipologici quali: familiarità, obesità, inattività fisica; e fattori precipitanti: sforzo fisico violento, emozione intensa, emorragia grave, shock, stress continuo, iperlavoro fisico o mentale, decorso postoperatorio (soprattutto negli anziani). L'infarto miocàrdico colpisce prevalentemente il ventricolo sinistro, ma anche quello destro non ne è esente. La sintomatologia classica è caratterizzata da dolore intenso, in sede retrosternale - descritto solitamente come una morsa, un senso di oppressione o costrizione, un peso - che si irradia al collo, alla mandibola e al braccio sinistro, e che dura da alcune ore (in ogni caso più di 20-30 minuti). Tipicamente, il dolore non scompare del tutto con il riposo, nè con l'assunzione di farmaci coronarodilatatori (isosorbide dinitrato, trinitrina ecc.). Questa è tuttavia solo una delle mille facce con cui può presentarsi un infarto miocardico. In percentuali variabili di casi, per esempio, il dolore può presentarsi con caratteristiche descrittive diverse, oppure essere localizzato all'epigastrio o, ancora, irradiarsi al braccio destro anziché al sinistro o, infine, mancare del tutto (pazienti anziani e diabetici). Qualche volta, il paziente riferisce dolore solo alla mascella, come se si trattasse di un mal di denti, oppure l'esordio simula un comune mal di gola accompagnato da dolore bilaterale ai polsi. Il dolore può inoltre essere variamente accompagnato da astenia intensa, sudorazione fredda, nausea e vomito. In altri casi, poi, specialmente negli anziani, può presentarsi solo come una dispnea improvvisa che a volte si aggrava fino a un quadro di edema polmonare acuto. Il paziente è generalmente ansioso e agitato, alla ricerca di diverse posizioni che allevino il dolore. Spesso appare [...]
  • ìleo dinàmico
  • (o ileo spastico), il termine si riferisce di per sé a infrequenti condizioni di ostruzione intestinale, conseguenti a una notevole e prolungata contrazione intestinale quale si osserva nell'intossicazione da metalli pesanti, nell'uremia, nelle porfirie e nelle ulcerazioni intestinali estese. Il meccanismo fisiopatologico che sta alla base di questa condizione - vale a dire una alterazione neuromuscolare intestinale alla quale consegue l'arresto della peristalsi - è comune a un'altra forma di ostruzione intestinale: il cosiddetto ileo adinamico (o paralitico), in assoluto la più frequente tra le cause di ostruzione, che si determina ogni qualvolta si produce un insulto peritoneale. Esso è infatti il risultato di peritoniti acute batteriche o chimiche postperforative (di appendice, colecisti ecc.), di manipolazioni operatorie del tubo digerente, di infezioni [...]
  • Ipercorticalismo
  • Sinonimo di [...]
  • Ipertimismo
  • Condizione patologica determinata da eccessivo volume del [...]
  • Iperaldosteronismo
  • Condizione caratterizzata dalla eccessiva produzione di aldosterone. Nella forma primitiva, nota come sindrome di Conn, responsabile di tale iperproduzione è un adenoma surrenalico nella maggioranza dei casi, o una iperplasia bilaterale nodulare delle cellule della zona glomerulare della corticale del surrene. L'aldosterone, a livello del tubulo distale del rene, promuove il riassorbimento del sodio in cambio della eliminazione di potassio e ioni idrogeno. Ne consegue ipersodiemia e ipopotassiemia, che determinano aumento della volemia e maggior sensibiltà delle cellule muscolari lisce delle pareti arteriolari agli stimoli vasocostrittori. La manifestazione clinica è caratterizzata da: ipertensione arteriosa, cefalea, affaticabilità e astenia muscolare, poliuria e segni caratteristici dell'ipopotassiemia all'elettrocardiogramma (onda U, extrasistoli e tachiaritmie). La diagnosi differenziale è spesso basata sul dato anamnestico dell'assunzione o meno di farmaci diuretici: una potassiemia che non ritorna entro i limiti di norma nonostante la somministrazione di potassio in un paziente che non assume diuretici, è fortemente suggestiva di iperaldosteronismo. Per arrivare alla diagnosi di iperaldosteronismo primitivo è necessario effettuare il dosaggio della renina plasmatica, [...]
  • Istologìa
  • Disciplina che studia la struttura della materia vivente a livello microscopico e [...]
  • Ipertricosi
  • Eccessivo sviluppo di peli, nella donna, in zone del corpo dove sono normalmente presenti: ascelle, pube, avambracci, gambe. È più frequente nelle donne di colorito bruno e [...]
  • Istocompatibilità
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  • Induzione enzimàtica
  • Meccanismo per cui alcune sostanze (tra cui farmaci e alcol) stimolano gli stessi enzimi che sono incaricati di trasformarli: ciò significa che molti farmaci stimolano la loro stessa distruzione. Questa è la ragione per cui le terapie prolungate con farmaci come i barbiturici (che sono potenti induttori) necessitano spesso di aumenti di dosaggio, dal momento che l’induzione enzimàtica provoca una loro accelerata inattivazione. Poiché le vie di trasformazione dei farmaci sono relativamente poche, spesso l’induzione enzimàtica è efficace anche sulla trasformazione di altri [...]
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