Trasudato. Significato del termine medico 'Trasudato' presente nel dizionario medico online gratuito.   
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Significato termine medico Trasudato

Liquido ad alta fluidità e basso contenuto di proteine che si accumula nelle cavità sierose (idrope, idrotorace, ascite) o negli spazi intercellulari (edemi) in seguito a stasi del circolo venoso o linfatico. Si differenza dall’essudato, ricco di proteine e altri materiali, che si produce nei processi infiammatori.stasi del circolo venoso o linfatico. Si differenza dall’essudato, ricco di proteine e altri materiali, che si produce nei processi infiammatori.

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  • Tumore
  • Indice:Le cause dei tumoriL’epidemiologia dei tumoriLa prevenzione primaria dei tumoriLa prevenzione secondaria dei tumoriLa terapia dei tumoriTerapie alternative e tumori.(o neoplasia), neoformazione di tessuto costituito da cellule atipiche modificate rispetto alle normali. La malattia tumorale presenta almeno tre caratteristiche che la definiscono: clonalità (nella maggior parte dei casi, il tumore prende origine da una singola cellula mutata, che prolifera fino a formare un clone di cellule neoplastiche); anaplasia (mancanza della normale differenziazione cellulare); autonomia (la crescita è completamente svincolata dai meccanismi di regolazione che operano nell’organismo normale). I tumori vengono distinti in benigni o maligni, a seconda delle caratteristiche biologiche e morfologiche che ne determinano la maggiore o minore aggressività. È benigno ogni tumore che non mette in pericolo la vita; che si accresce lentamente per espansione (e non per invasione e infiltrazione dei tessuti circostanti); che è delimitato da una capsula fibrosa; che non dà metastasi (cioè le sue cellule non proliferano in modo selvaggio diffondendosi a distanza) e resta nella sede di origine; che può essere asportato chirurgicamente, con guarigione completa del paziente. Viceversa le caratteristiche fondamentali del tumore maligno (spesso chiamato genericamente cancro) sono la rapida proliferazione di cellule; la mancanza di una capsula fibrosa; l’accrescimento invasivo con infiltrazione progressiva dei tessuti e degli organi circostanti; la capacità di dare origine a localizzazioni secondarie (metastasi), lontane dalla sede primitiva d’insorgenza del tumore.Le cause dei tumoriI tumori dipendono da cause solo in parte comprese con esattezza. Lo sviluppo di un tumore è il risultato di un’interazione complessa di fattori, in parte interni all’organismo e in parte esterni a esso (per i processi che portano alla trasformazione di una cellula normale in cellula tumorale, vedi anche cancerogenesi). Per la maggior parte dei tumori il rischio cresce con l’età: a parte i tumori dell’infanzia (leucemie acute, neuroblastoma, tumore di Wilms, retinoblastoma, sarcomi dei tessuti molli), peraltro rari, la maggior parte dei tumori si sviluppa oltre i 50 anni, per il naturale calo delle difese dell’organismo e per il tempo maggiore di esposizione ai cancerogeni ambientali, che svolgono un ruolo fondamentale nell’insorgenza dei tumori. Complesso è il ruolo esercitato dai fattori genetici. Per molti dei tumori più comuni l’incidenza è più alta fra i pazienti con una storia familiare di tumore (da 3 fino a 30 volte). Per di più numerose affezioni ereditarie rare sono associate a un rischio di tumori maligni o alla presenza di numerose lesioni preneoplastiche, in grado di evolvere verso condizioni francamente maligne. Fra le rare e scarse forme sicuramente ereditarie le più importanti sono il retinoblastoma (che colpisce l’occhio), la poliposi familiare del colon e la simile sindrome di Gardner (vedi poliposi). Le condizioni preneoplastiche in grado di evolvere verso un tumore sono raggruppabili in quattro categorie principali: quelle con carattere di amartoma (la neurofibromatosi, la sindrome di Peutz-Jeghers dell’intestino, la sclerosi tuberosa ecc.), le genodermatosi (xeroderma pigmentoso, albinismo, epidermodisplasia verruciforme, epidermolisi bollosa ecc.), alcuni disordini a carico dei cromosomi (come le sindromi di Bloom e di Fanconi) e alcune immunodeficienze congenite (per esempio, l’atassia-teleangectasia, la sindrome di Wiskott-Aldrich ecc.). La razza è un fattore genetico anch’esso di complessa interpretazione, perché, oltretutto, fortemente influenzabile da abitudini culturali e fattori ambientali, come ben evidenziato dai mutamenti epidemiologici nelle popolazioni soggette a migrazione.L’epidemiologia dei tumoriLe indagini epidemiologiche degli ultimi decenni hanno attentamente analizzato la diffusione dei vari tumori, permettendo così di risalire al ruolo esercitato dall’ambiente e dalle abitudini di vita nella genesi tumorale: proprio le macroscopiche variazioni nella frequenza con cui si manifestano tutti i tumori più comuni nelle diverse popolazioni stanno alla base del concetto che buona parte di essi siano dovuti a cause ambientali. Di qui l’importanza di stabilire strategie di prevenzione verso i fattori di rischio significativo individuati nelle indagini epidemiologiche. In Italia muoiono per tumore circa 130 000 persone all’anno. Le sedi anatomiche più colpite, a parte il carcinoma della cute, che è certo il tumore più frequente, ma anche il più facilmente guaribile (perché facilmente identificabile ed eliminabile), sono nell’80% dei casi rappresentate da dieci localizzazioni elettive: polmone, mammella, sistema linfatico, stomaco, colon-retto, prostata, utero, vescica, midollo osseo, pancreas. Il tumore del polmone è uno dei più frequenti: rappresenta la causa di circa un terzo di tutte le morti per cancro. Al secondo posto fra i maschi i tumori della prostata. Nella donna la mammella è l’organo più frequentemente colpito (si è calcolato che circa una donna su 13 può andare incontro a questa malattia nel corso della vita). Indipendentemente dal sesso, il tumore oggi a più alta incidenza è quello del polmone, seguito dal cancro del colon-retto.La prevenzione primaria dei tumoriLa prevenzione dei tumori si articola su due livelli diversi e complementari. La prevenzione primaria mette in opera strategie profilattiche volte a impedire la comparsa del tumore, operando sui fattori di rischio, più o meno noti. La prevenzione secondaria è identificabile con la diagnosi precoce e quindi viene effettuata allo scopo di arrestare l’evoluzione del tumore nelle fasi iniziali del suo sviluppo. La prevenzione primaria comprende due operazioni: l’individuazione dei fattori di rischio, che aumentano la probabilità di ammalare di tumore, e la rimozione di tali fattori. Sul primo versante sono ormai centinaia i cancerogeni individuati con certezza o sufficiente probabilità. [...]
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  • Tromboelastogramma
  • Vedi tromboelastografia. [...]
  • Tiamfenicolo
  • Farmaco antibiotico derivato del cloramfenicolo, al quale è simile per [...]
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  • Intervento chirurgico di disostruzione di un vaso occluso da [...]
  • Tossiemìa
  • Presenza nel sangue di elevate concentrazioni di sostanze tossiche di origine endogena, a [...]
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