T3. Significato del termine medico 'T3' presente nel dizionario medico online gratuito.   
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Significato termine medico T3

Sigla di triiodotironina (vedi tiroidei, ormoni).

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Altri termini medici nel dizionario medico che iniziano con la 'T'

  • Tifo addominale
  • Indice:Quadro clinicoTerapia(o ileotifo, o febbre tifoide), malattia infettiva causata dal batterio Salmonella typhi, diffuso soprattutto nelle zone a clima caldo e in condizioni igienico-sanitarie scadenti, dove la malattia è presente allo stato endemico. La fonte d’infezione è rappresentata dai soggetti malati e dai portatori, che eliminano la salmonella con le feci e nelle situazioni di scarsa igiene contaminano le acque destinate al consumo umano o all’irrigazione. L’uomo si contagia, quindi, bevendo acqua inquinata o consumando frutti di mare coltivati in zone vicine agli scarichi urbani, o verdure crude irrigate con acqua contaminata.Quadro clinicoI bacilli del tifo addominale penetrati nell’organismo si diffondono per via linfatica per poi passare nel circolo sanguigno, localizzandosi in breve nei follicoli linfatici dell’intestino (placche del Payer). Dopo un periodo di incubazione di 7-10 giorni insorgono cefalea, dolori muscolari, astenia, seguiti da febbre elevata, meteorismo, stitichezza ostinata, torpore psichico, confusione mentale. Il decorso successivo si può suddividere in quattro settenari (settimane): nel primo i bacilli sono reperibili nel sangue circolante, nella milza, nel fegato, nelle linfoghiandole e nel midollo osseo; nei successivi si trovano nelle feci perché la malattia provoca enterite. Le alterazioni intestinali [...]
  • Tubercolosi
  • Indice:ContagioQuadro clinicoTerapia e profilassi(o TBC, o tisi), malattia infettiva cronica causata da Mycobacterium tuberculosis; interessa qualsiasi organo del corpo, benché sede elettiva ne siano i polmoni.ContagioLa via di contagio più comune è quella aerea, per inalazione polmonare; possibile la contaminazione alimentare tramite latte di mucche infette (tubercolosi intestinale), oggi quasi scomparsa nei paesi occidentali. Il contagio avviene generalmente per via diretta, da persona a persona, tramite le secrezioni o le goccioline di vapore espulse dal soggetto malato con i colpi di tosse, e inalate dal soggetto sano in vicinanza, in ambienti chiusi. Poiché Mycobacterium tuberculosis è sensibile alle radiazioni ultraviolette, raramente il contagio avviene all’aperto alla luce del sole. Benché la tubercolosi sia una entità clinica relativamente rara nei paesi sviluppati, permangono un certo numero di soggetti tubercolino-positivi (positivi al Tine-test). La semplice positività alla tubercolina indica il pregresso incontro del soggetto con Mycobacterium tuberculosis, senza peraltro avere sviluppato una forma di malattia. La percentuale di soggetti positivi per il Tine-test è oggi fortemente ridotta, poiché le generazioni più recenti hanno avuto una scarsa possibilità di contagio rispetto a quelle più anziane. Nei paesi in via di sviluppo la tubercolosi rimane una frequente e grave forma infettiva, spesso mortale.Quadro clinicoLa malattia prevede tappe successive. Nell’infezione primaria, perlopiù clinicamente silente o aspecifica, il bacillo evoca una risposta infiammatoria polmonare e dei linfonodi ilari (granuloma), che evolve verso una calcificazione localizzata osservabile nei radiogrammi anche a distanza di anni. La presenza di calcificazioni linfonodali-ilari, in concomitanza a una positività al Tine-test, indica un pregresso contagio di Mycobacterium tuberculosis. In alcuni casi, i microrganismi possono permanere silenti per anni nelle sedi di infezione primaria, e successivamente entrare in fase di crescita e provocare le forme di tubercolosi secondarie. Gli eventi che favoriscono tale evoluzione non sono ancora del tutto noti (forse l’età, lo stato di immunodepressione). A seconda della sede del focolaio primario si distinguono la tubercolosi polmonare, che è la forma più frequente, e la tubercolosi [...]
  • Taenia sòlium
  • Verme platelminta cestode, lungo da 2 a 10 m; nella forma adulta [...]
  • Trimebutina
  • Farmaco antispastico, derivato della papaverina; è utilizzato particolarmente per [...]
  • Triiodotironina
  • Vedi tiroidei, [...]
  • Triazolam
  • Farmaco del gruppo [...]
  • Ticlopidina
  • Farmaco antiaggregante piastrinico impiegato nel trattamento profilattico e terapeutico di vasculopatie ischemiche, cardiache e cerebrali, trombosi venose, arteriopatie. Può determinare disturbi gastroenterici. Controindicato in [...]
  • Trombossani
  • Sostanze organiche, del gruppo delle prostaglandine, che derivano dall’acido arachidonico; hanno [...]
  • Trombofilìa
  • Condizione clinica caratterizzata da uno stato di ipercoagulabilità del sangue. Si [...]
  • Trombosi
  • Indice:Le diverse localizzazioni delle trombosiformazione di trombi nella cavità cardiaca o nei vasi sanguigni, con riduzione od ostruzione del lume del vaso. I sintomi e le conseguenze della trombosi possono essere molto gravi, in dipendenza dalla sede e dall’evoluzione del trombo.Le diverse localizzazioni delle trombosiA seconda della sede, si distinguono trombosi intracardiache, arteriose e venose. La trombosi del cuore, frequente in caso di endocarditi, di solito è un fenomeno terminale e presenta i sintomi comuni a tutte le forme gravi di insufficienza circolatoria, quali dispnea, cianosi, edema polmonare, così che raramente può essere diagnosticata con sicurezza durante la vita. Nelle trombosi arteriose gli effetti dipendono dall’impedito afflusso del sangue alla parte, quindi variano secondo la natura dell’organo colpito, l’importanza del vaso, la durata più o meno lunga del tempo di formazione del trombo condizionante la possibilità di [...]
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