Osservazione motoscòpica. Significato del termine medico 'Osservazione motoscòpica' presente nel dizionario medico online gratuito.   
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Significato termine medico Osservazione motoscòpica

Tecnica osservativa atta a valutare lo sviluppo delle capacità motorie dell’individuo nei primi anni di vita. Ha lo scopo di identificare precocemente le funzioni motorie lese, al fine di individuare la tecnica fisioterapica più opportuna.al fine di individuare la tecnica fisioterapica più opportuna.

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Altri termini medici nel dizionario medico che iniziano con la 'O'

  • òssido di carbonio
  • Indice:L’avvelenamento da ossido di carboniocomposto chimico di formula CO, detto più propriamente monossido di carbonio. È un gas incolore e inodore, poco più leggero dell’aria.L’avvelenamento da ossido di carbonioL’òssido di carbonio ha grande importanza tossicologica per la frequenza di avvelenamenti accidentali o suicidiari provocati dalla sua inalazione. Tra le numerose sorgenti di òssido di carbonio vi sono i gas di scarico degli autoveicoli, il gas di uso domestico delle città (da non confondere con il metano, che ha formula CH4), le fornaci con insufficiente tiraggio, le stufe e gli scaldabagni a gas malfunzionanti ecc. Il potere tossico dell’òssido di carbonio deriva dal fatto che si lega all’emoglobina del sangue inibendo il trasporto di ossigeno ai tessuti (l'affinità dell'emoglobina per il CO è 210 volte superiore che per l'ossigeno), provocando gravi danni al sistema nervoso, il più sensibile alle condizioni di anossia. La gravità dell’avvelenamento dipende in massima parte dalla sua concentrazione nell’aria respirata e dalla durata dell’esposizione, ma varia considerevolmente anche in rapporto alle condizioni fisiologiche o patologiche individuali. Per esempio, il soggetto anemico, l’ipertiroideo o il bambino sono molto più sensibili dell’adulto sano. L’esposizione in ambienti che contengono più dello 0,1% di òssido di carbonio (cioè 10 parti in [...]
  • Opsonina
  • Proteina contenuta nel siero del sangue, che rende possibile la fagocitosi dei germi patogeni e di altri materiali corpuscolati da parte dei monociti-macrofagi (reazione di opsonizzazione). Le opsonine sono globuline identificabili nei cosiddetti anticorpi naturali, presenti anche nel sangue di soggetti che [...]
  • Obbligo di cura e denuncia
  • Indice:Obbligo di curaObbligo di denunciaObbligo di curaNorma giuridica e morale che obbliga il medico a fornire le sue prestazioni (in forma di assistenza diretta o indiretta), qualora gli siano richieste** e, in caso di “pericolo imminente”, anche contro la volontà del paziente, come può verificarsi in caso di tentato suicidio. Per chiarire la questione, ricordiamo che al medico è conferita dallo Stato - in base al possesso del titolo di abilitazione all'esercizio della professione - la facoltà di curare: limite invalicabile a questa è il consenso da parte del paziente. Tale consenso deve oggi essere informato, ovvero il paziente - tra le altre cose - deve essere messo in grado di comprendere nel modo più completo possibile la natura dei trattamenti a cui si sottopone, la loro motivazione e le conseguenze che da questi possono derivare. Questa manifestazione di volontà deve essere libera e cosciente, altrimenti non è valida, ed è in ogni caso subordinata: 1) ai limiti relativi alla disponibilità del proprio corpo, stabilite dalla legge; 2) alla maggiore età del paziente; 3) all'assenza di infermità che compromettano la sua capacità di intendere e di volere. Può prescindersi dal consenso solo in stato di necessità o per disposizioni di legge (trattamenti sanitari obbligatori). Resta naturalmente valido il principio relativo all'omissione di soccorso (che peraltro vincola qualunque individuo, non solo i medici), in base al quale corre l'obbligo di assistere una persona ferita o altrimenti in pericolo, o di darne immediato avviso alle Autorità.Obbligo di denunciaIl medico può dover effettuare, nella propria attività, prestazioni di ordine medico-legale. Tra queste, oltre alle certificazioni, alle cartelle cliniche, ai referti, alle perizie, alle visite fiscali e a numerose altre prestazioni, frequenti sono le denunce obbligatorie. Sono, [...]
  • Omeostasi
  • Capacità da parte dell'organismo di mantenere un equilibrio interno stabile, grazie a un insieme di processi [...]
  • Ortognatodonzìa
  • Branca dell’odontostomatologia che si occupa dello studio e della terapia [...]
  • Occlusione intestinale
  • Condizione patologica caratterizzata da arresto delle feci in un tratto dell’intestino: [...]
  • Onanismo
  • Termine generalmente usato come [...]
  • Otorrea
  • Fuoriuscita di secrezioni dall’orecchio. Può essere sierosa, mucosa, mucopurulenta o purulenta; talvolta è fetida. La quantità varia in rapporto [...]
  • Optometrìa
  • Tecnica oculistica di determinazione delle capacità ottiche dell’occhio mediante misure soggettive od oggettive. L’optometrìa consente di misurare l’acuità visiva e quindi di stabilire quale sia la lente più adatta per correggere eventuali difetti. Le misure soggettive consistono nella lettura, eseguita dal soggetto, di simboli di varie dimensioni (ottotipi), posti a una data distanza, lettura eseguita prima a occhio nudo e poi con l’occhio munito di apposite lenti, in una successione tale che risulti possibile [...]
  • Ossigenazione
  • Processo fisiologico che consiste nella diffusione dell’ossigeno dall’aria negli alveoli dei polmoni al sangue dei capillari polmonari, dove esso si lega all’emoglobina contenuta all’interno dei globuli rossi. Questo processo, così come quello inverso subito dall’anidride carbonica (CO2), che dal sangue dei capillari polmonari si diffonde nell’aria alveolare, è possibile in virtù della differenza di pressione parziale dell’aria alveolare e quella dei gas presenti nel sangue. Nell’aria alveolare infatti l’ossigeno ha una pressione di 100 mmHg, l’anidride carbonica di 40; nel sangue venoso l’ossigeno ha pressione di 40 [...]
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