Distrofìe Muscolari
Definizione medica del termine Distrofìe Muscolari
Ultimi cercati: Jacksoniana, crisi - Antiadrenèrgici - Adenocarcinoma - Simpàtico, sistema - Permeabilità
Definizione di Distrofìe Muscolari
Distrofìe Muscolari
Indice:Forme di distrofia muscolaremalattie ereditarie dei muscoli striati, geneticamente determinate, conseguenza cioè di un errore localizzato in un frammento della molecola di DNA di un cromosoma.
Sono dovute ad alterazioni di proteine del sarcolemma (distrofina, sarcoglicano e merosina), la membrana che ricopre la fibrocellula muscolare, che servono a stabilizzare le proteine contrattili (actina e miosina) Colpiscono quasi sempre giovani.
Sono caratterizzate da atrofie, localizzate in genere ai cingoli scapolare e pelvico e al tronco.
In alcune forme i muscoli si presentano invece ingrossati e di aspetto atletico, ma hanno ridotta funzionalità (pseudoipertrofia).
Nelle fasi avanzate gran parte del tessuto muscolare è sostituito da tessuto fibroso e da grasso.
Forme di distrofia muscolareLa più diffusa è la distrofìa muscolare di Duchenne, che si presenta in due forme, l’una trasmessa attraverso i cromosomi sessuali e l’altra attraverso gli autosomi.
La prima è la più grave e la più frequente fra tutte le distrofìe muscolari progressive; si trasmette attraverso le madri unicamente ai figli maschi.
Ha un'incidenza di 1:3.000 nati maschi.
Inizia a 2-4 anni: il bimbo cade con facilità, si rialza a stento, quasi arrampicandosi; l’andatura è anserina; in seguito i muscoli dei polpacci si ingrossano; entro pochi anni la malattia si diffonde agli altri distretti corporei, per cui prima della pubertà questi soggetti sono immobilizzati sulla sedia a rotelle, obesi, con retrazioni e contratture che fanno loro assumere posizioni viziate, mentre la mente si mantiene lucida; la morte avviene in genere verso i 20 anni per broncopolmonite o scompenso cardiaco, poiché la distrofìa muscolare colpisce anche i muscoli respiratori e il tessuto muscolare cardiaco.
In un numero limitato di casi di distrofìa muscolare di Duchenne (varietà di Becker-Kiener) l’inizio è più tardivo e l’evoluzione più benigna.
La forma a trasmissione autosomica dominante è rara e colpisce le bambine; è simile alla forma a trasmissione cromosomica, ma più benigna.
La distrofìa muscolare dei cingoli, la più frequente dopo la Duchenne, è caratterizzata da atrofie che partono dai muscoli del cingolo scapolo-omerale e pelvico.
Inizia nel secondo decennio di vita e si diffonde molto lentamente.
La distrofìa muscolare di Landouzy-Déjérine, rara, insorge tra i 10 e i 30 anni; interessa dapprima solo la muscolatura mimica e in seguito i cingoli scapolari e le estremità prossimali degli arti superiori; l’inabilità è molto tardiva.
La distrofìa muscolare distale di Welander, abbastanza benigna, inizia intorno ai 50 anni interessando i muscoli dell’avambraccio e della mano.
La distrofìa muscolare oculare di Kiloh-Nevin inizia nell’infanzia con ptosi palpebrale e riduzione della motilità oculare in tutte le direzioni; conduce lentissimamente alla completa fissità dello sguardo e interessa poi anche i muscoli facciali e orofaringei.
Esistono poi numerose miopatie congenite, assai rare, ad andamento spesso benigno, caratterizzate clinicamente da un’estrema ipotonia.
Ai fini della definizione diagnostica delle distrofìe muscolari sono indispensabili la biopsia muscolare e l’elettromiografia.
Molto importanti sono poi gli esami compiuti sul siero di sangue per misurare la quantità degli enzimi contenuti nelle fibrocellule muscolari (soprattutto la creatinfosfochinasi), altissima già negli stadi iniziali della malattia e alta in molte, ma non in tutte, le portatrici sane della Duchenne.
Per individuare le portatrici sane si può ricorrere all’esame del corredo cromosomico.
Non esistendo una terapia risolutiva, molto importante è la fisiochinesiterapia per prevenire le retrazioni, l’atrofia conseguente al mancato uso delle fibre muscolari sane, l’obesità, e per rinforzare i muscoli respiratori.
Sono dovute ad alterazioni di proteine del sarcolemma (distrofina, sarcoglicano e merosina), la membrana che ricopre la fibrocellula muscolare, che servono a stabilizzare le proteine contrattili (actina e miosina) Colpiscono quasi sempre giovani.
Sono caratterizzate da atrofie, localizzate in genere ai cingoli scapolare e pelvico e al tronco.
In alcune forme i muscoli si presentano invece ingrossati e di aspetto atletico, ma hanno ridotta funzionalità (pseudoipertrofia).
