Paracoccidiomicosi. Significato del termine medico 'Paracoccidiomicosi' presente nel dizionario medico online gratuito.   
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Significato termine medico Paracoccidiomicosi

Vedi blastomicosi.

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  • Peste
  • Indice:malattia infettiva causata dal batterio Ersinia pestis, che interessa i roditori selvatici, i quali la trasmettono attraverso le pulci anche all’uomo. Nei secoli passati erano frequenti le epidemie di peste, che determinavano la morte di milioni di persone; attualmente le migliorate condizioni igieniche e l’uso degli antibiotici hanno ridotto notevolmente il rischio della malattia; essa tuttavia si manifesta ancora in alcune regioni orientali.Quadro clinico:Si distinguono tre forme cliniche di peste: la forma bubbonica, la forma polmonare e quella setticemica. Il decorso della peste è sempre grave: in particolare le forme polmonari e quelle setticemiche non trattate per tempo sono quasi sempre letali. La peste bubbonica è la forma più frequente e conosciuta; si manifesta con febbre elevata e con la comparsa del tipico bubbone, cioè un linfonodo ingrossato, molto doloroso, arrossato e caldo, localizzato in genere nella regione inguinale. In seguito tale bubbone può trasformarsi in ascesso e aprirsi verso l’esterno, con fuoriuscita di pus; è però anche possibile che si formino successivamente bubboni secondari, con interessamento di altre linfoghiandole. La peste polmonare può essere contratta anche attraverso il semplice contatto tra uomo e uomo: decorre con i sintomi di una gravissima polmonite (febbre, difficoltà respiratoria, [...]
  • Purkinje, rete di
  • Fascio conduttore atrioventricolare del miocardio, importante [...]
  • Polinevrite
  • Vedi neuropatia. [...]
  • Plèurico, versamento
  • Accumulo di liquido, per svariate cause patologiche (infezioni, scompenso cardiocircolatorio, malattie autoimmuni, tumori, traumi) nello spazio delimitato dalle due pleure.Il versamento pleurico può verificarsi per tre meccanismi: un aumento della permeabilità capillare alle proteine del plasma, e in questo caso si tratta di essudato (siero-fibrinoso; oppure purulento, ossia empiema); un aumento della pressione idrostatica nei capillari e/o diminuzione della pressione colloidosmotica delle proteine [...]
  • Plesso
  • Intreccio di elementi anatomici affini, con riferimento soprattutto a vasi sanguigni e linfatici e a nervi. I plessi prendono nome dal tipo di formazione anatomica che li compone (plesso arterioso, [...]
  • Pòlipo
  • Proliferazione circoscritta, sessile o peducolata, della mucosa. In superficie il pòlipo è ricoperto da un epitelio a differenziazione ghiandolare. In genere si sviluppa sulle mucose di naso, utero o intestino, più raramente stomaco. Può insorgere a qualsiasi età. I pòlipi nasali sono quelli più frequenti; riconoscono cause diverse (riniti allergiche, infezioni croniche) e sono responsabili di ostruzione respiratoria cronica e saltuariamente di sanguinamenti. In qualche caso possono regredire con l’applicazione di spray a base di cortisonici, ma la terapia elettiva è l’asportazione chirurgica. I pòlipi uterini compaiono in genere tra i 35 e i 40 anni in seguito a squilibri ormonali associati a stimoli infiammatori cronici. Più spesso sono localizzati al fondo [...]
  • Peròssido di idrògeno
  • Sinonimo di acqua [...]
  • Pirimidine
  • Basi azotate (citosina, timina, uracile) che insieme alle purine concorrono [...]
  • Poliartrite
  • Processo infiammatorio che colpisce contemporaneamente più articolazioni. Può essere un’infezione dovuta a batteri quali stafilococco, streptococco, gonococco ecc. La forma più frequente è rappresentata dalla poliartrite reumatoide (vedi artrite reumatoide). Si tratta di un’infiammazione cronica delle articolazioni, che colpisce più spesso il sesso femminile soprattutto tra i 30-50 anni. La causa è tuttavia sconosciuta. Può colpire tutte le articolazioni, ma inizialmente interessa, di solito, il polso e le articolazioni delle dita. Si manifesta con dolori e rigidità articolari, specie al mattino, che si attenuano durante il giorno. Le articolazioni [...]
  • Parkinson, morbo di
  • (o paralisi agitante), malattia caratterizzata da degenerazione di strutture del sistema nervoso extrapiramidale, in particolare del nucleo grigio, componente essenziale del sistema extrapiramidale con cellule ricche di ferro e melanina (sostanza nera). È molto frequente e colpisce fra i 50 e i 60 anni, con lieve prevalenza nel sesso maschile. Fondamentale è la grande riduzione del contenuto in dopamina (neurotrasmettitore inibitorio) nella sostanza nera e nei gangli della base (caudato e putamen), con sbilanciamento dell’equilibrio esistente tra innervazione dopaminergica (inibitoria) e colinergica (eccitatoria) a favore di quest’ultima. Il morbo di Parkinson ha inizio insidioso e andamento progressivo. I sintomi tipici sono il tremore, l’ipertonia e l’acinesia, che possono anche essere presenti contemporaneamente. Il tremore, in genere il primo a comparire, ha una frequenza da quattro a sei scosse al secondo, ed è dovuto alla contrazione ritmica e alternata di alcuni gruppi muscolari e dei loro antagonisti. È un tremore “di posizione”, presente cioè solo quando la parte interessata è in riposo, mantenuta in una certa posizione. Inizia in genere alle mani (caratteristico è il movimento ripetuto del pollice sull’indice e sul medio, simile all’atto di contar soldi), per poi estendersi; cessa nel sonno, si accentua con i movimenti fini, le emozioni e il freddo. L’ipertonia è di tipo extrapiramidale. Caratteristico è il fenomeno della “troclea” o ruota dentata: per esempio, facendo compiere movimenti di estensione dell’avambraccio sul braccio, e palpando il bicipite, si percepisce una serie di [...]
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