Difetto della vista dovuto a vizio di rifrazione dei mezzi diottrici, per cui i raggi incidenti paralleli, provenienti da grandi distanze, convergono in un fuoco situato non sulla retina, ma davanti a essa, rendendo confusa la visione degli oggetti lontani. Tra le cause principali: abnorme lunghezza dellasse ottico (miopėa assile), difetti della curvatura corneale (miopėa di curvatura), eccesso del potere di rifrazione dei mezzi diottrici (miopėa dindice), gravi alterazioni della coroide e contusioni del globo oculare (miopėa traumatica). Vi č poi la miopėa transitoria da farmaci, iperglicemia, cataratta e spasmo accomodativo. La miopėa ha carattere ereditario, inizia nellinfanzia e aumenta progressivamente fino a 25 anni circa. Per ridurre i circoli di diffusione e avere quindi una visione pių nitida, il miope tende a socchiudere le palpebre. Se si tratta di forme lievi, inferiori a 4-5 diottrie, risulta diminuita lacutezza visiva per gli oggetti lontani, mentre č buona la visione di oggetti vicini e nella lettura; invece nelle forme superiori alle 4-5 diottrie si ha una diminuzione della vista anche per gli oggetti vicini e tendenza durante la lettura ad avvicinare sempre di pių il testo agli occhi. A volte la miopėa si associa ad alterazioni distrofico-degenerative della coroide e della retina (miopėa maligna), con possibili complicazioni, quali emorragie e distacco di retina. Normalmente, la miopėa si corregge con luso di lenti divergenti. La terapia chirurgica si avvale di tecniche diverse; tra le pių note, oggi, l'intervento di cheratotomia radiale mediante laser: la percentuale di successo č elevata, ma la cornea rimane in qualche modo pių fragile, dopo l'intervento. Questo andrebbe pertanto riservato ai casi di effettiva necessitā, ed eseguito solo dopo la stabilizzazione del difetto, cioč verso i 25 anni d'etā. Pressoché inutile l'intervento dopo i 50 anni d'etā perché l'incipiente presbiopia costringe poi ugualmente a ricorrere agli occhiali.