Andatura
Definizione medica del termine Andatura
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Definizione di Andatura
Andatura
Modo di camminare: patologie ortopediche e neurologiche possono causare caratteristiche alterazioni dell’andatura.
L’andatura parkinsoniana è provocata dal morbo di Parkinson ed è caratterizzata da passi piccoli e rapidi, con riduzione dei movimenti pendolari degli arti superiori e il corpo e il capo flessi in avanti, dalla difficoltà della messa in moto e dell’arresto, nonché da una progressiva accelerazione, come se il soggetto inseguisse il proprio centro di gravità (festinazione).
L’andatura anserina, tipica delle miopatie, presenta accentuata lordosi lombare e protrusione dell’addome.
L’andatura atassica, propria delle diverse forme di atassia, consiste in deambulazione a base allargata, con braccia a bilanciere, tendenza a cadere all’indietro o di lato, e ampie oscillazioni del tronco; l’arto inferiore viene sollevato eccessivamente, portato in avanti a dismisura e lasciato cadere pesantemente al suolo.
L’andatura antalgica, presente nella sciatica e nelle malattie osteoarticolari dell’anca e del ginocchio, è caratterizzata dalla inclinazione della colonna vertebrale verso il lato sano, per evitare che il peso del corpo gravi sull’arto leso.
Nell’andatura falciante, tipica dell’emiplegia spastica, il malato solleva la gamba paralizzata e la porta in avanti con movimento ad arco.
L’andatura parapareticospastica presenta arti inferiori iperestesi, con cosce tenute troppo vicine, ginocchia piegate all’interno e piedi striscianti.
Nell’andatura steppante o equina, presente nelle neuropatie con paralisi dei muscoli della regione antero-interna della gamba, il soggetto deve sollevare oltre misura la gamba affinché la punta del piede, cadente, non strisci sul pavimento.
L’andatura parkinsoniana è provocata dal morbo di Parkinson ed è caratterizzata da passi piccoli e rapidi, con riduzione dei movimenti pendolari degli arti superiori e il corpo e il capo flessi in avanti, dalla difficoltà della messa in moto e dell’arresto, nonché da una progressiva accelerazione, come se il soggetto inseguisse il proprio centro di gravità (festinazione).
L’andatura anserina, tipica delle miopatie, presenta accentuata lordosi lombare e protrusione dell’addome.
L’andatura atassica, propria delle diverse forme di atassia, consiste in deambulazione a base allargata, con braccia a bilanciere, tendenza a cadere all’indietro o di lato, e ampie oscillazioni del tronco; l’arto inferiore viene sollevato eccessivamente, portato in avanti a dismisura e lasciato cadere pesantemente al suolo.
L’andatura antalgica, presente nella sciatica e nelle malattie osteoarticolari dell’anca e del ginocchio, è caratterizzata dalla inclinazione della colonna vertebrale verso il lato sano, per evitare che il peso del corpo gravi sull’arto leso.
Nell’andatura falciante, tipica dell’emiplegia spastica, il malato solleva la gamba paralizzata e la porta in avanti con movimento ad arco.
L’andatura parapareticospastica presenta arti inferiori iperestesi, con cosce tenute troppo vicine, ginocchia piegate all’interno e piedi striscianti.
Nell’andatura steppante o equina, presente nelle neuropatie con paralisi dei muscoli della regione antero-interna della gamba, il soggetto deve sollevare oltre misura la gamba affinché la punta del piede, cadente, non strisci sul pavimento.
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