Palatoplastica. Significato del termine medico 'Palatoplastica' presente nel dizionario medico online gratuito.   
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Significato termine medico Palatoplastica

Intervento chirurgico che viene praticato per ricostruire il palato nei diversi casi di palatoschisi. Consiste nell’allungamento del palato in senso anteroposteriore, per consentire un miglior addossamento del palato molle alla parete posteriore della faringe durante la fonazione. In questo modo la rinolalia, caratteristica di questa patologia, viene ridotta.del palato molle alla parete posteriore della faringe durante la fonazione. In questo modo la rinolalia, caratteristica di questa patologia, viene ridotta.

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  • Pericardite
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  • Piede piatto
  • Anomalia del piede che consiste nell’appiattimento della concavità, normalmente presente, della porzione intermedia della pianta del piede. Di solito si associa a una deviazione del tallone verso l’esterno. Le cause possono essere diverse: anomalie delle ossa del piede presenti sin dalla nascita; insufficienza dei muscoli che permettono i movimenti del piede, la quale può essere dovuta, tra l’altro, a eccessiva sollecitazione nei casi di particolari professioni (piede piatto professionale); anomalie dei legamenti del piede durante l’accrescimento corporeo [...]
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  • Parkinson, morbo di
  • (o paralisi agitante), malattia caratterizzata da degenerazione di strutture del sistema nervoso extrapiramidale, in particolare del nucleo grigio, componente essenziale del sistema extrapiramidale con cellule ricche di ferro e melanina (sostanza nera). È molto frequente e colpisce fra i 50 e i 60 anni, con lieve prevalenza nel sesso maschile. Fondamentale è la grande riduzione del contenuto in dopamina (neurotrasmettitore inibitorio) nella sostanza nera e nei gangli della base (caudato e putamen), con sbilanciamento dell’equilibrio esistente tra innervazione dopaminergica (inibitoria) e colinergica (eccitatoria) a favore di quest’ultima. Il morbo di Parkinson ha inizio insidioso e andamento progressivo. I sintomi tipici sono il tremore, l’ipertonia e l’acinesia, che possono anche essere presenti contemporaneamente. Il tremore, in genere il primo a comparire, ha una frequenza da quattro a sei scosse al secondo, ed è dovuto alla contrazione ritmica e alternata di alcuni gruppi muscolari e dei loro antagonisti. È un tremore “di posizione”, presente cioè solo quando la parte interessata è in riposo, mantenuta in una certa posizione. Inizia in genere alle mani (caratteristico è il movimento ripetuto del pollice sull’indice e sul medio, simile all’atto di contar soldi), per poi estendersi; cessa nel sonno, si accentua con i movimenti fini, le emozioni e il freddo. L’ipertonia è di tipo extrapiramidale. Caratteristico è il fenomeno della “troclea” o ruota dentata: per esempio, facendo compiere movimenti di estensione dell’avambraccio sul braccio, e palpando il bicipite, si percepisce una serie di [...]
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