Arteriopatìe Perifèriche
Definizione medica del termine Arteriopatìe Perifèriche
Ultimi cercati: Idrologìa mèdica - Decìdua - Cromoglicato di sodio - Dispositivo intrauterino - àdipe
Definizione di Arteriopatìe Perifèriche
Arteriopatìe Perifèriche
Malattie degli arti, prevalentemente inferiori, caratterizzate dall’occlusione progressiva o acuta, rispettivamente per opera di placche aterosclerotiche o di emboli da esse distaccatisi.
L’occlusione può essere talora originata da processi infiammatori, per esempio, nella tromboangioite obliterante.
Le sedi maggiormente colpite sono rappresentate dalle arterie iliache comuni, dalle arterie femorali e dalle arterie della gamba e del piede.
I sintomi compaiono in relazione all’aumento delle richieste di ossigeno (per esempio, durante esercizio fisico), cui l’arto occluso non può far fronte: l’ischemia che ne consegue provoca l’accumulo nel tessuto colpito di sostanze tossiche in grado di provocare il dolore.
Quest’ultimo si manifesta innanzitutto con la deambulazione, tanto più precocemente (dalle centinaia di metri a pochi passi) quanto più ristretto è il lume del vaso.
Classicamente il dolore si attenua con il riposo e questa situazione prende appunto il nome di claudicatio intermittens (zoppicamento intermittente) per il tipico andamento della sintomatologia: nella forma classica il paziente infatti è costretto a fermarsi a causa dei crampi al polpaccio, dopo aver effettuato percorsi di una lunghezza variabile (50, 100, 200 metri) a seconda della gravità della forma.
Nelle fasi più avanzate della malattia il paziente è costretto a tenere le gambe quasi costantemente giù dal letto, per aumentare la stasi sanguigna e quindi favorire l’utilizzazione di ossigeno per ridurre l’ischemia e il dolore, ormai costante anche a riposo.
La sede del dolore può essere indicativa della sede della lesione; informazioni più precise vengono ottenute con la palpazione dei polsi periferici: la palpazione delle arterie femorali, poplitee, tibiali posteriori e pedidie consente di valutare una ridotta pulsatilità rispetto all’arto sano.
Altri segni di ridotta vascolarizzazione sono dati dal pallore dell’arto, soprattutto le estremità, fredde e con compromissione del trofismo cutaneo (riduzione dei peli, distrofie delle unghie, assottigliamento e ulcerazione dell’epidermide) fino a vere e proprie gangrene.
La valutazione più precisa di un’arteriopatìa perifèrica richiede l’esecuzione di esami strumentali: l’oscillometria permette di misurare l’ampiezza delle oscillazioni impresse dalla contrazione cardiaca (tanto più ampie quanto più il vaso è pervio); analoghi risultati sono ottenibili con l’ultrasonografia a effetto doppler (vedi anche doppler).
L’arteriografia è l’esame più preciso per valutare forma e calibro delle arterie.
Smettere di fumare e incrementare gradatamente l’esercizio fisico sono misure terapeutiche di primaria importanza: i farmaci oggi a disposizione (principalmente la pentossifillina) non sortiscono grandi effetti.
Nei casi più avanzati può essere preso in considerazione l’intervento chirurgico (per le ostruzioni acute, vedi anche embolia periferica ed embolia polmonare).
L’occlusione può essere talora originata da processi infiammatori, per esempio, nella tromboangioite obliterante.
Le sedi maggiormente colpite sono rappresentate dalle arterie iliache comuni, dalle arterie femorali e dalle arterie della gamba e del piede.
I sintomi compaiono in relazione all’aumento delle richieste di ossigeno (per esempio, durante esercizio fisico), cui l’arto occluso non può far fronte: l’ischemia che ne consegue provoca l’accumulo nel tessuto colpito di sostanze tossiche in grado di provocare il dolore.
Quest’ultimo si manifesta innanzitutto con la deambulazione, tanto più precocemente (dalle centinaia di metri a pochi passi) quanto più ristretto è il lume del vaso.
Classicamente il dolore si attenua con il riposo e questa situazione prende appunto il nome di claudicatio intermittens (zoppicamento intermittente) per il tipico andamento della sintomatologia: nella forma classica il paziente infatti è costretto a fermarsi a causa dei crampi al polpaccio, dopo aver effettuato percorsi di una lunghezza variabile (50, 100, 200 metri) a seconda della gravità della forma.
Nelle fasi più avanzate della malattia il paziente è costretto a tenere le gambe quasi costantemente giù dal letto, per aumentare la stasi sanguigna e quindi favorire l’utilizzazione di ossigeno per ridurre l’ischemia e il dolore, ormai costante anche a riposo.
La sede del dolore può essere indicativa della sede della lesione; informazioni più precise vengono ottenute con la palpazione dei polsi periferici: la palpazione delle arterie femorali, poplitee, tibiali posteriori e pedidie consente di valutare una ridotta pulsatilità rispetto all’arto sano.
Altri segni di ridotta vascolarizzazione sono dati dal pallore dell’arto, soprattutto le estremità, fredde e con compromissione del trofismo cutaneo (riduzione dei peli, distrofie delle unghie, assottigliamento e ulcerazione dell’epidermide) fino a vere e proprie gangrene.
La valutazione più precisa di un’arteriopatìa perifèrica richiede l’esecuzione di esami strumentali: l’oscillometria permette di misurare l’ampiezza delle oscillazioni impresse dalla contrazione cardiaca (tanto più ampie quanto più il vaso è pervio); analoghi risultati sono ottenibili con l’ultrasonografia a effetto doppler (vedi anche doppler).
L’arteriografia è l’esame più preciso per valutare forma e calibro delle arterie.
Smettere di fumare e incrementare gradatamente l’esercizio fisico sono misure terapeutiche di primaria importanza: i farmaci oggi a disposizione (principalmente la pentossifillina) non sortiscono grandi effetti.
Nei casi più avanzati può essere preso in considerazione l’intervento chirurgico (per le ostruzioni acute, vedi anche embolia periferica ed embolia polmonare).
Altri termini medici
Metaemoglobinuria
(o metemoglobinuria), presenza di metaemoglobina nelle urine. Si osserva nelle metaemoglobinemie....
Definizione completa
Sclerite
Infiammazione della sclera dell’occhio, che può interessare zone prossime (sclerite anteriore) o intorno al limbus della cornea (sclerite anulare), oppure...
Definizione completa
Scarificazione
Incisione degli strati più superficiali della cute o delle mucose, non seguita da fuoriuscita di sangue. In passato veniva impiegata...
Definizione completa
Benzoico, àcido
Composto chimico con proprietà antimicotiche e antibatteriche; viene aggiunto in preparati farmaceutici e prodotti alimentari come conservante. Impiegato soprattutto come...
Definizione completa
Lorazepam
Farmaco ansiolitico appartenente alla famiglia delle benzodiazepine....
Definizione completa
Prepuzio
Rivestimento cutaneo-mucoso retrattile che ricopre il glande del pene. Il prepuzio presenta una superficie cutanea esterna e una mucosa interna...
Definizione completa
Teobromina
Farmaco alcaloide contenuto principalmente nei semi di cacao. Ha proprietà simili alla teofillina....
Definizione completa
Fluorochinolonici
Antibiotici classificati come chinolonici di terza generazione. Efficaci su stafilococchi, Pseudomonas, Chlamydie, Mycoplasma. Non vanno usati in età pediatrica....
Definizione completa
Diamo i numeri
Orgogliosi dei nostri numeri e dei servizi che offriamo.
7650
termini medici
6625
giorni online
642625
