Pressione Oncòtica
Definizione medica del termine Pressione Oncòtica
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Definizione di Pressione Oncòtica
Pressione Oncòtica
Pressione osmotica esercitata dalle proteine circolanti nel plasma.
In pratica, la pressione oncòtica equivale alla forza di attrazione che le proteine esercitano nei confronti dei liquidi.
La pressione oncòtica del plasma si aggira intorno ai 20-25 mmHg: in condizioni normali viene mantenuto uno stato di equilibrio, che porta a una ripartizione dell’acqua tra plasma e spazio interstiziale (cioè tutto lo spazio al di fuori dei vasi e delle cellule).
Dato che la principale proteina plasmatica è l’albumina, è questa che contribuisce in maggior parte alla pressione oncòtica; tutte le condizioni che portano alla diminuzione dell’albumina circolante (ipoalbuminemia) determinano l’incapacità del plasma di trasmettere l’acqua, la quale si accumula al di fuori dei vasi con conseguente edema.
Una riduzione della pressione oncòtica deriva da insufficiente sintesi di albumina, come si verifica nella cirrosi o nelle malnutrizioni, o da una perdita di essa superiore alla norma, come avviene nelle malattie dei glomeruli renali (per esempio, sindrome nefrosica) o nelle malattie intestinali in cui si ha perdita di proteine (enteropatie proteino-disperdenti).
In pratica, la pressione oncòtica equivale alla forza di attrazione che le proteine esercitano nei confronti dei liquidi.
La pressione oncòtica del plasma si aggira intorno ai 20-25 mmHg: in condizioni normali viene mantenuto uno stato di equilibrio, che porta a una ripartizione dell’acqua tra plasma e spazio interstiziale (cioè tutto lo spazio al di fuori dei vasi e delle cellule).
Dato che la principale proteina plasmatica è l’albumina, è questa che contribuisce in maggior parte alla pressione oncòtica; tutte le condizioni che portano alla diminuzione dell’albumina circolante (ipoalbuminemia) determinano l’incapacità del plasma di trasmettere l’acqua, la quale si accumula al di fuori dei vasi con conseguente edema.
Una riduzione della pressione oncòtica deriva da insufficiente sintesi di albumina, come si verifica nella cirrosi o nelle malnutrizioni, o da una perdita di essa superiore alla norma, come avviene nelle malattie dei glomeruli renali (per esempio, sindrome nefrosica) o nelle malattie intestinali in cui si ha perdita di proteine (enteropatie proteino-disperdenti).
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