Termine medico: Varici degli arti inferiori

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Varici degli arti inferiori

Dilatazioni permanenti, con lesioni delle pareti, delle vene della coscia e della gamba. Nelle varici essenziali, accanto a un fattore predisponente ereditario sono da segnalare fattori favorevoli, quali gravidanza e obesità, intossicazione cronica (alcol, piombo, tabacco), dismetabolismi (diabete, gotta), alterazioni ormonali conseguenti alla menopausa. Le varici secondarie sono frequenti come complicazione di tromboflebiti o per compressione delle vene da parte di tumori. La sintomatologia consiste in senso di peso e tensione alle gambe, torpore e stancabilità, parestesie e sintomi generali, quali cefalea, vertigini e instabilità dell’equilibrio. Questi sintomi sono aggravati dalla stazione eretta, dal caldo, dall’iperlavoro e dall’abuso di tranquillanti e ansiolitici. Le vene dilatate sono riconoscibili come formazioni nodose e molli, che poi diventano tumefazioni bluastre e indolori. Le complicazioni, spesso frequenti, delle varici degli arti inferiori sono rottura, infezione e trombosi, edemi, alterazioni trofiche cutanee fino alle ulcere. La terapia è conservativa, basata sull’esercizio muscolare, l’uso di calze e bendaggi elastici e il riposo in posizione declive; medica, con sostanze sclerosanti; chirurgica, con stripping o safenectomia.
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Varicella
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Varici esofagee
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