Termine medico: Neonato, malattìa emorràgica del

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Neonato, malattìa emorràgica del

Malattia emorragica acquisita non traumatica che compare nei primi giorni di vita, dovuta a deficit di vitamina K, causato dal fatto che questa vitamina non viene prodotta dall’intestino sterile del neonato. Ne consegue una carenza dei fattori della coagulazione vitamina K-dipendenti (II, VII, IX, X), non sintetizzati per l’immaturità del fegato del neonato. Le emorragie, che compaiono di solito due o tre giorni dopo la nascita, interessano il tubo digerente (ematemesi e melena), più raramente sono ombelicali, cutanee, congiuntivali, sottoperiostee (cefaloematoma esterno). Il decorso è più grave nei soggetti prematuri, mentre nella maggior parte dei casi gli organi non vengono colpiti e danneggiati e l’anemia non è cospicua. Gli esami di laboratorio mostrano un allungamento del PT (tempo di protrombina, o di Quick) e del PTT (tempo di tromboplastina parziale), mentre il numero delle piastrine risulta normale. La terapia comprende l’infusione di plasma fresco, se l’anemia è grave anche di sangue intero fresco; la somministrazione di vitamina K ottiene l’effetto desiderato in 24 ore. Attualmente si esegue la profilassi in tutti i neonati mediante la somministrazione orale o parenterale di vitamina K subito dopo la nascita.
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Neonato, malattìa emolìtica del
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