Colelitìasi
Definizione medica del termine Colelitìasi
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Definizione di Colelitìasi
Colelitìasi
Indice:La formazione dei calcoli biliariSintomi e terapia(o calcolosi biliare, o litiasi biliare), affezione caratterizzata dalla presenza di concrezioni (calcoli) all’interno della colecisti.
Queste concrezioni sono strutture cristalline formate da costituenti normali o anormali della bile.
Possono essere di tre tipi: calcoli colesterinici, formati da colesterolo; calcoli misti, formati da colesterolo, sali di calcio, acidi e pigmenti biliari, proteine, acidi grassi e fosfolipidi; calcoli pigmentari, formati da pigmenti biliari.
I primi due tipi comprendono l’80% dei calcoli biliari; gli ultimi, il 20%.La formazione dei calcoli biliariIl colesterolo è un grasso non idrosolubile, che viene normalmente solubilizzato in virtù della sua incorporazione in micelle, composte da acidi biliari e fosfolipidi.
Raggiunti i limiti della solubilizzazione del colesterolo nella bile, si ha la sua precipitazione e la formazione di calcoli.
I meccanismi più importanti nella produzione dei calcoli sembrano essere un’aumentata secrezione biliare del colesterolo (causata, per esempio, da obesità, diete ipercaloriche, fattori genetici), e una diminuita secrezione epatica di sali biliari (causata, per esempio, da malattie o resezioni ileali, fattori genetici).
Condizioni predisponenti sono la familiarità (per fattori genetici e abitudini alimentari comuni), il sesso femminile, il numero delle gravidanze; importanti condizioni patologiche associate sono l’obesità, il diabete mellito, l’ipertrigliceridemia.
La dieta può concorrere alla formazione di calcoli: soprattutto un’alimentazione ipercalorica, ricca di zuccheri raffinati e grassi, l’abuso di bevande alcoliche, le diete povere di scorie vegetali, le diete dimagranti drastiche e la riduzione del numero di pasti giornalieri.
Alcuni farmaci, come quelli in grado di ridurre i grassi nel sangue, favoriscono la formazione di calcoli.
Questi fattori in genere non sono sufficienti: spesso sono necessari anche una condizione di stasi nella colecisti, alterazioni del muco biliare, l’infezione delle vie biliari, fattori endocrini (per esempio, gravidanza).
Dopo la precipitazione si hanno la formazione del nucleo del calcolo, la sua organizzazione e il suo ingrandimento.
Calcoli pigmentari si formano in genere quando la bile presenta un aumento di bilirubina, come nelle anemie emolitiche croniche e nelle epatopatie alcoliche.Sintomi e terapiaI pazienti con colelitìasi possono essere asintomatici, oppure presentare dolore nei quadranti superiori dell’addome irradiato spesso alla spalla destra, meteorismo, eruttazioni frequenti, dispepsia, episodi di dolore addominale intenso e improvviso (la cosiddetta colica biliare).
Le complicazioni comprendono la colecistite acuta e cronica, la colangite, le fistole biliari interne, la coledocolitiasi, la pancreatite e il cancro della colecisti.
La diagnosi viene fatta mediante l’ecografia epatica.
La terapia chirurgica si impone quando la colelitiasi è sintomatica, con coliche frequenti, e si avvale di moderne tecniche laparoscopiche (colecistectomia in videolaparoscopia).
In casi selezionati si può ricorrere all’uso prolungato degli acidi biliari chenodesossicolico e ursodesossicolico che sono in grado di sciogliere calcoli biliari non ancora calcificati.
La miglior prevenzione della colelitìasi si attua da un lato curando adeguatamente certe malattie (diabete, ipertrigliceridemia, cirrosi alcolica), dall’altro adottando abitudini dietetiche adeguate, che evitino sia l’eccesso di peso corporeo sia un’alimentazione scorretta (pasti irregolari, eccessivamente ricchi di calorie e poveri di frutta e verdure fresche).
Queste concrezioni sono strutture cristalline formate da costituenti normali o anormali della bile.
Possono essere di tre tipi: calcoli colesterinici, formati da colesterolo; calcoli misti, formati da colesterolo, sali di calcio, acidi e pigmenti biliari, proteine, acidi grassi e fosfolipidi; calcoli pigmentari, formati da pigmenti biliari.
I primi due tipi comprendono l’80% dei calcoli biliari; gli ultimi, il 20%.La formazione dei calcoli biliariIl colesterolo è un grasso non idrosolubile, che viene normalmente solubilizzato in virtù della sua incorporazione in micelle, composte da acidi biliari e fosfolipidi.
Raggiunti i limiti della solubilizzazione del colesterolo nella bile, si ha la sua precipitazione e la formazione di calcoli.
I meccanismi più importanti nella produzione dei calcoli sembrano essere un’aumentata secrezione biliare del colesterolo (causata, per esempio, da obesità, diete ipercaloriche, fattori genetici), e una diminuita secrezione epatica di sali biliari (causata, per esempio, da malattie o resezioni ileali, fattori genetici).
Condizioni predisponenti sono la familiarità (per fattori genetici e abitudini alimentari comuni), il sesso femminile, il numero delle gravidanze; importanti condizioni patologiche associate sono l’obesità, il diabete mellito, l’ipertrigliceridemia.
La dieta può concorrere alla formazione di calcoli: soprattutto un’alimentazione ipercalorica, ricca di zuccheri raffinati e grassi, l’abuso di bevande alcoliche, le diete povere di scorie vegetali, le diete dimagranti drastiche e la riduzione del numero di pasti giornalieri.
Alcuni farmaci, come quelli in grado di ridurre i grassi nel sangue, favoriscono la formazione di calcoli.
Questi fattori in genere non sono sufficienti: spesso sono necessari anche una condizione di stasi nella colecisti, alterazioni del muco biliare, l’infezione delle vie biliari, fattori endocrini (per esempio, gravidanza).
Dopo la precipitazione si hanno la formazione del nucleo del calcolo, la sua organizzazione e il suo ingrandimento.
Calcoli pigmentari si formano in genere quando la bile presenta un aumento di bilirubina, come nelle anemie emolitiche croniche e nelle epatopatie alcoliche.Sintomi e terapiaI pazienti con colelitìasi possono essere asintomatici, oppure presentare dolore nei quadranti superiori dell’addome irradiato spesso alla spalla destra, meteorismo, eruttazioni frequenti, dispepsia, episodi di dolore addominale intenso e improvviso (la cosiddetta colica biliare).
Le complicazioni comprendono la colecistite acuta e cronica, la colangite, le fistole biliari interne, la coledocolitiasi, la pancreatite e il cancro della colecisti.
La diagnosi viene fatta mediante l’ecografia epatica.
La terapia chirurgica si impone quando la colelitiasi è sintomatica, con coliche frequenti, e si avvale di moderne tecniche laparoscopiche (colecistectomia in videolaparoscopia).
In casi selezionati si può ricorrere all’uso prolungato degli acidi biliari chenodesossicolico e ursodesossicolico che sono in grado di sciogliere calcoli biliari non ancora calcificati.
La miglior prevenzione della colelitìasi si attua da un lato curando adeguatamente certe malattie (diabete, ipertrigliceridemia, cirrosi alcolica), dall’altro adottando abitudini dietetiche adeguate, che evitino sia l’eccesso di peso corporeo sia un’alimentazione scorretta (pasti irregolari, eccessivamente ricchi di calorie e poveri di frutta e verdure fresche).
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