Mucoviscidosi
Definizione medica del termine Mucoviscidosi
Ultimi cercati: Labirintici, riflessi - Lombari, arterie - Kwashiorkor - Tachicardìa - Laminectomìa
Definizione di Mucoviscidosi
Mucoviscidosi
(o malattia fibrocistica, o fibrosi cistica), malattia su base genetica, a ereditarietà autosomica recessiva (il gene responsabile è localizzato sul braccio lungo del cromosoma 7), che colpisce diffusamente le ghiandole esocrine, le quali secernono un muco eccessivamente denso e viscoso, provocando con il tempo la distruzione fibrotica degli organi interessati.
A fronte di molteplici ipotesi, è stata senz'altro dimostrata - dal punto di vista patogenetico - la presenza di un difetto nel riassorbimento elettrolitico, e del cloro in particolare, a livello delle ghiandole sudoripare di questi pazienti.
La malattia colpisce prevalentemente l'intestino e l'apparato respiratorio, danneggiandone le funzioni in egual misura o diversamente; nella sua espressione 'completa', può comportare grave insufficienza pancreatica con manifestazioni intestinali (fin dalle prime settimane di vita, il bambino presenta addome voluminoso, ipotrofia e arresto della crescita dovuti a diarrea cronica e malnutrizione: si instaura progressivamente un malassorbimento con steatorrea, enteropatia protido-disperdente, edema oncotico generalizzato; possibile, inoltre, l'ostruzione intestinale precoce, in forma di ileo da meconio, o tardiva, qualora sia presente stipsi favorita dalle secrezioni particolarmente dense e tenaci) e malattie polmonari croniche (tosse e dispnea insorgono precocemente, con frequenti infezioni bronchiali e polmonari anche asmatiformi, atelettasia lobare, lesioni bronchiectasiche e sviluppo successivo di una vera e propria broncopneumopatia cronica ostruttiva).
Complicazioni sono rappresentate da: ittero neonatale prolungato, colestasi con eventuale cirrosi biliare, steatosi epatica, sindrome da perdita di sali, diabete mellito, poliposi nasale, mucocele e altro ancora.
La diagnosi può essere oggi già prenatale nelle gravidanze con rischio noto, attraverso lo studio dei villi coriali e l'amniocentesi; dopo la nascita, i criteri fondamentali per porre diagnosi sono l'aumento della concentrazione di sodio e cloro nel sudore (test del sudore), l'insufficienza pancreatica, l'interessamento polmonare cronico e la positività dell'anamnesi familiare.
Esistono falsi positivi al test del sudore, che va sempre eseguito e valutato in laboratori specializzati e da personale altamente qualificato.
Nei casi dubbi, il test va ripetuto dopo alcuni giorni di dieta priva di sodio: in caso di mucoviscidosi, i valori non si modificano sostanzialmente.
Anche il sondaggio duodenale dopo stimolazione pancreatica, mostrando un deficit nella secrezione di bicarbonati da parte di quest'organo, aiuta a chiarire la diagnosi.
L'individuazione del gene responsabile aprirà la strada a nuovi possibili interventi diagnostico-terapeutici.
Per il momento la terapia, sostitutiva della secrezione pancreatica, consiste nell’assunzione di enzimi digestivi, di cloruro di sodio e di vitamine.
È indicato poi un regime dietetico ad alto contenuto calorico, iperproteico e con scarso apporto di lipidi.
Inoltre sono indispensabili: aerosol, mucolitici, drenaggi e quanto serve a liberare l’albero respiratorio; fisioterapia quotidiana con drenaggio posturale e ginnastica respiratoria; antibioticoterapia delle infezioni, che può diventare continuativa in caso di cronicizzazioni infettive respiratorie.
Complessivamente, la prognosi è oggi migliore rispetto al passato e la maggioranza dei pazienti può superare i 20 anni d'età, purché la diagnosi sia precoce e la terapia adeguata.
A fronte di molteplici ipotesi, è stata senz'altro dimostrata - dal punto di vista patogenetico - la presenza di un difetto nel riassorbimento elettrolitico, e del cloro in particolare, a livello delle ghiandole sudoripare di questi pazienti.
