Lettera E

Ematoma subdurale

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Stravaso di sangue nello spazio subdurale, tra dura madre ed encefalo, dovuto a trauma cranico; se ne distinguono una forma acuta e una cronica.

La prima consegue a violenti traumi cranici fratturanti; si localizza spesso sulla convessità degli emisferi, accompagnato da focolai lacero-contusivi cerebrali.

Dopo un breve stato commotivo (vedi commozione cerebrale), seguito da un breve intervallo libero, si entra nel periodo di stato, con cefalea, vomito, sonnolenza, e poi coma, midriasi, emiparesi e crisi convulsive.

Spesso i sintomi hanno un’evoluzione fluttuante.

La raccolta ematica è evidenziata dall’angiografia e dalla TAC.

La terapia, chirurgica, consiste nello svuotamento dell’ematoma.

La prognosi è riservata.

L’ematoma subdurale cronico colpisce soprattutto gli uomini anziani, specie se alcolisti e arteriosclerotici, in genere dopo un trauma minimo.

Ha sede sulla convessità emisferica in regione fronto-parietale, spesso è bilaterale.

Dopo un intervallo libero, di durata compresa fra 3-4 settimane e 1-2 anni, si ha il periodo di stato, con cefalea gravativa, vertigini, turbe dell’equilibrio, disturbi psichici variabili, sintomi di ipertensione endocranica (cefalea, vomito, papilla da stasi), disturbi motori (sintomatologia analoga a quella di un tumore emisferico).

L’ematoma subdurale cronico è mortale se non si interviene chirurgicamente, ma l’esito è in genere buono se l’intervento è precoce.

Non sono però rari postumi permanenti, come paresi e decadimento demenziale causati dalla lunga compressione cerebrale.

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