Labiopalatoschisi. Significato del termine medico 'Labiopalatoschisi' presente nel dizionario medico online gratuito.   
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Significato termine medico Labiopalatoschisi

Malformazione congenita dovuta all’incompleta fusione del labbro e del palato. Vedi palatoschisi.

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Altri termini medici nel dizionario medico che iniziano con la 'L'

  • Linfoproliferative, malattìe
  • Gruppo di malattie derivate dalla proliferazione, perlopiù tumorale, di una popolazione di cellule appartenenti al sistema linforeticolare. Le manifestazioni cliniche di queste malattie sono molto variabili e dipendono dal grado di differenziazione posseduto dalle cellule trasformate. Le malattìe linfoproliferative possono essere così classificate in quattro gruppi: leucemie, linfomi, sindromi immunoproliferative (o gammapatie monoclonali), e istiocitosi, a seconda che interessino rispettivamente cellule immature con tendenza a invadere il sangue periferico, cellule localizzate negli organi linfatici, cellule produttrici di anticorpi e cellule appartenenti al compartimento monocitico-macrofagico. Questa distinzione però risulta a volte essere imprecisa, in quanto tali patologie tendono spesso a presentarsi in forma intermedia, oppure a convertirsi l’una nell’altra. È il caso, per esempio, di quelle forme di leucemie che presentano un numero normale o scarso di leucociti nel sangue periferico, chiamate per questo motivo varianti aleucemiche, a dimostrazione del fatto che l’invasione del sangue da parte delle cellule neoplastiche è [...]
  • Lobotomìa
  • Intervento chirurgico sul cervello, che rientra nella psicochirurgia, cioè tra quegli interventi più o meno selettivi attuati allo scopo di modificare attività psichiche alterate. Le tecniche psicochirurgiche, che hanno avuto una discreta diffusione negli anni Cinquanta, sono sempre state assai discusse per le conseguenti e irreversibili lesioni cerebrali e le modificazioni indotte nella personalità. Tra gli interventi più usati, le [...]
  • Linfociti
  • Indice:I linfociti TI linfociti Btipo di leucociti, delle dimensioni di 7-12 µm, con un nucleo rotondeggiante, un citoplasma scarso e pochi granuli. Nel sistema immunitario hanno il compito di reagire in modo specifico nei confronti di qualsiasi agente estraneo, o antigene. Ogni linfocito possiede sulla membrana un recettore per l’antigene con una sola capacità combinatoria: ciò significa che è in grado di riconoscere e legarsi a uno solo dei tantissimi antigeni che potrebbero penetrare nell’organismo. La specificità del riconoscimento dell’antigene rimane immutata durante la vita del linfocito, il quale, una volta riconosciuto l’antigene, trasmette la specificità antigenica alle cellule-clone in cui si riproduce: questa espansione cellulare determina l’aumento del numero dei linfociti capaci di reagire verso quel determinato antigene. Ma non è solo la specificità del riconoscimento dell’antigene a conferire ai linfociti il ruolo assolutamente speciale che essi svolgono nella difesa dell’organismo. Infatti, in seguito al riconoscimento dell’antigene, che genera una risposta immunitaria primaria, alcuni linfociti vivono per lungo tempo conservando una memoria del riconoscimento antigenico. I linfociti-memoria, che hanno già riconosciuto l’agente infettivo, venendo nuovamente a contatto con lo stesso antigene danno origine a una risposta immunitaria, detta secondaria, molto più rapida e intensa. Al contrario degli altri leucociti responsabili di una risposta immunitaria aspecifica, innata, i linfociti innescano una risposta immunitaria specifica, che utilizza meccanismi di difesa basati sul riconoscimento dell’invasore e definiti come adattativi. Le due caratteristiche della risposta immunitaria adattativa (specificità e memoria), oltre a conferire l’immunità naturale da malattie infettive, rendono possibile la profilassi delle malattie infettive attraverso la vaccinazione. I linfociti circolano nel sangue e nel sistema linfatico controllando ogni distretto dell’organismo. Dal punto di vista morfologico i linfociti sembrano una popolazione omogenea, mentre dal punto di vista funzionale sono distinti in due principali tipi, i linfociti B e T, ai quali si aggiungono i linfociti “non B e non T” (o “cellule nulle”), per esempio, le cellule natural killer.I linfociti T. Prendono nome dal fatto che, dopo essere stati prodotti nel midollo osseo (vedi linfoblasto), migrano nel timo, dove avviene la loro maturazione, consistente in una serie complessa di eventi cellulari e molecolari, nota come educazione timica, per cui i linfociti T imparano a riconoscere le cellule dell’organismo. Si evita così che, una volta maturati ed entrati in circolo, possano reagire contro cellule dell’organismo di cui fanno parte, distruggendole. Il riconoscimento degli antigeni da parte dei linfociti T avviene tramite un recettore di membrana chiamato Ti, formato dall’associazione di due catene glicoproteiche diverse, unite da un legame disolfuro. I linfociti T maturi possono essere divisi in due tipi fondamentali: T helper (aiutanti) e citotossici o soppressori. I linfociti T helper per riconoscere l’antigene devono venire in contatto con cellule macrofagiche che “presentino” loro l’antigene. I macrofagi che presentano l’antigene possono, per esempio, fagocitare una struttura estranea, digerirla tramite enzimi nei vacuoli di fagocitosi e demolire la struttura antigenica. Alla fine i frammenti di antigene digerito verranno esocitati ed esposti sulla superficie cellulare del macrofago. Quando viene in contatto con il macrofago, il [...]
  • Lisoformio
  • Soluzione acquosa contenente il 6-7% di formaldeide e il 20% di idrato di sodio e olio di ricino, generalmente profumata con essenza di timo e di lavanda. È [...]
  • Lordosi
  • Curvatura a concavità posteriore di un segmento della colonna vertebrale. Tale curvatura è fisiologica per il tratto cervicale (lordosi cervicale) e quello lombare (lordosi lombare) della colonna vertebrale (mentre il tratto toracico appare [...]
  • Lombàggine
  • Sinonimo di [...]
  • Lattante
  • Il bambino dalla nascita al divezzamento, che normalmente dovrebbe [...]
  • Laringofaringectomìa
  • Intervento chirurgico di asportazione della laringe e della [...]
  • Leydig, cèllule di
  • Cellule del tessuto interstiziale dei testicoli, capaci di elaborare testosterone [...]
  • Leishmaniosi
  • Gruppo di malattie infettive causate da protozoi del genere Leishmania, di cui le forme più importanti sono la leishmaniosi viscerale (o kala-azar), la leishmaniosi cutanea, la leishmaniosi mucocutanea e la leishmaniosi cutanea diffusa. Le leishmaniosi, presenti in tutti i continenti tranne che in Australia, ma più frequenti nelle zone tropicali, interessano i roditori e i cani, dai quali vengono trasmesse all’uomo mediante puntura di un vettore (pappataci o flebotomi). I microrganismi si replicano all’interno dei macrofagi, i quali innescano la risposta [...]
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