Lettera I

Infarto intestinale

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Brusca interruzione del circolo sanguigno a livello della rete mesenterica da ostruzione arteriosa o venosa, che evolve verso la necrosi di una parte più o meno estesa dell'intestino.

Le cause di ostruzione circolatoria possono essere: la formazione di trombi su placche aterotiche; l’arrivo di emboli dalla circolazione generale (tipicamente nei portatori di fibrillazione atriale); cali pressori apparentemente senza spiegazioni.

L’ischemia può interessare sia il distretto arterioso, sia quello venoso.

I sintomi e la gravità del quadro dipendono dalla lunghezza del tratto non irrorato e dalla rapidità con cui si formano circoli collaterali da zone vicine: possono andare dalla più completa asintomaticità fino alla comparsa improvvisa di violenti dolori addominali, seguiti da peritonite e shock.

La diagnosi è arteriografica, se i disturbi e la radiografia dell’addome hanno fatto sospettare un infarto intestinale.

La terapia è chirurgica e, se la rivascolarizzazione avviene in tempi brevi, le possibilità di recupero sono ottimali; purtroppo nei tre quarti dei casi l’intervento è tardivo, con un intestino ormai andato in necrosi: ciò spiega la necessità di asportare ampi tratti di tubo digerente e la mortalità ancora vicina al 20%.

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