Lettera O

Organoterapìa

1.473 visualizzazioni

Pratica terapeutica, appartenente alle cosiddette terapie naturali, che utilizza estratti ghiandolari e tessuti omologhi, diluiti e dinamizzati come i rimedi omeopatici; differisce dall’opoterapia, che impiega gli stessi principi attivi, ma in quantità pesabili (dosi ponderali).

L’organoterapìa si propone di agire sulle ghiandole e sui tessuti del corpo umano per riequilibrarne il funzionamento perturbato, stimolandoli o frenandoli secondo regole precise.

Uno dei principi basilari dell’organoterapìa sostiene che l’organo malato è sensibile al suo omologo sano: dunque per agire su un certo organo si debbono somministrare estratti diluiti e dinamizzati di questo stesso organo (per esempio, per curare l’intestino si somministrano estratti di intestino).

Un altro principio è basato sulla proprietà trifasica del medicamento omeopatico, secondo la quale esso esercita un’azione eccitatrice, o frenatrice o regolatrice, a seconda delle diluizioni.

Le diluizioni 4-5 CH sono stimolatrici; le diluizioni 9-15 CH sono inibenti; mentre le diluizioni 7 CH sono regolatrici.

I prelievi d’organi sono realizzati su animali (bue, montone o suino) riconosciuti sani; dagli organi viene preparata la tintura madre e da qui le successive diluizioni, secondo il metodo centesimale hahnemaniano.

Queste vengono somministrate in genere per via orale, o in supposte per via rettale.

Condividi questa definizione

Avvertenza sanitaria

Le informazioni di questa pagina hanno finalità esclusivamente divulgative e informative e non costituiscono in alcun modo un consulto medico.

  • Non sostituiscono il parere del medico, del farmacista o di altri professionisti sanitari.
  • Non rappresentano una prescrizione di farmaci, esami diagnostici o terapie.
  • In caso di sintomi, dubbi o preoccupazioni sulla salute, consulta sempre un medico qualificato.

In caso di emergenza chiama il 112 (numero unico europeo).