Lochi. Significato del termine medico 'Lochi' presente nel dizionario medico online gratuito.   
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Significato termine medico Lochi

Liquidi che fuoriescono dalla vagina della donna durante il puerperio. Derivano da lembi della decidua, da coaguli sanguigni e dall’intensa trasudazione della zona dove era inserita la placenta.la placenta.

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Altri termini medici nel dizionario medico che iniziano con la 'L'

  • Lattici, fermenti
  • Vedi fermenti [...]
  • Lingua
  • Organo muscolo-membranoso, situato nella cavità orale: concorre all’assunzione, alla masticazione e alla deglutizione degli alimenti; svolge complesse funzioni sensoriali (gustative, tattili); interviene infine nel meccanismo della fonazione. La lingua ha forma allungata, con apice anteriore più piccolo e appiattito e un’estremità più grossa posteriore; è formata da 17 muscoli avvolti da un involucro fibroso a sua volta rivestito di mucosa. In essa si possono distinguere un tratto basale, la radice, all’incirca corrispondente al terzo posteriore, volta verso la faringe, e una parte anteriore, o corpo della lingua, che in massima parte è libera, occupa propriamente la cavità orale e termina con l’apice. La faccia faringea della radice è di [...]
  • Letto
  • In anatomia, depressione e solco in un viscere o altra formazione anatomica: per esempio, letto del pelo, tratto del cilindro cutaneo in cui scorre il fusto del pelo; letto ungueale, [...]
  • Lebbra
  • Indice:Le diverse forme cliniche(o morbo di Hansen), malattia infettiva cronica causata da Mycobacterium leprae o bacillo di Hansen, endemica nelle regioni tropicali o subtropicali. La lebbra è diffusa principalmente in Asia (oltre due milioni di casi, di cui la metà in India); seguono nell’ordine l’Africa (in particolare alcune regioni dell’Africa occidentale), l’America Meridionale e l’Oceania. In Europa, dove la lebbra fu endemica fino al sec. XVI, i casi segnalati sono attualmente alcune migliaia. Ne esistono poche centinaia anche in Italia, dove si trovano anche piccoli focolai endemici (in particolare in Sicilia e Sardegna). Pur trasmettendosi per contagio diretto, i fenomeni immunitari ne limitano la diffusione anche nelle aree endemiche e persino tra conviventi; tuttavia sono obbligatori la denuncia e l’isolamento del malato. Clinicamente la malattia ha un periodo d’incubazione inavvertito, che può anche essere molto lungo (da qualche settimana fino a 30 anni); anche il decorso è molto lungo e giunge, se non curata in tempo, a un esito mortale nella maggior parte dei casi. La terapia prevede, oggi, la somministrazione di dapsone e rifampicina, per almeno due anni; nella forme più gravi, a questi due farmaci si aggiunge clofazamina, per un tempo che può variare dai due anni minimi a tutta la vita. Per la profilassi sono molto importanti le misure di difesa preventiva che consistono nell’isolamento del malato e nel trattamento chemioterapico fino a quando [...]
  • Làttico, àcido
  • Composto organico derivante dal metabolismo dei carboidrati. Il glucosio metabolizzato nei tessuti poveri di ossigeno e nei muscoli durante il lavoro intenso o prolungato, una volta ridotto a acido piruvico, non può essere ossidato fino ad anidride carbonica e acqua, per cui si ha la riduzione dell’acido piruvico a àcido làttico mediante una reazione catalizzata dalla latticodeidrogenasi. Quando la concentrazione di latticodeidrogenasi nel sangue aumenta (per esempio, [...]
  • Linfoangioendotelioma
  • Sinonimo di [...]
  • Langerhans, isole di
  • Piccole formazioni rotondeggianti od ovali che costituiscono la parte endocrina del pancreas, sparse nel contesto della parte esocrina dell'organo. Il loro diametro varia da 0,3 a 0,7 millimetri e il loro numero oscilla tra 200 mila e 1 milione e mezzo. Sono distribuite in tutto l'organo, separate tra loro dai capillari sinusoidali, più numerose in corrispondenza della coda. Al loro interno sono contenute cellule di [...]
  • Lombalgìa
  • (o lombaggine), dolore localizzato alla regione lombare della colonna vertebrale, provocato da contrattura muscolare. Questa può conseguire a numerosi fattori causali, che hanno solitamente come bersaglio la colonna vertebrale e sono accomunati dal fatto di provocare affaticamento muscolare (anomalie di postura, attività lavorativa, sport, malformazioni) o direttamente dolore, di fronte al quale la muscolatura lombare risponde con una costante contrattura antalgica (per compressione diretta delle strutture nervose e meningee, in caso di ernia del disco, artrosi, stati infiammatori, processi espansivi neoplastici; per lesione di strutture capsulari, in caso di artrosi; per lesioni del periostio, dovute a fratture o microfratture in corso di osteoporosi o neoplasie ecc.). La lombalgìa colpisce soprattutto l’età adulta, il sesso femminile e quelle categorie professionali che espongono a maggiore usura le articolazioni di questa regione della colonna. Si può avere una forma acuta (spesso coinvolgente anche strutture nervose, come la lombosciatalgia e la lombocruralgia acuta), in cui il dolore, di solito intenso, è tale da impedire anche piccoli movimenti e compare improvvisamente, spesso dopo un movimento brusco e anomalo della colonna, ma a volte dopo uno sforzo anche banale. In quest’ultimo caso, preesistono, solitamente alterazioni dei dischi intervertebrali, di solito dovute a [...]
  • Lincomicina
  • Farmaco antibiotico appartenente, con la clindamicina, alla famiglia delle lincosamidi, con spettro d’azione simile alla penicillina (ed un particolare tropismo per gli stafilococchi). Il meccanismo d'azione è simile a quello dei macrolidi: inibizione della sintesi proteica a livello delle subunità 50 S dei ribosomi; [...]
  • Lordosi
  • Curvatura a concavità posteriore di un segmento della colonna vertebrale. Tale curvatura è fisiologica per il tratto cervicale (lordosi cervicale) e quello lombare (lordosi lombare) della colonna vertebrale (mentre il tratto toracico appare [...]
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