Prostatite
Infezione della prostata causata da batteri (stafilococchi, streptococchi, enterococchi, enterobacteriacee come l'Escherichia coli) o, eccezionalmente, da virus.
Di solito sono contemporaneamente colpite le vescichette seminali.
Generalmente i microrganismi raggiungono l’organo attraverso il sangue; più raramente provengono da un’infezione dell’uretra.
Si distinguono due forme di prostatite, una acuta e una cronica.
La prostatite acuta si manifesta con febbre, dolore della regione rettale, disturbi nell’eliminazione dell’urina e disturbi sessuali: diminuzione della libido, coito molto doloroso.
La terapia si basa sulla somministrazione di antibiotici (chinolonici, cotrimoxazolo, aminoglicosidi).
Tale terapia va continuata per 4-6 settimane e controlli colturali vanno eseguiti dopo 1 e 3 mesi.
La prostatite cronica, frequente negli individui con età superiore a 50 anni, è di solito la cronicizzazione di una forma acuta non trattata in modo adeguato.
Sono fattori predisponenti i traumi perineali lievi ripetuti (equitazione, ciclismo, viaggi automobilistici su strade sconnesse ecc.), le emorroidi, gli eccessi alcolici, la stitichezza.
I sintomi sono simili a quelli della forma acuta, con prevalenza di quelli generali: scarso appetito, stanchezza, dimagrimento, dolori articolari ecc.
La terapia non è facile in quanto gli antibiotici hanno scarso effetto.
È utile una condotta di igiene alimentare con abolizione dell’alcol e delle droghe irritanti, ed evitare tutte le attività fisiche che comportano traumi perineali.