Ranitidina
Definizione medica del termine Ranitidina
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Definizione di Ranitidina
Ranitidina
Farmaco antistaminico anti-H2 impiegato nella terapia dell’ulcera gastrica e duodenale.
Un'unica somministrazione, alla sera, ha la stessa efficacia di più somministrazioni di pari dosaggio.
Per il mantenimento si impiegano dosaggi pari alla metà della fase acuta.
È simile alla cimetidina, ma è meglio tollerata da chi ha problemi al fegato e ai reni, e non ha azione antiandrogena.
Può determinare cefalea.
L’associazione con paracetamolo può provocare, in qualche raro caso, danni al fegato.
Il fumo, specie alla sera, può diminuire l'efficacia della ranitidina e aumentare la percentuale di recidive di ulcera peptica durante il trattamento cronico.
Un'unica somministrazione, alla sera, ha la stessa efficacia di più somministrazioni di pari dosaggio.
Per il mantenimento si impiegano dosaggi pari alla metà della fase acuta.
È simile alla cimetidina, ma è meglio tollerata da chi ha problemi al fegato e ai reni, e non ha azione antiandrogena.
Può determinare cefalea.
L’associazione con paracetamolo può provocare, in qualche raro caso, danni al fegato.
Il fumo, specie alla sera, può diminuire l'efficacia della ranitidina e aumentare la percentuale di recidive di ulcera peptica durante il trattamento cronico.
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