Allattamento
Definizione medica del termine Allattamento
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Definizione di Allattamento
Allattamento
Indice:Allattamento materno e allattamento artificiale:primo tipo di alimentazione del bambino, a base di latte.
L’alimentazione deve essere il più possibile precoce e incentrata sull’allattamento materno, o allattamento naturale.
Nelle prime sei ore di vita il bambino deve essere attaccato al seno; queste suzioni hanno scarso valore nutritivo, apportando al neonato solo piccole quantità di colostro, ma stimolano la secrezione lattea e aiutano la madre a entrare in rapporto col figlio dopo la separazione del parto.
Nel bimbo normale sono necessari sei pasti al giorno durante il primo mese di vita, poi cinque sino al divezzamento.
Nei primi giorni di vita l’allattamento dovrebbe essere dato in poppate di 5-10 minuti a entrambe le mammelle ogni 4 ore.
È opportuno integrare l’alimentazione con somministrazioni di soluzione glucosata al 5-10%.
Per 4-5 mesi, dopo la prima settimana, il neonato dovrebbe assumere giornalmente circa 150 g di latte per ogni kg di peso (cioè 450 g quando pesa 3 kg, 600 g quando pesa 4 kg ecc.).
Il sistema della doppia pesata del neonato (prima e dopo la poppata) permette di accertare se ha mangiato quanto previsto.Allattamento materno e allattamento artificialeL’allattamento materno è da preferire in quanto permette un contatto madre-bambino più intimo, molto importante per lo sviluppo psicoaffettivo, e fondamento della vita di relazione del bambino.
Il latte materno è privo di fattori allergizzanti e ricco di immunoglobuline, in particolare IgA secretorie, che esplicano una funzione protettiva a livello intestinale; contiene lattoferritina, che blocca lo sviluppo dei batteri intestinali sottraendo loro il ferro.
Gli impedimenti della madre all’allattamento sono relativamente rari: ipo- o agalattia, malattie generali gravi (malattie infettive, tbc, tumori, psicosi ecc.) o notevoli deficit della vista.
Tra gli impedimenti del neonato: malformazioni della bocca; prematurità e debolezza del riflesso di suzione e di deglutizione, per cui il neonato si stanca di succhiare e non ingerisce latte a sufficienza; stomatiti; malattia emolitica del neonato.
L’allattamento artificiale viene adottato quando non sia possibile quello materno; attualmente vengono impiegati latti adattati in polvere, di produzione industriale, con composizione vicina al latte materno, in quanto il latte vaccino come tale non è adatto per l’alimentazione del lattante nei primi mesi di vita.
Nei primi tre mesi è consigliabile l’uso di un latte adattato i cui requisiti nutritivi consistono in: basso contenuto di proteine e sali minerali, apporto adeguato di acidi grassi essenziali (acido linoleico), quota glicidica quasi interamente costituita da lattosio.
Dopo il terzo-quarto mese può essere aumentato l’apporto proteico passando a un latte di seguito; importante è l’uso di un latte integrato con vitamine.
Dopo il quarto-quinto mese, quando si sta per iniziare il divezzamento, possono essere adoperati altri latti, compreso quello vaccino adeguatamente diluito.
L’alimentazione deve essere il più possibile precoce e incentrata sull’allattamento materno, o allattamento naturale.
Nelle prime sei ore di vita il bambino deve essere attaccato al seno; queste suzioni hanno scarso valore nutritivo, apportando al neonato solo piccole quantità di colostro, ma stimolano la secrezione lattea e aiutano la madre a entrare in rapporto col figlio dopo la separazione del parto.
Nel bimbo normale sono necessari sei pasti al giorno durante il primo mese di vita, poi cinque sino al divezzamento.
Nei primi giorni di vita l’allattamento dovrebbe essere dato in poppate di 5-10 minuti a entrambe le mammelle ogni 4 ore.
È opportuno integrare l’alimentazione con somministrazioni di soluzione glucosata al 5-10%.
Per 4-5 mesi, dopo la prima settimana, il neonato dovrebbe assumere giornalmente circa 150 g di latte per ogni kg di peso (cioè 450 g quando pesa 3 kg, 600 g quando pesa 4 kg ecc.).
Il sistema della doppia pesata del neonato (prima e dopo la poppata) permette di accertare se ha mangiato quanto previsto.Allattamento materno e allattamento artificialeL’allattamento materno è da preferire in quanto permette un contatto madre-bambino più intimo, molto importante per lo sviluppo psicoaffettivo, e fondamento della vita di relazione del bambino.
Il latte materno è privo di fattori allergizzanti e ricco di immunoglobuline, in particolare IgA secretorie, che esplicano una funzione protettiva a livello intestinale; contiene lattoferritina, che blocca lo sviluppo dei batteri intestinali sottraendo loro il ferro.
Gli impedimenti della madre all’allattamento sono relativamente rari: ipo- o agalattia, malattie generali gravi (malattie infettive, tbc, tumori, psicosi ecc.) o notevoli deficit della vista.
Tra gli impedimenti del neonato: malformazioni della bocca; prematurità e debolezza del riflesso di suzione e di deglutizione, per cui il neonato si stanca di succhiare e non ingerisce latte a sufficienza; stomatiti; malattia emolitica del neonato.
L’allattamento artificiale viene adottato quando non sia possibile quello materno; attualmente vengono impiegati latti adattati in polvere, di produzione industriale, con composizione vicina al latte materno, in quanto il latte vaccino come tale non è adatto per l’alimentazione del lattante nei primi mesi di vita.
Nei primi tre mesi è consigliabile l’uso di un latte adattato i cui requisiti nutritivi consistono in: basso contenuto di proteine e sali minerali, apporto adeguato di acidi grassi essenziali (acido linoleico), quota glicidica quasi interamente costituita da lattosio.
Dopo il terzo-quarto mese può essere aumentato l’apporto proteico passando a un latte di seguito; importante è l’uso di un latte integrato con vitamine.
Dopo il quarto-quinto mese, quando si sta per iniziare il divezzamento, possono essere adoperati altri latti, compreso quello vaccino adeguatamente diluito.
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