Emorragìa Da ùlcera Duodenale
Definizione medica del termine Emorragìa Da ùlcera Duodenale
Ultimi cercati: Anisocitosi - Parafimosi - Pedidia, arteria - Rame - Cranio-rino-liquorrea
Definizione di Emorragìa Da ùlcera Duodenale
Emorragìa Da ùlcera Duodenale
Perdita di sangue che rappresenta una complicazione del 10-20% delle ulcere duodenali e costituisce circa il 20% delle emorragie del tubo digerente.
Il sanguinamento può essere visibile macroscopicamente: in questo caso possono venire persi oltre 100 ml di sangue in breve tempo, con presenza di ematemesi (vomito ematico rosso vivo o nerastro coagulato), melena (sangue digerito nelle feci che assumono un colore carbone, un aspetto caratteristicamente untuoso e un odore intenso), spesso di dolore epigastrico e a volte di anemia acuta con lipotimia improvvisa; quando l'emorragia è particolarmente copiosa, il paziente può andare in stato di shock ipovolemico.
La perdita di sangue può essere, al contrario, uno stillicidio persistente, che porta in tempi relativamente brevi a un’anemia da carenza di ferro.
La terapia, nelle forme gravi, prevede il ripristino della volemia mediante infusione di soluzione fisiologica o plasma-expanders e la somministrazione di antistaminici anti-H2 o somatostatina (o di glipressina) per via endovenosa, con contemporanea sospensione dell’alimentazione orale sostituita da alimentazione mediante un sondino naso-gastrico; nei casi più seri si ricorre anche alle trasfusioni di sangue, oppure a interventi di chiusura della fonte di sanguinamento per via endoscopica, purché il sanguinamento non sia tanto abbondante da impedire la visualizzazione della mucosa duodenale stessa e quindi della sede del sanguinamento (in tale caso bisogna eseguire anche un esame angiografico).
Più raramente è necessario procedere a un intervento chirurgico addominale.
Di fronte ad anemie inspiegabili o a ricerche di sangue occulto nelle feci positive, in pazienti con o senza una sintomatologia di tipo ulceroso, va eseguita un’esofagogastroduodenoscopia per ricercare ulcere o neoplasie responsabili.
Nel caso di emorragìa da ùlcera duodenale di lieve entità si somministreranno gli stessi farmaci in uso per la terapia dell’ulcera peptica, oltre a ferro se il quadro clinico lo richiede.
Il sanguinamento può essere visibile macroscopicamente: in questo caso possono venire persi oltre 100 ml di sangue in breve tempo, con presenza di ematemesi (vomito ematico rosso vivo o nerastro coagulato), melena (sangue digerito nelle feci che assumono un colore carbone, un aspetto caratteristicamente untuoso e un odore intenso), spesso di dolore epigastrico e a volte di anemia acuta con lipotimia improvvisa; quando l'emorragia è particolarmente copiosa, il paziente può andare in stato di shock ipovolemico.
La perdita di sangue può essere, al contrario, uno stillicidio persistente, che porta in tempi relativamente brevi a un’anemia da carenza di ferro.
La terapia, nelle forme gravi, prevede il ripristino della volemia mediante infusione di soluzione fisiologica o plasma-expanders e la somministrazione di antistaminici anti-H2 o somatostatina (o di glipressina) per via endovenosa, con contemporanea sospensione dell’alimentazione orale sostituita da alimentazione mediante un sondino naso-gastrico; nei casi più seri si ricorre anche alle trasfusioni di sangue, oppure a interventi di chiusura della fonte di sanguinamento per via endoscopica, purché il sanguinamento non sia tanto abbondante da impedire la visualizzazione della mucosa duodenale stessa e quindi della sede del sanguinamento (in tale caso bisogna eseguire anche un esame angiografico).
Più raramente è necessario procedere a un intervento chirurgico addominale.
Di fronte ad anemie inspiegabili o a ricerche di sangue occulto nelle feci positive, in pazienti con o senza una sintomatologia di tipo ulceroso, va eseguita un’esofagogastroduodenoscopia per ricercare ulcere o neoplasie responsabili.
Nel caso di emorragìa da ùlcera duodenale di lieve entità si somministreranno gli stessi farmaci in uso per la terapia dell’ulcera peptica, oltre a ferro se il quadro clinico lo richiede.
Altri termini medici
Lichene D’Islanda
(Cetraria islandica), lichene comune nelle zone temperate-fredde; se ne usa in terapia il tallo, raccolto in primavera o in autunno...
Definizione completa
Cistalgìa
Dolore vescicale, localizzato alla parte bassa del ventre, che può apparire come bruciore, o crampo o tensione vescicale. Compare nelle...
Definizione completa
Ileoipogàstrico, Nervo
Ramo nervoso, sensitivo e motorio, del plesso lombare; fornisce un ramo genitale, che raggiunge i genitali esterni, e rami per...
Definizione completa
Ippocràtiche, Dita
(o dita “a bacchetta di tamburo”), alterazione della forma dell’ultima falange delle dita, che si presenta ingrossata fino a superare...
Definizione completa
Autoinnesto
(o autoplastica, o autotrapianto), trapianto di tessuto prelevato dallo stesso soggetto....
Definizione completa
Linfoproliferative, Malattìe
Gruppo di malattie derivate dalla proliferazione, perlopiù tumorale, di una popolazione di cellule appartenenti al sistema linforeticolare. Le manifestazioni cliniche...
Definizione completa
Banca
Termine usato in medicina per indicare un centro specializzato che provvede al prelievo e alla conservazione di organi e materiale...
Definizione completa
Diamo i numeri
Orgogliosi dei nostri numeri e dei servizi che offriamo.
7650
termini medici
6614
giorni online
641558