La malattia colpisce prevalentemente l'intestino e l'apparato respiratorio, danneggiandone le funzioni in egual misura o diversamente; nella sua espressione 'completa', può comportare grave insufficienza pancreatica con manifestazioni intestinali (fin dalle prime settimane di vita, il bambino presenta addome voluminoso, ipotrofia e arresto della crescita dovuti a diarrea cronica e malnutrizione: si instaura progressivamente un malassorbimento con steatorrea, enteropatia protido-disperdente, edema oncotico generalizzato; possibile, inoltre, l'ostruzione intestinale precoce, in forma di ileo da meconio, o tardiva, qualora sia presente stipsi favorita dalle secrezioni particolarmente dense e tenaci) e malattie polmonari croniche (tosse e dispnea insorgono precocemente, con frequenti infezioni bronchiali e polmonari anche asmatiformi, atelettasia lobare, lesioni bronchiectasiche e sviluppo successivo di una vera e propria broncopneumopatia cronica ostruttiva).
Complicazioni sono rappresentate da: ittero neonatale prolungato, colestasi con eventuale cirrosi biliare, steatosi epatica, sindrome da perdita di sali, diabete mellito, poliposi nasale, mucocele e altro ancora.
La diagnosi può essere oggi già prenatale nelle gravidanze con rischio noto, attraverso lo studio dei villi coriali e l'amniocentesi; dopo la nascita, i criteri fondamentali per porre diagnosi sono l'aumento della concentrazione di sodio e cloro nel sudore (test del sudore), l'insufficienza pancreatica, l'interessamento polmonare cronico e la positività dell'anamnesi familiare.
Esistono falsi positivi al test del sudore, che va sempre eseguito e valutato in laboratori specializzati e da personale altamente qualificato.
Nei casi dubbi, il test va ripetuto dopo alcuni giorni di dieta priva di sodio: in caso di mucoviscidosi, i valori non si modificano sostanzialmente.
Anche il sondaggio duodenale dopo stimolazione pancreatica, mostrando un deficit nella secrezione di bicarbonati da parte di quest'organo, aiuta a chiarire la diagnosi.
L'individuazione del gene responsabile aprirà la strada a nuovi possibili interventi diagnostico-terapeutici.
Per il momento la terapia, sostitutiva della secrezione pancreatica, consiste nell’assunzione di enzimi digestivi, di cloruro di sodio e di vitamine.
È indicato poi un regime dietetico ad alto contenuto calorico, iperproteico e con scarso apporto di lipidi.
Inoltre sono indispensabili: aerosol, mucolitici, drenaggi e quanto serve a liberare l’albero respiratorio; fisioterapia quotidiana con drenaggio posturale e ginnastica respiratoria; antibioticoterapia delle infezioni, che può diventare continuativa in caso di cronicizzazioni infettive respiratorie.
Complessivamente, la prognosi è oggi migliore rispetto al passato e la maggioranza dei pazienti può superare i 20 anni d'età, purché la diagnosi sia precoce e la terapia adeguata.
Altri termini medici
Antianèmici
Farmaci usati per la cura delle anemie. È molto importante, prima di iniziare la terapia, individuare la carenza alimentare (di...
Definizione completa
Cordone Spermàtico
Complessa struttura anatomica che dalla regione addominale raggiunge il testicolo, attraverso il canale inguinale; in esso scorrono il canale deferente...
Definizione completa
Pirogeni Endogeni
Citochine liberate durante la risposta infiammatoria in seguito all’attivazione dei macrofagi. Sono pirogeni endogeni le interleuchine 1 e 6, il...
Definizione completa
Radionefrografia
Tecnica radiologica che permette la rappresentazione del parenchima renale. Si avvale dell’iniezione di un mezzo di contrasto e della registrazione...
Definizione completa
Norwalk Virus
Virus enteropatico, responsabile di molti casi di diarrea del viaggiatore....
Definizione completa
Noramidopirina
(o metamizolo) farmaco analgesico con azione anche antipiretica, appartenente al gruppo dei pirazolonici. Per l'azione anche antinfiammatoria può essere annoverato...
Definizione completa
Diamo i numeri
Orgogliosi dei nostri numeri e dei servizi che offriamo.
7650
termini medici
6523
giorni online
632731