Nelle fasi avanzate gran parte del tessuto muscolare è sostituito da tessuto fibroso e da grasso.
Forme di distrofia muscolareLa più diffusa è la distrofìa muscolare di Duchenne, che si presenta in due forme, l’una trasmessa attraverso i cromosomi sessuali e l’altra attraverso gli autosomi.
La prima è la più grave e la più frequente fra tutte le distrofìe muscolari progressive; si trasmette attraverso le madri unicamente ai figli maschi.
Ha un'incidenza di 1:3.000 nati maschi.
Inizia a 2-4 anni: il bimbo cade con facilità, si rialza a stento, quasi arrampicandosi; l’andatura è anserina; in seguito i muscoli dei polpacci si ingrossano; entro pochi anni la malattia si diffonde agli altri distretti corporei, per cui prima della pubertà questi soggetti sono immobilizzati sulla sedia a rotelle, obesi, con retrazioni e contratture che fanno loro assumere posizioni viziate, mentre la mente si mantiene lucida; la morte avviene in genere verso i 20 anni per broncopolmonite o scompenso cardiaco, poiché la distrofìa muscolare colpisce anche i muscoli respiratori e il tessuto muscolare cardiaco.
In un numero limitato di casi di distrofìa muscolare di Duchenne (varietà di Becker-Kiener) l’inizio è più tardivo e l’evoluzione più benigna.
La forma a trasmissione autosomica dominante è rara e colpisce le bambine; è simile alla forma a trasmissione cromosomica, ma più benigna.
La distrofìa muscolare dei cingoli, la più frequente dopo la Duchenne, è caratterizzata da atrofie che partono dai muscoli del cingolo scapolo-omerale e pelvico.
Inizia nel secondo decennio di vita e si diffonde molto lentamente.
La distrofìa muscolare di Landouzy-Déjérine, rara, insorge tra i 10 e i 30 anni; interessa dapprima solo la muscolatura mimica e in seguito i cingoli scapolari e le estremità prossimali degli arti superiori; l’inabilità è molto tardiva.
La distrofìa muscolare distale di Welander, abbastanza benigna, inizia intorno ai 50 anni interessando i muscoli dell’avambraccio e della mano.
La distrofìa muscolare oculare di Kiloh-Nevin inizia nell’infanzia con ptosi palpebrale e riduzione della motilità oculare in tutte le direzioni; conduce lentissimamente alla completa fissità dello sguardo e interessa poi anche i muscoli facciali e orofaringei.
Esistono poi numerose miopatie congenite, assai rare, ad andamento spesso benigno, caratterizzate clinicamente da un’estrema ipotonia.
Ai fini della definizione diagnostica delle distrofìe muscolari sono indispensabili la biopsia muscolare e l’elettromiografia.
Molto importanti sono poi gli esami compiuti sul siero di sangue per misurare la quantità degli enzimi contenuti nelle fibrocellule muscolari (soprattutto la creatinfosfochinasi), altissima già negli stadi iniziali della malattia e alta in molte, ma non in tutte, le portatrici sane della Duchenne.
Per individuare le portatrici sane si può ricorrere all’esame del corredo cromosomico.
Non esistendo una terapia risolutiva, molto importante è la fisiochinesiterapia per prevenire le retrazioni, l’atrofia conseguente al mancato uso delle fibre muscolari sane, l’obesità, e per rinforzare i muscoli respiratori.
Altri termini medici
Cinto Erniario
Apparecchio ortopedico, costituito da una cintura e da cuscinetti, usato per contenere le ernie addominali. I cuscinetti sono appoggiati nel...
Definizione completa
Ascella
(o cavo ascellare), regione posta alla radice dell’arto superiore, tra braccio e tronco; ha forma di fessura se l’arto è...
Definizione completa
Odontoscopìa
Complesso delle tecniche per il rilevamento dell’impronta dei denti, usate come mezzo d’identificazione in medicina legale....
Definizione completa
Fosfaturia
Presenza di fosfati nelle urine in quantità superiore alla norma (di solito associata a poliuria). Si riscontrano alti valori di...
Definizione completa
Elastoressi Retìnica
Malattia a carattere eredo-familiare, consistente nella degenerazione del tessuto elastico della retina....
Definizione completa
Piroxicam
Farmaco antinfiammatorio, appartenente al gruppo dei FANS, impiegato nei reumatismi degenerativi ed extrarticolari, e nell’artrite reumatoide. È disponibile in commercio...
Definizione completa
Ecolalìa
Stereotipia verbale caratterizzata dalla ripetizione di parole o frasi dette da un’altra persona: è detta palilalia se riguarda la ripetizione...
Definizione completa
Soglia Renale
Concentrazione minima di una sostanza nel plasma, sufficiente per provocare l’eliminazione della sostanza stessa, attraverso i glomeruli renali, nell’urina....
Definizione completa
Diamo i numeri
Orgogliosi dei nostri numeri e dei servizi che offriamo.
7650
termini medici
6559
giorni online
636223
