Broncopolmonite
Processo infiammatorio acuto su base infettiva di bronchi e polmoni, costituito da multipli focolai infiammatori nel tessuto polmonare.
Generalmente rappresenta l’estensione di una precedente bronchite o bronchiolite.
È estremamente comune, e colpisce particolarmente bambini e anziani, per le minori resistenze immunitarie che caratterizzano l’infanzia e la vecchiaia, e stati patologici come diabete e alcolismo.
Altre condizioni predisponenti sono costituite da congestione ed edema polmonare (insufficienza cardiaca congestizia); da perdita o soppressione del riflesso della tosse (negli stati di coma, di anestesia; vedi anche ab ingestis); da diminuita motilità delle ciglia dell’epitelio bronchiale, che si verifica nei forti fumatori e nei soggetti esposti a gas corrosivi.
I focolai, generalmente bilaterali, si distribuiscono preferenzialmente nei segmenti basali dei polmoni, data la tendenza dei secreti a gravitare nei lobi inferiori.
Gli agenti batterici più comunemente responsabili sono lo pneumococco, gli stafilococchi, l'Haemophilus influentiae, il mycoplasma, la clamidie, la legionella e lo Pseudomonas aeruginosa.
Sempre più frequenti sono le broncopolmoniti da infezioni ospedaliere dovute a batteri comuni, che possono aver acquisito in ambiente ospedaliero particolari caratteristiche di antibiotico-resistenza ed essere introdotti nel paziente tramite manovre terapeutiche invasive (per esempio, cateterizzazioni).
La sintomatologia è rappresentata da febbre elevata, tosse, espettorato e dispnea.
La prognosi varia grandemente a seconda dell’agente batterico in causa.
La terapia è a base di antibiotici e antipiretici.