Emoderivati
Definizione medica del termine Emoderivati
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Definizione di Emoderivati
Emoderivati
Componenti del sangue (globuli rossi, piastrine, granulociti, plasma, fattori della coagulazione ecc.), utilizzati nelle trasfusioni.
Permettono di ovviare alle limitazioni poste dalla trasfusione di sangue intero, consentendo così di infondere al paziente i soli componenti dei quali necessita e risparmiare gli altri, da utilizzare successivamente per altri casi.
Attualmente il sangue intero trova indicazione soltanto in caso di anemie postemorragiche acute con perdita di almeno il 20-30% della massa circolante, oppure per l’exsanguinotrasfusione del neonato.
La trasfusione di globuli rossi può utilizzare globuli rossi concentrati (dopo centrifugazione e allontanamento del plasma con rimozione del 70% circa dei globuli bianchi), oppure congelati (indicati nei pazienti con precedenti reazioni trasfusionali o immunodepressi) o filtrati (previo allontanamento di tutti i globuli bianchi, piastrine, microaggregati e proteine plasmatiche; indicati nei pazienti con ipersensibilità nei confronti dei componenti del plasma).
Analogamente, in pazienti che hanno bisogno di trasfusioni di piastrine e granulociti, possono essere utilizzati piastrine e granulociti concentrati, caratterizzati però entrambi da una breve emivita.
In casi particolari le piastrine vengono preparate anche come concentrati derivati da un unico donatore (piastrine monodonatore).
Il plasma fresco viene invece impiegato per correggere stati di shock con ipovolemia (per esempio: diarrea, vomito incontrollabile del colera; ustioni estese e gravi) senza per questo dover ricorrere alla infusione degli elementi corpuscolati del sangue.
Tuttavia attualmente si preferisce ricorrere a sostituti del plasma (plasma expanders) al fine di evitare contagio con il virus dell’epatite.
Grande importanza tra gli emoderivati rivestono anche i fattori della coagulazione: concentrati del fattore VIII (per l’emofilia A), concentrati dei fattori II, VII, IX, X (per l’emofilia B e per correggere l’iperdosaggio da anticoagulanti), tutti sottoposti oggi a un pretrattamento termico per evitare, essendo ricavati da grandi quantità di plasma fresco, rischi di epatite da siero e AIDS.
L’albumina viene prodotta industrialmente e impiegata nella terapia delle malnutrizioni, della cachessia neoplastica, delle ustioni, nelle forme più gravi di insufficienza epatica ecc.
Per ottenere le immunoglobuline umane (rispettivamente chiamate aspecifiche, o normali, e specifiche) destinate alla sieroprofilassi e alla sieroterapia (per esempio, sieroprofilassi antiepatitica, antivaricella; sieroterapia antirabbica, antitetanica) è invece necessario ricorrere alla donazione di volontari (almeno 1000), immunizzati attivamente contro determinati virus o tossine.
Permettono di ovviare alle limitazioni poste dalla trasfusione di sangue intero, consentendo così di infondere al paziente i soli componenti dei quali necessita e risparmiare gli altri, da utilizzare successivamente per altri casi.
Attualmente il sangue intero trova indicazione soltanto in caso di anemie postemorragiche acute con perdita di almeno il 20-30% della massa circolante, oppure per l’exsanguinotrasfusione del neonato.
La trasfusione di globuli rossi può utilizzare globuli rossi concentrati (dopo centrifugazione e allontanamento del plasma con rimozione del 70% circa dei globuli bianchi), oppure congelati (indicati nei pazienti con precedenti reazioni trasfusionali o immunodepressi) o filtrati (previo allontanamento di tutti i globuli bianchi, piastrine, microaggregati e proteine plasmatiche; indicati nei pazienti con ipersensibilità nei confronti dei componenti del plasma).
Analogamente, in pazienti che hanno bisogno di trasfusioni di piastrine e granulociti, possono essere utilizzati piastrine e granulociti concentrati, caratterizzati però entrambi da una breve emivita.
In casi particolari le piastrine vengono preparate anche come concentrati derivati da un unico donatore (piastrine monodonatore).
Il plasma fresco viene invece impiegato per correggere stati di shock con ipovolemia (per esempio: diarrea, vomito incontrollabile del colera; ustioni estese e gravi) senza per questo dover ricorrere alla infusione degli elementi corpuscolati del sangue.
Tuttavia attualmente si preferisce ricorrere a sostituti del plasma (plasma expanders) al fine di evitare contagio con il virus dell’epatite.
Grande importanza tra gli emoderivati rivestono anche i fattori della coagulazione: concentrati del fattore VIII (per l’emofilia A), concentrati dei fattori II, VII, IX, X (per l’emofilia B e per correggere l’iperdosaggio da anticoagulanti), tutti sottoposti oggi a un pretrattamento termico per evitare, essendo ricavati da grandi quantità di plasma fresco, rischi di epatite da siero e AIDS.
L’albumina viene prodotta industrialmente e impiegata nella terapia delle malnutrizioni, della cachessia neoplastica, delle ustioni, nelle forme più gravi di insufficienza epatica ecc.
Per ottenere le immunoglobuline umane (rispettivamente chiamate aspecifiche, o normali, e specifiche) destinate alla sieroprofilassi e alla sieroterapia (per esempio, sieroprofilassi antiepatitica, antivaricella; sieroterapia antirabbica, antitetanica) è invece necessario ricorrere alla donazione di volontari (almeno 1000), immunizzati attivamente contro determinati virus o tossine.
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