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Eparina

Definizione medica del termine Eparina

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Definizione di Eparina

Eparina

Farmaco anticoagulante.
Ha azione molto rapida: in 10 minuti blocca il fattore X di coagulazione e la trombina.
È somministrata per la prevenzione di trombosi profonda degli arti inferiori, embolia polmonare, fibrillazione atriale, e per prevenire la coagulazione del sangue sulle superfici artificiali in caso di circolazione extracorporea e di emodialisi.
L’esistenza di un antidoto, il solfato di protamina, permette di bloccare in 15 minuti l’eparina somministrata.
L’iniezione intramuscolare provoca facilmente ematomi, perciò si somministra nella sua forma salina per via sottocutanea (eparina calcica) o endovenosa (eparina sodica).
Sono rare le reazioni di ipersensibilità.
Durante il trattamento si possono verificare trombocitopenie e produzione di anticorpi anti-eparina.
La somministrazione è controindicata in caso di emorragia in atto, minaccia di aborto, ipertensione arteriosa grave, epatopatie, lesioni del tratto gastroenterico.
L'eparina viene prodotta estraendola da alcuni organi come polmone e fegato di bue e mucosa intestinale di suino.
Le eparine porcine e quelle a basso peso molecolare (oggi disponibili) inducono in minor misura, rispetto a quelle bovine, la produzione di anticorpi.
Le eparine a basso peso molecolare (per esempio, nadroparina, enoxaparina) interferiscono meno con le piastrine e inibiscono solo il fattore X di coagulazione ma non la trombina: per questo motivo è più basso il rischio di emorragia.
La loro efficacia è perlomeno uguale a quella dell'eparina classica, con il vantaggio di richiedere minori controlli e determinare minori complicanze.
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