Lettera D

Delirio

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Disturbo psichico caratterizzato da costruzioni mentali senza nesso con i fatti reali, e non correggibili razionalmente dal soggetto in base all’esperienza e alla critica; caratteristica è l’assoluta certezza che il soggetto ha della realtà delle sue rappresentazioni mentali.

Il delirio si può riscontrare in diverse patologie: schizofrenia, psicosi maniaco-depressiva, quadri psicorganici, stati tossici.

È detto delirio primario quando insorge indipendentemente da altri elementi psichici, e appare inspiegabile.

Il delirio secondario (o deliroide) può svilupparsi nei disturbi dell’affettività, nelle personalità psicopatiche, in particolari situazioni traumatiche e ambientali.

A seconda del grado di conservazione dello stato di coscienza, si parla di delirio lucido e delirio confuso.

Il delirio lucido può essere elementare (o frammentario), scarsamente elaborato, con idee isolate e non organizzate; sistematizzato, con buona organizzazione e strutturazione.

Il delirio confuso è caratterizzato da evidente stato confusionale.

I contenuti deliranti possono essere vari, per cui si può parlare di delirio di persecuzione, dovuto alla convinzione di trovarsi in un ambiente ostile (delirio di riferimento, di influenzamento, di veneficio ecc.); delirio di trasformazione del proprio corpo o del mondo esterno (delirio di trasformazione cosmica, zooantropico ecc.); delirio depressivo, legato a particolari angosce e caratterizzato da fondamentale pessimismo (delirio di colpa, di rovina, di negazione ecc.); delirio mistico, convinzione di particolari esperienze in rapporto con la divinità; delirio espansivo, con temi svariati caratterizzati da orgoglio, sicurezza, esaltazione (delirio di grandezza, genealogico ecc.); delirio di gelosia, quando il soggetto crede fermamente di essere tradito dal partner (soprattutto nell’etilismo cronico).

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