Meninge. Significato del termine medico 'Meninge' presente nel dizionario medico online gratuito.   
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Significato termine medico Meninge

Ciascuna delle tre membrane concentriche (dura madre, aracnoide e pia madre) che avvolgono l’encefalo e il midollo spinale.

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  • Malignità
  • Insieme delle caratteristiche proprie dei tumori definiti maligni. Nel complesso esse si configurano nell’assenza di una capsula di rivestimento del tumore; nella rapida proliferazione; [...]
  • Metanolo
  • Sinonimo di alcol [...]
  • Marfan, sìndrome di
  • Malattia ereditaria, a carattere autosomico dominante, che colpisce il tessuto connettivo in seguito a un’alterazione del metabolismo delle catene del collagene. Sono coinvolti soprattutto l'apparato scheletrico, quello cardiovascolare e l'occhio. A carico dell'apparato scheletrico si osserva principalmente abnorme lunghezza delle ossa lunghe; le estremità appaiono allungate e sottili (aracnodattilia), la distanza tra sinfisi pubica e piedi è maggiore di quella fronte-pube; i pazienti sviluppano, inoltre, cifoscoliosi, pectum excavatum e lassità articolare e legamentosa. A carico dell'apparato cardiovascolare i reperti più gravi sono legati all'anomala lassità della tonaca media dell'aorta: è possibile infatti la formazione di aneurismi dissecanti soprattutto nel suo tratto ascendente; sono inoltre presenti difetti valvolari e disturbi della conduzione. A carico dell'occhio, infine, si riscontra lussazione bilaterale del cristallino [...]
  • Mercaptopurina, 6-
  • Farmaco antitumorale appartenente al gruppo degli antimetaboliti, con struttura chimica analoga a quella dell’adenina, di cui impedisce l’utilizzazione nella sintesi degli acidi nucleici (DNA e RNA), determinando un danno sulle cellule. La 6- mercaptopurina è stata uno dei primi antitumorali introdotti con successo nel trattamento delle leucemie: oggi, con i nuovi protocolli di chemioterapia, si è ristretto il campo d’applicazione. Alle dosi terapeutiche determina alterazioni [...]
  • Microcitoma
  • Indice:Eziologia e fattori di rischioClinicaDiagnosiTerapiao carcinoma “a piccole cellule” o “a chicchi d’avena”. Con questo nome viene solitamente indicato uno dei principali istotipi di tumore polmonare, costituito da cellule di piccolo diametro a causa della scarsità di citoplasma in esse presente. Anche nella tiroide, tuttavia, è possibile che si sviluppino neoplasie con simili caratteristiche cellulari. Ci soffermeremo, per la sua frequenza, sul microcitoma polmonare.Eziologia e fattori di rischioLe cause del microcitoma sono sconosciute, come quelle della gran parte dei tumori. Tra i fattori di rischio riconosciuti, si segnalano il fumo di sigaretta e l'inquinamento ambientale (idrocarburi aromatici). In realtà, il processo patologico che dà origine al microcitoma coinvolge con tutta probabilità anche oncogeni, in grado di avviare la mutagenesi vera e propria, e promotori tumorali, che consentono lo sviluppo delle cellule mutate. Inoltre, la produzione -da parte del tumore stesso- di una grande varietà di sostanze (ormoni, enzimi, neuropeptidi ecc.) potrebbe fungere da fattore di crescita endogeno delle cellule tumorali. Per quanto riguarda il fumo di sigaretta, la nicotina gioca un ruolo probabilmente fondamentale: suoi derivati altamente carcinogenetici sono prodotti nel corso della combustione; oltre a ciò, le cellule tumorali mostrano recettori di superficie per la nicotina, così da lasciar pensare che essa stessa possa essere direttamente coinvolta nella patogenesi neoplastica. La citogenetica ha dimostrato l'esistenza di mutazioni geniche caratteristicamente associate a sviluppo tumorale (sono presenti infatti anche in altre forme neoplastiche, come il carcinoma della mammella per esempio), che potrebbero in qualche misura essere trasmesse ereditariamente, configurando un aumento del rischio tumorale. In conclusione, con certezza sappiamo che il rischio di sviluppare un tumore polmonare (ed un microcitoma tra questi) è particolarmente elevato nei fumatori: chi fuma 40 sigarette al giorno per 20 anni ha un rischio 60-70 volte maggiore rispetto a chi non fuma.ClinicaIl microcitoma polmonare si presenta, abitualmente, come una massa centropolmonare a sviluppo endobronchiale. Cresce in silenzio e, al momento della diagnosi, nel 60-70% dei casi ha già dato metastasi a distanza (in prevalenza encefalo, linfonodi, pleura, fegato, ossa e surreni). Avendo una posizione centrale, a livello dei grossi bronchi, i primi sintomi dovuti alla sua presenza sono costituiti da tosse, dispnea di tipo ostruttivo e emottisi recidivanti. Una eventuale crescita intratoracica [...]
  • Mioblasto
  • Cellula embrionale dalla quale, per fasi di sviluppo [...]
  • Miele
  • Alimento prodotto dalle api a partire dal polline e dal nettare di fiori e piante. È stato il primo dolcificante conosciuto e le sue qualità medicinali, preventive e curative, sono sfruttate da secoli. Il miele contiene, oltre a una percentuale d’acqua (16-20%), soprattutto zuccheri (75-79%), con le seguenti medie: glucosio-destrosio, 31%; levulosio-fruttosio, 38%; saccarosio, 2%; maltosio, 7%; zuccheri superiori, 1-2%; contiene inoltre protidi, sostanze azotate con aminoacidi, acidi organici, sostanze minerali e oligoelementi (calcio, cloro, ferro, magnesio, manganese, rame, fosforo, potassio, silicio, sodio, zolfo), vitamine (tutte quelle del gruppo B e le vitamine idrosolubili), nonché enzimi che determinano o accelerano [...]
  • Mais
  • (Zea mays, famiglia Graminacee), cereale, diffusamente coltivato nel mondo, di cui si usano in terapia gli stimmi, o barbe del mais, che contengono discrete quantità di sali di potassio con azione diuretica. Sono inoltre [...]
  • Morte improvvisa
  • Morte naturale che si verifica senza che sia identificabile una sintomatologia clinica, diagnosticamente utilizzabile, in soggetti che non presentano fenomeni morbosi tali da far prevedere il decesso a breve scadenza: si tratta, in pratica, della morte rapida, rapidissima o quasi fulminea di soggetti in apparenti condizioni di buona salute. È questo un evento di interesse medico-legale, poiché è necessario comprovare che la morte è dovuta a cause naturali, escludendo l'intervento di qualsiasi fattore lesivo esogeno anche solo concausale: per tali motivi, la diagnosi di morte improvvisa può scaturire solo al termine di tutte le indagini circostanziali, anatomo-patologiche ed eventualmente chimico-tossicologiche necessarie. Per lo più, queste dimostrano l'esistenza di insospettate o sottovalutate [...]
  • Mezzo di contrasto
  • Sostanza usata per la visualizzazione di organi e cavità naturali o patologiche che il semplice esame radiologico non consentirebbe. Si distinguono mezzi di contrasto trasparenti (aria, ossigeno, anidride carbonica e protossido d'azoto) e radio-opachi (solfato di bario e conposti organoiodati). Le vie di somministrazione sono quella orale (per esempio pasto opaco, clisma [...]
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