Terapìe sessuali. Significato del termine medico 'Terapìe sessuali' presente nel dizionario medico online gratuito.   
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Significato termine medico Terapìe sessuali

Terapie psicologiche che tendono a migliorare o a risolvere i disturbi sessuali. La terapìa sessuale è utile e può avere risultati solo nel caso in cui il soggetto o i partners avvertano il disagio della loro situazione, e richiedano quindi l’ausilio della terapia e del terapeuta per risolverlo. Le terapìe sessuali classiche si possono suddividere in tre filoni principali. L’approccio comportamentista parte dal presupposto che il disturbo sessuale sia frutto di un apprendimento errato, e che quindi sia necessario e sufficiente, per eliminarlo, decondizionare l’individuo e in seguito sostituire il comportamento che crea disagio con un altro considerato più desiderabile (per esempio, invita il paziente con eiaculazione precoce, che è in genere iperattivo, e vive con ansia l’atto sessuale, ad addestrarsi, attraverso esercizi prescritti, ad assumere un atteggiamento passivo, per sperimentare l’abbandono alle sensazioni piacevoli dell’interazione erotica senza preoccuparsi del proprio disturbo). L’approccio sistemico fa risalire il disturbo sessuale alla difficoltà comunicativa della coppia, intervenendo attraverso una serie di sedute nelle quali il terapeuta analizzerà insieme alla coppia la situazione a livello relazionale. L’approccio psicoanalitico considera il disturbo sessuale come il segnale di una difficoltà più profonda e generalizzata, che dev’essere compresa nel quadro d’insieme della personalità dell’individuo; sarà dunque solo la ristrutturazione globale della personalità che potrà condurre alla soluzione del problema.Terapie psicologiche che tendono a migliorare o a risolvere i disturbi sessuali. La terapìa sessuale è utile e può avere risultati solo nel caso in cui



il soggetto o i partners avvertano il disagio della loro situazione, e richiedano quindi l’ausilio della terapia e del terapeuta per risolverlo. Le terapìe sessuali classiche si possono suddividere in tre filoni principali. L’approccio comportamentista parte dal presupposto che il disturbo sessuale sia frutto di un apprendimento errato, e che quindi sia necessario e sufficiente, per eliminarlo, decondizionare l’individuo e in seguito sostituire il comportamento che crea disagio con un altro considerato più desiderabile (per esempio, invita il paziente con eiaculazione precoce, che è in genere iperattivo, e vive con ansia l’atto sessuale, ad addestrarsi, attraverso esercizi prescritti, ad assumere un atteggiamento passivo, per sperimentare l’abbandono alle sensazioni piacevoli dell’interazione erotica senza preoccuparsi del proprio disturbo). L’approccio sistemico fa risalire il disturbo sessuale alla difficoltà comunicativa della coppia, intervenendo attraverso una serie di sedute nelle quali il terapeuta analizzerà insieme alla coppia la situazione a livello relazionale. L’approccio psicoanalitico considera il disturbo sessuale come il segnale di una difficoltà più profonda e generalizzata, che dev’essere compresa nel quadro d’insieme della personalità dell’individuo; sarà dunque solo la ristrutturazione globale della personalità che potrà condurre alla soluzione del problema.

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