Macrotìa. Significato del termine medico 'Macrotìa' presente nel dizionario medico online gratuito.   
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Significato termine medico Macrotìa

Esagerato sviluppo del padiglione auricolare; può essere mono- o bilaterale; la terapia è chirurgica, mediante asportazione di un lembo triangolare del padiglione.

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  • May-Grünwald-Giemsa, colorazione di
  • Tecnica di laboratorio che utilizza una mistura di blu di metilene e di eosina [...]
  • Meningite
  • Indice:Il processo patologicoDiagnosi e terapiaprocessi infiammatori delle leptomeningi (aracnoide e pia madre) in risposta ad agenti eziologici diversi, prevalentemente di natura infettiva; le meningi possono tuttavia essere sede di localizzazione metastatica in corso di tumori maligni o venire interessate per infiltrazione diretta dello spazio subaracnoideo da parte di blasti leucemici. Di gran lunga le cause più frequenti restano comunque le infezioni delle leptomeningi e del liquor contenuto nello spazio subaracnoideo. I microrganismi possono raggiungere le meningi in seguito a una frattura, soprattutto della base cranica, o a una puntura lombare (rachicentesi); oppure, possono provenire da un preesistente processo suppurativo dell’orecchio medio o dei seni paranasali o della mastoide; è possibile naturalmente la diffusione per via ematica, in caso di setticemia, o per via linfatica e infine la propagazione diretta da focolai di encefalite o di mielite. Lungo sarebbe l'elenco dei microrganismi che possono dare meningite; ricordiamo: 1) batteri: Neisseria meningitidis, Haemophilus influenzae, Streptococcus pneumoniae, responsabili della stragrande maggioranza delle meningiti di questo genere in individui di più di 2 mesi di vita (nei primi 2 mesi sono più frequenti i coli o gli altri enterococchi e gli streptococchi in genere); Mycobacterium tuberculosis; 2) virus: enterovirus (Coxsackie, Echo: responsabili di forme sierose acute); 3) spirochete: Treponema pallidum (causa prevalentemente forme croniche); 4) protozoi: Toxoplasma gondii; 5) funghi: Candida, Criptococcus.Il processo patologicoLa sintomatologia meningitica, comune alle varie forme, dipende dall'ipertensione endocranica, dall'irritazione meningea e dalla sofferenza corticale e diencefalica. Sempre presenti sono una cefalea intensa, soprattutto nucale, e vomito a getto, che non ha rapporto con l'alimentazione (vomito cerebrale). Si osservano, inoltre, febbre elevata con brividi, dolori alla colonna, iperestesia cutanea, fotofobia, iperpatia (o intolleranza a ogni stimolo sensoriale di una certa intensità). Segno di irritazione meningea è la rigidità della nuca e del dorso da contrazione muscolare: impedisce la flessione -attiva e passiva- del capo e la posizione seduta senza appoggio all'indietro sulle mani (segno del 'tripode'). È caratteristico l'opistotono, cioè l'iperestensione del capo e talora del dorso con decubito laterale obbligato e arti inferiori flessi (posizione 'a cane di fucile'). Se il paziente è sdraiato supino, non riesce a sedersi sul letto senza flettere gli arti inferiori (segno di Kernig). La flessione del capo è seguita da quella degli arti inferiori (questo è uno dei segni di Brudzinski). Sono possibili anche segni vegetativi, come una alternanza di atti respiratori profondi con periodi prolungati di pausa respiratoria (respiro meningitico). A questo corteo di segni e sintomi si associano spesso disturbi psichici (agitazione o torpore, fino allo stato confusionale), paralisi di nervi cranici, disturbi vasomotori. Nei neonati i sintomi sono sfumati o assenti: la rigidità nucale può mancare e, anzi, la nuca può essere ciondolante; frequenti sono invece le crisi epilettiche tipo grande male, le ipercinesie [...]
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